INContemporanea #1

Genova - 19/01/2017 : 23/02/2017

Lo Spazio46 di Palazzo Ducale a Genova inaugura la prima mostra del ciclo InContemporanea, una rassegna d'arte che prevede la partecipazione di artisti, gallerie e fondazioni d'arte internazionali.

Informazioni

Comunicato stampa

Lo Spazio46 di Palazzo Ducale a Genova inaugura, giovedì 19 gennaio alle 18.00, la prima mostra del ciclo InContemporanea, una rassegna d'arte che prevede la partecipazione di artisti, gallerie e fondazioni d'arte internazionali.

La prima mostra vedrà confrontarsi Mats Bergquist, Gregorio Botta e Paolo Cavinato, tre artisti le cui opere invitano ad andare oltre l'apparenza, la prima forma visiva, per far convergere lo sguardo al centro e scorgere ciò che non è subito evidente.

La sintesi di Mats Bergquist attinge dalla filosofia zen


Nelle opere in mostra, gli Ayasma, pigmento nero su foglio bianco, il vuoto è soltanto apparente. Il segno racchiude nella forma la profondità, porta l'osservatore ad indagare quel vuoto, simbolo dell'inconscio ed i suoi contenuti rimossi, fino a ritornare alla superficie ritrovando la luce, la purificazione.

Anche nelle opere di Gregorio Botta è importante il vuoto.
Nelle due opere in mostra il vetro cela un'immagine al centro, visibile solo con uno sguardo consapevole. Lo spazio vuoto costringe l'osservatore ad una accentuata attenzione che gli permetterà di scorgere ciò che non viene immediatamente rivelato ai sensi più superficiali, invito ad andare all'essenza più profonda delle cose.
Nelle sculture, realizzate in piombo, cera ed acqua, l'artista riflette sull'impermanenza delle cose ed allo stesso tempo sulla sacralità dell'arte che su tutto si eleva rendendo l'artista e la sua opera eterni.

Paolo Cavinato nel suo lavoro parte da una attenta geometria ambientale per arrivare ad esaminare le molteplici prospettive che si presentano a seguito di una rigorosa osservazione.
I materiali usati, legno, alluminio filo in fluorocarbone, acrilico, plexiglas, ricostruiscono gli ambienti e le possibili infinitesimali suddivisioni.
I corridoi labirintici in cui siamo introdotti sono anche luoghi simbolici, corridoi della memoria da percorrere per giungere a stanze segrete della mente ove rifugiarsi.

La mostra è organizzata da: ART Commission Events
con il patrocinio di: Genova Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura e Comune di Genova
con la collaborazione di: Associazione Art Commission e Galleria The Flat di Milano
Main Sponsor: Management General Bulk srl.
orari: dal 19 gennaio al 23 febbraio 2017
da martedì a domenica dalla 15.30 alle 19.00 ingresso libero
Spazio46 di Palazzo Ducale, piazza Matteotti, Genova
info: [email protected]


Gli artisti:

MATS BERGQUIST
Mats Bergquist nasce a Stoccolma nel 1960. In seguito al lavoro del padre cresce e studia in vari
paesi europei (Parigi, Varsavia, Mosca). Frequenta la scuola d'arte Gerlesborgsskolan a Stoccolma,
Atelier 17 S.W. Hayter a Parigi e si laurea in storia dell'arte presso l´università di Stoccolma. Fin
dall´inizio mostra un interesse per l`ornamento dimenticato, tralasciato. La sua ricerca lo porta
verso l´encausto e la tradizione dell´icona russa. Un lavoro che richiede tempo e pazienza. Vari
strati di gesso, pigmento, colla di coniglio su tela di lino e legno con un tratto finale di cera. Il
lavoro ornamentale infine lo porta al monocromo. I quadri cominciano a diventare rilievi. Nei ultimi
anni i rilievi hanno lasciato il muro per diventare sculture indipendenti.
Vive e lavora fra la Svezia e l´Italia.

GREGORIO BOTTA
Gregorio Botta nasce a Napoli, il 18 aprile 1953, studia all’Accademia di Belle Arti di Roma, dove si diploma con Toti Scialoja.
La sua ricerca si è sempre basata sull’essenzialità: essenzialità delle forme e dei materiali. Botta infatti lavora con materie primarie, antiche, legate alle radici dell’uomo: acqua, ferro, fuoco, vetro, cera, pigmenti. I suoi lavori cercando di sottrarsi al rumore visivo che travolge l’uomo contemporaneo, per creare una zona di attenzione, riflessione, silenzio.
Botta inizia ad esporre negli anni 90, a Roma, con la galleria Il Segno (ora FrancescaAntonini arte contemporanea) e in numerose altre gallerie d’Italia (StudioTrisorio a Napoli, Galleria Dello Scudo a Verona, Studio G7 a Bologna, per citarne alcune). Partecipa a due Quadriennali, sue mostre sono state allestite al Macro di Roma, al Forte di Bard, alla Triennale di Milano, a Palazzo Te a Mantova, alla Pescheria di Pesaro, nei musei di arte contemporanea di Lima e Santiago del Cile.
Sue opere sono nelle collezioni del MaXXI, del Macro, del Mart, del Musma, della Bce, e in molte altre raccolte pubbliche e private.

PAOLO CAVINATO
Paolo Cavinato (Gazoldo degli Ippoliti - MN, 1975) vive e lavora tra Mantova e Copenaghen.
Dopo essersi diplomato in Scenografia all'Accademia di Belle Arti di Brera e aver seguito un corso di regia cinematografica a Milano, a partire dal 2001 espone in diverse mostre personali (Milano, Londra, Berlino, New York, Santa Fe) e già dal 1997 in altrettante collettive (Parigi, Bruxelles, Istanbul, Cina e USA).
Nel 2005 partecipa alla mostra Home, evento della Biennale di Istanbul e nel 2008 vince il 3° Premio della Fondazione Arnaldo Pomodoro di Milano.
È premiato dalla Royal British Society of Sculptors di Londra, la quale gli dedica una personale nel 2011.
Di recente è stato in residenza per sei mesi presso lo Swatch Art Peace Hotel di Shanghai.
Le sue opere sono inoltre esposte in numerosi spazi pubblici e privati, tra cui: Boghossian Foundation a Bruxelles, Artphilein Foundation in Liechtenstein, Istituto Italiano di Cultura di Copenaghen, Van der Velden Studio ad Amsterdam, Galleria Civica di Modena, Volta a Basilea.

Cavinato utilizza diversi linguaggi espressivi per creare degli spazi multi-sensoriali o luoghi meditativi, in cui confluiscono immagini della realtà o immagini mentali. La sua ricerca parte dallo spazio fisico, concreto per arrivare, negli ultimi anni, allo spazio dell’assoluto, dove lo spettatore è attratto, quasi assorbito nelle opere. Sono talvolta luoghi sinestetici vivibili o attraversabili, talvolta una sorta di limbo tra finito e infinito, uno spazio in divenire continuo, un vuoto silenzioso.