Gustavo Francalancia – Opere 1934–2008

spello - 17/09/2011 : 13/11/2011

La mostra si compone di 120 dipinti a olio e 10 grafiche (alcuni dei quali inediti), realizzati nel periodo 1934–2008 e selezionati da Marco Francalancia che ne cura l’allestimento, con la collaborazione dell’artista Claudio Carli, e il catalogo.

Informazioni

  • Luogo: VILLA FIDELIA
  • Indirizzo: via Flaminia 70 - spello - Umbria
  • Quando: dal 17/09/2011 - al 13/11/2011
  • Vernissage: 17/09/2011 ore 17.30
  • Autori: Gustavo Francalancia
  • Generi: arte contemporanea, personale, disegno e grafica
  • Orari: Da martedì a domenica. Orario 11:00 – 18:00 (settembre fino alla 19:00
  • Biglietti: Euro 3,00
  • Email: mail@laurafalcinelli.it
  • Catalogo: A cura di Marco Francalancia, grafica di Caterina Carli

Comunicato stampa

GUSTAVO FRANCALANCIA
Opere 1934 – 2008
Mostra monografica

Omaggio ad uno degli ultimi eredi della scuola romana
e del realismo magico

17 settembre – 13 novembre 2011
Da martedì a domenica 10:30 – 18:00

Ingresso € 3,00
Villa Fidelia, Spello (Pg)

Inaugurazione
Sabato 17 settembre 2011 – Ore 17:30
Villa Fidelia, Spello (Pg)

Perugia, 5 Settembre 2011 - A Gustavo Francalancia, uno degli ultimi eredi della scuola romana, o più propriamente del realismo magico, è dedicata la mostra monografica che si terrà dal 17 settembre al 13 novembre 2011 nella ottocentesca Villa Fidelia aSpello, in provincia di Perugia.

L’iniziativa è stata volutacon decisione dal figlio Marco, sensibile fotografo, per rendere omaggio aduna vita dedicata alla pittura e, insieme al padre, oggi novantenne, “tirare uno scherzo alla sorte” – come ironicamente afferma - organizzandoquesta nuova personale.Ma anche per salutare il recente rientro di Gustavo Francalanciaad Assisi, dove il maestroabitò fino al 1973, esercitando la professione di dentista, per poi trasferirsi a Roma dedicandosi prevalentemente al lavoro artistico.

La Capitale in quegli anni era una città dalla vita culturale molto vivace, animata da artisti e intellettuali comeFrancesco Trombadori, Titina Maselli,Cesare Vivaldi e Paolo Volponi che ne furono tra i principali protagonisti. Senza dimenticare galleristi del calibro di Plinio de Martiis, che con la “Tartaruga” ispirò la pratica espositiva contemporanea da Leo Castelli in poi, e di Bruno Sargentini, al quale Gustavo era strettamente legato sul piano professionale.Stimoli forti, che si sommano a quelli di famiglia, essendo Gustavo figlio d’arte. Suo padre è statoil noto pittore Riccardo Francalancia (Assisi, 1886 - Roma, 1965), di cui ha continuato la tradizione riprendendone i soggetti: i paesaggi dell’Umbria e del Lazio, gli interni, le nature morte.Uno scenario ben tratteggiato nel contributo critico in catalogo, firmato daValerio Rivosecchi - a cui è stata affidata anche la curatela generale della mostra -, arricchito con alcuni simpatici aneddoti cherestituiscono al lettore l’umore proprio di una certa romanità, dall’ironia scanzonata e irriverente, a volte amara. La stessa amara ironia che connota la personalità di Gustavo, esemplificata nel titolo di un suo recente autoritratto:Natura non ancora morta (2008, olio su tela, 50x70 cm).

La mostra si compone di 120 dipinti a olio e 10 grafiche (alcuni dei quali inediti), realizzati nel periodo 1934 – 2008 e selezionati da Marco Francalancia che ne cura l’allestimento, con la collaborazione dell’artistaClaudio Carli, e il catalogo.

Tra le opere in esposizione, si segnalano Autoritratto (1983, olio su tela, 20x25 cm) e Conchiglia (1976, olio su tela, 40 x 50 cm), su cui si è invece soffermato il critico Ezio Genovesi per la loro singolarità rispetto al resto della produzione di Gustavo Francalancia.Su Autoritratto scrive: “il volto non ci guarda e non si guarda. La natura degli uomini, che Francalancia conosce bene per esperienza, lo ha disilluso: non vi sono scoperte che possano cambiare lo stato delle cose. L’asprezza della rappresentazione riflette, in quel momento, il suo sguardo sul mondo”.E sulla conchiglia, donata a Gustavo da Edita Mühlen, affermata pittrice (e moglie di Mario Broglio): “c’è una trama più profonda sotto l’apparenza di una creatura marina ridotta allo stato minerale; una trama che lega tanti stati d’animo presenti e passati. La conchiglia di Edita è sola in un mondo tutto per sé. In questa solitudine si differenzia e si eleva al di sopra delle altre nature morte: essa rivela la ricerca di un valore universale (…). Un archetipo di forme organiche e di successioni numeriche, dove si raccolgono tutti i significati possibili nella relazione tra le persone e la loro esistenza individuale, tra questa e la natura, tra la natura e il tempo”.

Partner è la Provincia di Perugia che ha dato il patrocinio e il proprio apporto tecnico e logistico inscrivendo la mostra nel più ampio progetto dell’Umbria quale “Terra di Maestri”.“La ricchezza della produzione artistica umbra nel corso del Novecento riserva spazi e angoli ancora in via di definizione dal punto di vista critico e di illustrazione al pubblico – osserva l’Assessore alle Attività Culturali Donatella Porzi -. Di questo patrimonio, la figura di Gustavo Francalancia esprime con forza e nettezza di contenuti la piena maturità e la perfetta conservazione nel tempo dei decenni che, nella seconda metà del secolo passato, hanno scandito l'evoluzione e la rivoluzione delle mode e delle tendenze. E’ parso così opportuno alla Provincia di Perugia dare la possibilità di conoscere la pittura di Francalancia riconoscendo all’artista, nel contempo, il ruolo che gli spetta nel panorama culturale del Novecento”. L’alto valore culturale del progetto, che travalica i confini territoriali regionali, è stato riconosciuto anche dalla Regione dell’Umbria, dal Comune di Assisi e dal Comune di Spello.