Il terzo suono

Mogoro - 12/11/2017 : 11/12/2017

Nasce nell’ambito del Culturefestival 2017, la mostra collettiva Il Terzo Suono, ideata e curata da Roberta Vanali e Efisio Carbone in collaborazione con Fernanda Sanna (responsabile arti visive del Culturefestival).

Informazioni

Comunicato stampa

Nasce nell’ambito del Culturefestival 2017, la mostra collettiva Il Terzo Suono, ideata e curata da Roberta Vanali e Efisio Carbone in collaborazione con Fernanda Sanna (responsabile arti visive del Culturefestival), che sarà inaugurata domenica 12 novembre alle ore 18 a Mogoro, nelle sale del Centro Fiera del Tappeto, e che vede protagonisti 29 artisti con differenti background e ambiti di provenienza, tra storici e giovani che operano nell’ambito delle arti visive

Alcuni dei quali con inclinazioni relative alla musica, altri che hanno operato o che operano in ambito musicale e altri ancora che hanno voluto affrontare e sperimentare la tematica del suono per la prima volta.

Il progetto muove dal concetto di Terzo suono, particolare fenomeno acustico, evidenziato da Giuseppe Tartini all’inizio del XVIII secolo, prodotto da due suoni simultanei. Suono fantasma che si percepisce quando due suoni intensi e ricchi di armonici giungono all’orecchio simultaneamente. Il concetto di Terzo suono in questo frangente è il pretesto per sviluppare la tematica del suono come base di ispirazione per ascoltare la realtà da un’altra lunghezza d’onda, con l’obiettivo di ampliare l’orizzonte sensoriale e attivare capacità percettive attraverso il suono come pratica musicale e performativa. Per una riflessione sull’idea del suono proveniente da diversi contesti come quello della natura, quello della città o dell’industria ma anche il ritmo, la dissonanza e l’assonanza, l’armonia e il disaccordo fino ad arrivare al silenzio.


Racconta il Vasari che Leonardo fece suonare una piccola orchestra per ritrarre la Monnalisa e tenerla in letizia, alla musica dunque dobbiamo il suo celebre enigmatico sorriso; Kandinsky eliminò ogni barriera e ritrasse la musica; Cage ogni confine e fece musica e arte insieme. Il rapporto tra arte visiva e musica è dunque antico e di grande fascino.

Questo è il motivo per cui abbiamo deciso anche noi di creare un momento di riflessione chiamando artisti storici e giovani a confrontarsi con questo bellissimo tema.


Tra gli artisti storici troveremo il suonatore di violino di Maria Lai: “se non capisci l'arte contemporanea segui il ritmo" diceva, riferendosi agli accenti latini imparati così bene dal suo amato professor Cambosu; il rigore musicale delle "sonatine" di Rosanna Rossi, vere e proprie suites su tela per orchestra da camera; il suono segreto della pietra delle celebri sculture sonore di Pinuccio Sciola; la sperimentazione d'avanguardia di Tonino Casula, da i primi super8 a firma sua e del grande Luciano Berio fino agli ultimi Cotronici in 3D. La rosa prevede anche un bellissimo blues di Antonio Atza, tra le serie una delle più interessanti, posta a cavallo tra le sperimentazioni più ardite delle sabbie degli anni 60' e le future spinte surrealiste; a Primo Pantoli e Gaetano Brundu il compito di introdurre il suono della protesta, della parola, con le esclamazioni rivoluzionarie della poesia visiva; a lui contrappunta il silenzio sospeso di Giuseppe Pettinau come un canto gregoriano che risuona oltre il tempo; di accenti jazzistici è tutta imbevuta l'opera a collages di Zaza Calzia che frantuma le parole ricostruendo nuove grammatiche e differenti valori semantici.

Ai più giovani il compito di arricchire la mostra con linguaggi differenti di sperimentazione e ricerca, ognuno mantenendo ben salda la propria cifra stilistica se pur contribuendo a creare un unico grande affresco corale che aggiunge un tassello in più al complesso rapporto tra arti visive e musica con le installazioni sonore e non di Elisa Desortes, Silvia Corda, Josephine Sassu, Davide Volponi, Marcello Simeone e Sabrina Oppo; le fotografie di Franco Casu, Giovanni Coda, Massimiliano Picconi e Giovanni Loy; i video di Leonardo Boscani/Simone Sassu e Matteo Campulla; la pittura di Daniele Serra, Veronica Paretta e Fernanda Sanna; le tecniche calcografiche di Alberto Marci e le performance di Adriano Orrù, Emanuela Lioy e Massimo Olla con i suoi [D]ronin (strumenti musicali d’invenzione) che si svolgeranno nel corso della serata.