I grandi maestri e la scena contemporanea

Bologna - 04/06/2011 : 31/07/2011

La mostra collettiva allestita nelle sale della Galleria d'Arte Maggiore di Bologna evidenzia l'appassionato percorso di ricerca seguito da Franco e Roberta Calarota in oltre trent'anni di attività.

Informazioni

Comunicato stampa

La mostra collettiva allestita nelle sale della Galleria d'Arte Maggiore di Bologna evidenzia
l'appassionato percorso di ricerca seguito da Franco e Roberta Calarota in oltre trent'anni di
attività. Partendo da alcuni snodi fondamentali del Novecento, le "Origini", lo spettatore sarà
invitato a confrontarsi con alcune delle più rilevanti esperienze contemporanee, le "Evoluzioni"

La
Galleria d'Arte Maggiore - da sempre focalizzata sulla proposta di grandi maestri come: Giorgio
Morandi, Giorgio De Chirico, Lucio Fontana – affianca alla valorizzazione di artisti già
storicizzati, la proposta di un universo artistico contemporaneo ed internazionale di cui fanno
parte, tra gli altri, Robert Indiana, Sebastian Matta, Antoni Clavé, Sandro Chia e ancora Mattia
Moreni, Pablo Echaurren, Mario Nanni, Davide Benati, Nino Longobardi.
"Ogni esperienza, per quanto radicale, cresce in un ambito linguistico che attinge copiosamente
dalle esperienze precedenti, se non altro per stabilire un confronto, e per avere così un termine di
paragone, un punto di partenza qualche volta da accettare, spesso da negare, ma sempre da
considerare come referente. Questo accade [...] anche senza la piena consapevolezza dell’artista, ma
al contrario l’opera svela sempre i debiti che ha contratto col passato, e questa prova – più o meno
evidente – non è affatto segno di debolezza, ma di forza ". Così Marco Meneguzzo descrive la recente e
fortunata esposizione ad Art Cologne 2011 realizzata dalla Galleria d'Arte Maggiore - in partecipazione
congiunta con Studio la Città di Verona - dove affianco alle opere dei grandi maestri dell'arte italiana
erono esposti gli artisti internazionali della generazione successiva. Ed è sulla stessa linea di pensiero
e sulla stessa impostazione che si inserisce anche il progetto alla base di questa mostra collettiva dai
risvolti inaspettati.
Immancabile alla Galleria d'Arte Maggiore è il riferimento ad alcuni dei più importanti movimenti artistici
del secolo appena trascorso. Dall'enigmatica Metafisica di Giorgio de Chirico si passa ai celeberrimi
tagli e buchi di Lucio Fontana, con un'attenzione particolare rivolta alle silenziose e liriche
composizioni di Giorgio Morandi, artista su cui la Galleria lavora da sempre con grande passione,
tanto da diventare referente competente e specializzato per collezionisti e direttori di musei. Infatti, solo
nel corso dell'ultimo anno Franco Calarota ha co-curato con Daniela Ferretti la mostra “Giorgio
Morandi. Silenzi” nella suggestiva e prestigiosa cornice del Museo di Palazzo Fortuny a Venezia e, nel
pieno rispetto reciproco dei ruoli, ha collaborato alla grande mostra itinerante che si sarebbe dovuta
tenere in questo periodo in tre musei giapponesi, poi rimandata a causa del tragico terremoto che ha
colpito il Paese. Ma la Galleria d'Arte Maggiore è attenta anche agli sviluppi più recenti dell'arte sulla
scena internazionale, come dimostra la presenza delle opere di Sebastian Matta – artista cileno della
cerchia parigina dei Surrealisti e di André Breton, che a New York ha avuto una decisiva influenza sui
giovani artisti della storia attuale (tra cui Jackson Pollock) –, di Antoni Clavé – artista spagnolo, ma
francese di adozione, amico di Picasso e affine per ricerca a Tapies – e di Robert Indiana che con i
suoi colori accesi e i suoi ideogrammi scultorei fa entrare nelle sale della galleria il clima frizzante della
pop americana. In un contesto così variegato non potevano di certo mancare alcuni artisti italiani tra cui
Mattia Moreni, Mario Nanni - protagonista di una recente mostra personale proprio in questi spazi -
Pablo Echaurren, Davide Benati, Nino Longobardi, Antonio Corpora e Toti Scialoja che
completano l'esposizione ed arrichischino di spunti e riflessioni questo percorso virtuale attraverso gli
ultimi appasionanti cent'anni di storia dell'arte.