Giuseppe Uncini – I primi e gli ultimi

Foligno - 21/06/2011 : 15/09/2011

L’esposizione di Foligno, dopo le importanti antologiche effettuate allo ZKM di Karlsruhe (2008), al MART di Rovereto(2008-2009) e alla Neue Galerie am Landesmuseum Johanneum di Graz (2009), muovendo dal disegno critico concepito da Bruno Corà e Italo Tomassoni, direttore del Centro, pone a stretto confronto, in modo inedito le opere che segnano l’esordio dei primi Cementarmati (1957) con le opere dei cicli Architetture e Artifici, concepite e realizzate dall’artista negli ultimi anni della sua vita.

Informazioni

Comunicato stampa

Nell’ambito della programmazione espositiva annuale del Centro Italiano d’Arte Contemporanea di Foligno, lunedì 21 giugno 2011 si aprirà al pubblico la mostra retrospettiva “Giuseppe Uncini: i primi e gli ultimi”, dedicata ai lavori del grande artista italiano scomparso nel 2008


L’esposizione di Foligno, dopo le importanti antologiche effettuate allo ZKM di Karlsruhe (2008), al MART di Rovereto(2008-2009) e alla Neue Galerie am Landesmuseum Johanneum di Graz (2009), muovendo dal disegno critico concepito da Bruno Corà e Italo Tomassoni, direttore del Centro, pone a stretto confronto, in modo inedito le opere che segnano l’esordio dei primi Cementarmati (1957) con le opere dei cicli Architetture e Artifici, concepite e realizzate dall’artista negli ultimi anni della sua vita.
All’insegna di tale verifica, che mette in risalto l’attitudine di Uncini a ‘costruire’ l’organismo dell’opera – in ciò distinguendo la sua precoce intuizione dalle successive concezioni dei minimalisti, soprattutto geometriche e volumetriche - si potrà comprendere in modo chiaro come le sue Architetture e gli Artifici, siano conseguenza e declinazione di un principio di elaborazione che, sin dai Cementarmati, coniuga disegno, misura e spazio, appartenenti tanto alla pittura che alla scultura e all’architettura italiana dal Tre- al Novecento.
Per questa importante riapparizione dell’opera di Uncini in Umbria, nella quale il Maestro aveva stabilito definitivamente a Trevi il suo studio, sono state raccolte circa cinquanta opere suddivise tra Cementarmati, Tralicci, Artifici, e un gruppo di significativi disegni inediti.
Nell’originale allestimento si distinguono in mostra sia il primo Cementarmato che ha avviato il ciclo di opere che ha reso celebre l’artista a livello internazionale, sia alcune Architetture di dimensioni considerevoli, come l’Epistylium del 2004, di oltre 10 metri di lunghezza.
Giuseppe Uncini, nato a Fabriano nel 1929, è stato uno dei massimi scultori italiani della seconda metà del secolo ventesimo e la sua opera, a partire dalla fine degli anni Cinquanta, si era confrontata, insieme all’opera di Enrico Castellani, Piero Manzoni, Francesco Lo Savio, Gianni Colombo, con le più avanzate ricerche europee e internazionali, nel solco aperto da Burri, Fontana, Colla e Mannucci, che lo precedevano generazionalmente. Giunto a Roma all’inizio degli anni Cinquanta, vi si stabilisce e inizia le sue ricerche pittorico-plastiche. I Cementarmati, apparsi già nelle mostre collettive insieme con Lo Savio, Schifano, Angeli e Festa, a cura di Emilio Villa prima e in seguito di Pierre Restany, saranno tuttavia il fondamento della sua prima mostra personale all’Attico di Roma nel 1961. Da allora, individuato il principio generativo del proprio lavoro, Uncini non interrompe mai il crescendo ideativo che lo porta a formulare numerosi cicli di opere: Ferrocementi (1963), Strutturespazio (1965), Strutturespazio-ambienti (1967), Mattoni (1969), Terracementi (1972), Ombre (1972), Interspazi (1978), Dimora delle cose (1979), Dimore e Muri d’ombra (1980), Spazi di ferro (1987), Spazicemento e tralicci (1993), Muri di cemento (2001), Architetture (2004) e gli Artifici (2007).
Per l’occasione della mostra, sarà pubblicato un catalogo con la riproduzione di tutte le opere presenti in mostra e un repertorio di altre immagini significative del percorso storico dell’artista. Introducono il repertorio di opere i saggi critici di Bruno Corà e Italo Tomassoni, accompagnati da un esauriente apparato biobibliografico aggiornato.