Herbert Voss e il Gargano presenza e memoria

Foggia - 31/10/2015 : 05/12/2015

Mostra Herbert Voss e il Gargano, presenza e memoria, organizzata dalla Fondazione Banca del Monte di Foggia.

Informazioni

Comunicato stampa

Sarà inaugurata sabato 31 ottobre 2015 alle ore 18, nella sede di via Arpi 152, la mostra Herbert Voss e il Gargano, presenza e memoria, organizzata dalla Fondazione Banca del Monte di Foggia.

«Con questa esposizione dedicata a Herbert Voss -ha scritto il prof. Saverio Russo, presidente della Fondazione Banca del Monte di Foggia, nel catalogo che accompagna la mostra- si completa il trittico degli artisti tedeschi cui la Fondazione ha riservato, negli ultimi anni, ricerche, cataloghi e una o più mostre

Da quella su Beuys, alle cinque (una sesta è programmata per gennaio 2016) su Alfredo Bortoluzzi, tedesco di nascita e di formazione, ma di origini italiane, all’ultima, dedicata al meno noto Voss, abbiamo inteso documentare, con un lungo lavoro di ricerca, il percorso umano ed artistico che portò uomini diversi per formazione e cifra stilistica in Capitanata e sul Gargano».
La mostra antologica di Voss, che ha richiesto anni di preparazione e ricerche, dopo il primo input venuto da Matteo Accarrino, presenta sessantasei opere, tra acquerelli, oli, tecniche miste, vernici e dietro vetro dell'artista tedesco, e se pure, prosegue Russo, «per le ragioni più varie, non ha potuto contare sulla disponibilità di molti collezionisti, è certamente la più completa organizzata in tutti questi anni trascorsi dalla sua morte, avvenuta nel 1971».

Tre i curatori della mostra e del relativo catalogo, Stefan Nienhaus, Guido Pensato e Gaetano Cristino. Il primo ha ricostruito le vicende private e professionali dell'artista (Schöningen, 1913 - Berlino, 1971) nonostante la scarsità di documenti. «Nel caso di Herbert Voss -scrive Nienhaus- i documenti inconfutabili sono pochissimi, e buona parte della ricerca sulla vita e sulle attività deve necessariamente far ricorso alle testimonianze di amici e ai ricordi delle persone che lo hanno conosciuto e ne hanno conservato un'immagine a tanta distanza dal vissuto». Certo è che la parte più documentata della vita dell'artista è quella relativa al suo periodo pugliese. E particolarmente agli anni in cui visse a Monte Sant'Angelo dove inizia una stagione di grande produttività e speranze.
Guido Pensato ha esplorato invece "la storia umana e creativa" dei tre artisti tedeschi che maggiormente hanno intrecciato la loro esistenza con la Capitanata e il Gargano, Joseph Beuys, Alfredo Bortoluzzi ed Herbert Voss. «Alla metà del secolo scorso -dice Pensato- come per secoli e ancora oggi, presso la società dei viaggiatori, dei visitatori e dei turisti colti, il Gargano rinvia ai simboli, ai valori, alle immagini che esso ha evocato nelle opere del passato: a quelli della storia religiosa e artistica, delle storie narrate da studiosi e artisti e di quelle costruite, custodite e trasmesse dalla cultura popolare. Di questo Beuys, Bortoluzzi e Voss saranno, qui e altrove, in modi e con esiti diversissimi, testimoni e protagonisti».
All'analisi critica dell'opera di Voss ha provveduto a sua volta Gaetano Cristino, per il quale le opere di Voss «sono espressive delle profonde inquietudini che agitavano la coscienza degli artisti, e soprattutto degli artisti tedeschi, negli anni del dopoguerra. Esse testimoniano infatti di un artista di grande sensibilità e talento, che padroneggiava molte tecniche, le cui creazioni esplorano a un tempo due mondi meravigliosi, il mondo reale e quello interiore, spesso collocandosi in maniera originale al loro crocevia».

Oltre ai saggi dei curatori, il catalogo contiene anche testimonianze e ricordi di Matteo Accarrino, Antonietta Notarangelo, Pasquale Armillotta, Giuseppe Azzarone, Giovanni Piemontese, ed un'antologica di scritti di e su Herbert Voss.