Gli Orientalisti

Informazioni Evento

Luogo
CHIOSTRO DEL BRAMANTE
Via Arco della Pace 5 , Roma, Italia
Date
Dal al

Martedì - Domenica
10.00-20.00
Lunedì chiuso
( La biglietteria chiude un' ora prima)

Festività:
Martedì 01 novembre 10,00 - 20,00
Giovedì 08 dicembre 10,00 - 20,00
Sabato 24 dicembre 10,00 - 16,00
Domenica 25 dicembre 15,00 - 20,00
Lunedì 26 dicembre 10,00 - 20,00
Sabato 31 dicembre 10,00 - 17,00
Domenica 01 gennaio 10,00 - 20,00
Lunedì 02 gennaio 10,00 - 20,00
Venerdì 06 gennaio 10,00 - 20,00

Vernissage
19/10/2011

ore 11.30 per la stampa

Contatti
Email: info@chiostrodelbramante.it
Biglietti

Intero euro 10,00 Ridotto ( martedì per tutti ) euro 8,50 Ridotto ( 14 - 18 anni ) euro 8,50 Ridotto ( 7 - 13 anni ) euro 4,50 Gruppi ( min. 15 max 25 nella settimana) euro 8,50 (min. 15 max 20 nel fine settimana) euro 9,00 Scuole euro 4,50 Per i gruppi la prenotazione è obbligatoria e deve essere effettuata mediante bonifico bancario entro 8 giorni dalla data della prenotazione. Tariffe gruppi* Prenotazione euro 20,00 Visita guidata gruppi ( durante la settimana) euro 70,00 Visita guidata gruppi (nel fine settimana) euro 80,00 Visita guidata scuole euro 50,00 * è escluso il costo del biglietto

Patrocini

Alto Patronato
Presidente della Repubblica
Patrocini
Ministero per i Beni e le Attività culturali
Regione Lazio
Provincia di Roma
Comune di Roma - Assessorato alle Politiche Culturali e del Centro Storico

Editori
SILVANA EDITORIALE
Artisti
Domenico Morelli, Federico Faruffini, Francesco Hayez, Giuseppe Molteni, Pompeo Mariani, Ippolito Caffi, Alberto Pasini, Roberto Guastalla, Eugenio Zampighi, Augusto Valli, Giulio Viotti, Achille Glisenti
Curatori
Anna Villari, Emanuela Angiuli
Uffici stampa
STUDIO ESSECI
Generi
collettiva, arte moderna
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Il Chiostro del Bramante è lieto di presentare una mostra di grande attualità ” Gli Orientalisti. Incanti e scoperte nella pittura dell’Ottocento italiano”, a cura di Emanuela Angiuli e Anna Villari, una accurata selezione di circa una ottantina di opere, che raccontano l’Oriente nella pittura dell’Ottocento italiano.

Comunicato stampa

Il Chiostro del Bramante è lieto di presentare una mostra di grande attualità " Gli Orientalisti. Incanti e scoperte nella pittura dell'Ottocento italiano", a cura di Emanuela Angiuli e Anna Villari, una accurata selezione di circa una ottantina di opere, che raccontano l'Oriente nella pittura dell'Ottocento italiano.
Gli echi della spedizione di Napoleone in Egitto, i resoconti di esploratori, faccendieri e ardimentosi avevano infiammato la fantasia del Vecchio Continente. Le cronache di piaceri proibiti, odalische, harem, hammam avevano fatto il resto. Poi c'era la voglia di saperne di più, di scoprire e capire terre geograficamente non tra le più lontane, eppure distanti per cultura, storia, atmosfere. Una malia che stregò molti artisti, alimentata da committenti altrettanto presi dal fascino di un Oriente vicino e, allo stesso tempo, lontanissimo.
La mostra dà conto di questa ventata d'Oriente in pittura riconoscendo come punto d'avvio, non unico ma certo particolarmente importante, Francesco Hayez. Il veneziano non si mosse dall'Italia tuttavia si lasciò felicemente contagiare dal vento d'Oriente, dall'esotismo, dall'erotismo che al mondo arabo sembrava connaturato. E che colpisce un altro veneto, Ippolito Caffi, che decide di viverlo di persona in un lungo viaggio tra Costantinopoli, Smirne, Efeso e il Cairo da cui trae opere memorabili e un gusto che connoterà per sempre la sua pittura.
Da Parma, prima Alberto Pasini e poi Roberto Guastalla, il "Pellegrino del sole", percorrono carovaniere e città per raccontare questi altri mondi. Il secondo lo fa portandosi dietro, oltre a tavolozza, cavalletto e pennelli anche uno strumento nuovo, la macchina fotografica.
Da Firenze parte alla volta dell'Egitto Stefano Ussi che in quel Paese, subito dopo l'apertura del Canale di Suez, lavora per il Pascià prima di trasferirsi in Marocco con l'amico Cesare Biseo, anch'egli proveniente dalla corte del Viceré d'Egitto. Da questo viaggio i due traggono gli spunti per illustrare, magistralmente, "Marocco" di Edmondo De Amicis.
Al fascino della scoperta che si fa suggestiva visione di mondi "altri" soggiacciono Federico Faruffini, Eugenio Zampighi, Pompeo Mariani Augusto Valli, Giulio Viotti, Achille Glisenti, Giuseppe Molteni, a conferma della trasversalità e del dilagare in tutta la penisola dell'affascinante pandemia.

Al contagio dell'Orientalismo non sfugge certo il Mezzogiorno d'Italia. Ne è testimonianza, a Napoli, Domenico Morelli che, senza mai aver messo piede nei territori d'oltremare, descrive magistralmente velate odalische, figure di arabi, mistiche atmosfere di preghiere a Maometto. Visioni esotiche soffuse di raffinato erotismo si ritrovano anche negli oli scenografici di Vincenzo Marinelli, Fabio Fabbi, del siciliano Ettore Cercone e del pugliese Francesco Netti. Quest'ultimo in particolare, di ritorno da un viaggio in Turchia, si dedicò alla produzione di opere orientaliste di tono intimista, come per esempio Le ricamatrici levantine, venate dallo stesso "garbo mediterraneo", presente nelle odalische di Morelli