Il Buon Vicino

Livorno - 30/07/2011 : 31/08/2011

Un progetto che indaga, attraverso diversi interventi artistici, il concetto di vicinato oggi, fenomeno sociale alla base dell'attuale organizzazione dello spazio urbano.

Informazioni

Comunicato stampa

La IX edizione di Effetti Contemporanei, rassegna ideata dall’associazione React nel 2003, si apre con Il buon vicino, un progetto espositivo e una rivista (in corso di pubblicazione) a cura di Alessandra Poggianti. Il buon vicino è un progetto che indaga, attraverso diversi interventi artistici, il concetto di vicinato oggi, fenomeno sociale alla base dell’attuale organizzazione dello spazio urbano.

Questo concetto e' totalmente in crisi e qualora si presentano forme di vicinato queste si basano su meccanismi di esclusione e di allontanano di tutto cio' che è fonte di turbamento (immigrati, emarginati, attività commerciali etc)

Il fenomeno è alla base dei processi individualistici che hanno portato all'abbandono di spazi pubblici come luogo di incontro e confronto con "l'altro" e alla organizzazione della vita quotidiana all’interno di spazi privati o luoghi di consumo.

In questo processo sociale si perde il vecchio concetto di città come luogo d'interazione sociale, scambio di relazioni e d'incontro .
Di fronte alla definitiva crisi dello Stato Nazione la città diventa un terreno di gioco attivo, ma invece di utilizzare questi elementi locali come generatori di contatto e di comunità, si preferisce creare una distanza tra un "noi" da contrapporre ad un "loro", che culmina nella individuazione dei nemici esterni e interni. Questa impossibilità di produrre un “senso del comune” significa perdere un fondamentale agente attivo di resistenza.

In risposta a questo meccanismo sociale l’artista CCH, la sera dell’inaugurazione, attiva uno spazio conviviale, offrendo insieme a Massimo Filippelli un minestrone preparato seguendo la ricetta di Joseph Beuys. La citazione all’artista tedesco ci proietta verso nuove forme di vita sociale rivolta alla solidale e libera collaborazione tra gli uomini, una prospettiva utopica di un nuovo organismo sociale che è alla base del concetto filosofico beuysiano: la “scultura sociale”. E’ una “Living Sculpture” l’intervento di Juan Pablo Macias, una istallazione composta dall’ammasso di mobili e oggetti personali di una persona schiacciata dai meccanismi di potere. Un personaggio emarginato e marginale che, come molti altri, vivono separati dal resto della città. Spesso, come racconta il video di Dario Gentili, si vive nello stesso condominio, ma non si stabilisce nessun contatto. Si alzano nuove barriere e confini, che si rafforzano con la privatizzazione. L’artista spagnolo Pedro G. Romero per segnalare la prima vendita di una casa popolare in un quartiere di Siviglia chiede a un ballerino di flamenco di esibirsi dentro l’appartamento. Nel caso in cui lo spazio rimane invenduto, spesso si abbandona. L’artista portoghese Mauro Cerqueira si riappropria di un luogo abbandonato a fianco al suo studio, violando il divieto di entrare: durante le sue incursioni raccoglie tutto quello che trova e lo riorganizza secondo nuove tassonomie. La vita quotidiana e la “presunte” normalità è materia di lavoro anche per l’artista ceca, Helena Hladilova.

La IX edizione di Effetti Contemporanei è dedicata a Mario Cesari, socio storico e guida spirituale dell’associazione React, primario di ortopedia e collezionista illuminato, scomparso da poche settimane.

Il progetto e' stato realizzato con il contributo del
Comune di Livorno
React
LU.MAR
Centro Culturale Michon