Giuseppe Salvatori – Settimo cielo

Roma - 26/05/2011 : 17/06/2011

Il terzo appuntamento della rassegna curata da Arnaldo Colasanti, MANIFESTI (inserita, quale puntualizzazione sul presente, all’interno del ciclo che ripercorre gli ultimi 25 anni di attività della Nuova Pesa), è dedicato a Giuseppe Salvatori che, proprio nel 1985, realizzò la mostra di (ri)apertura della galleria.

Informazioni

Comunicato stampa

Il terzo appuntamento della rassegna curata da Arnaldo Colasanti, MANIFESTI (inserita, quale puntualizzazione sul presente, all’interno del ciclo che ripercorre gli ultimi 25 anni di attività della Nuova Pesa), è dedicato a Giuseppe Salvatori che, proprio nel 1985, realizzò la mostra di (ri)apertura della galleria.

Il titolo della rassegna nasce da una consapevolezza e da una necessità: quella dell’urgenza, per il mondo della cultura e dell’arte, di un pronunciamento e di uno schieramento a fronte di una deriva di civiltà avvertita come pericolosa se non contrastata nei suoi effetti di irreversibilità



Ma quale forma assume per un artista, in questo caso Salvatori, la dichiarazione di essere scoperti e “manifesti” nelle proprie prese di posizione civile, posto che il linguaggio dell’’arte non è il linguaggio della “realtà” come fenomeno? Una possibile risposta risiede nell’operare stesso dell’artista che, in tutta la sua produzione ha rincorso temi che presuppongono, stabiliscono e favoriscono il riconoscimento e il legame con la Comunità e con la Storia, essendo la posta in gioco la salvezza (….la responsabilità presente e a venire che assume l’opera anche come testimonianza, è la complessità di ogni opera che, se non accolta come necessaria alla vita, porta con sé un segno di fallimento e di debito. G. Salvatori). Valga per tutte, a titolo esemplificativo, la serie dedicata alle architetture in cui gli elementari, geometrici contorni stanno a ricordarci, per quelle di impianto rinascimentale, il debito con la scienza e con la classicità; per quelle di impianto razionalista la nostra storia recente, pur nel desiderio di pensarla emendata dai tragici esiti. Il catalogo delle opere di Salvatori, anche per la prossimità e la complicità con la letteratura, disegna, come in nessun altro artista, se non l’edificazione di un personale heimat comunque il desiderio di pensarsi comunità.

L’opera che in questa mostra viene presentata, Settimo cielo, è una tavola di grandi dimensioni le cui evoluzioni di colore oro ci rimandano alle cosmologie del Paradiso dantesco in una sapiente dialettica tra risoluzioni formali e simbolica letteraria: assolutamente compiuta e insistita, come nel tema della rosa, in affabulate visioni, prerogativa di un’età del cuore.