Giuseppe De Mattia – Dispositivi per non vedere bene Roma

Roma - 14/09/2017 : 17/11/2017

La mostra presenta l’evoluzione progettuale del Dispositivo per non vedere bene, un’opera sperimentale realizzata da De Mattia nel 2014, che trova la sua totalità nello sguardo sulla città di Roma.

Informazioni

  • Luogo: MATERIA
  • Indirizzo: Via Tiburtina 149 00185 - Roma - Lazio
  • Quando: dal 14/09/2017 - al 17/11/2017
  • Vernissage: 14/09/2017 ore 19
  • Autori: Giuseppe de Mattia
  • Generi: arte contemporanea, personale
  • Orari: dal martedì al sabato, dalle 11.00 alle 19.00

Comunicato stampa

Matèria è lieta di presentare Dispositivi per non vedere bene Roma, la prima personale a galleria intera di Giuseppe De Mattia.

La mostra presenta l’evoluzione progettuale del Dispositivo per non vedere bene, un’opera sperimentale realizzata da De Mattia nel 2014, che trova la sua totalità nello sguardo sulla città di Roma.

Le opere inedite, presentate all’interno delle due sale e nel cortile della galleria, sono il frutto del lavoro sul campo dell’artista

Dispositivi per non vedere bene Roma pone l’accento sull’importanza e la funzione dei materiali nel lavoro di De Mattia, mettendo in primo piano la collaborazione come strumento fondamentale per la ricerca e la produzione delle opere esposte. Nel tentativo di vedere Roma, l’artista si appoggia alla curatrice Chiara Argentino, all’artista Fabio Barile, al critico Luca Panaro, all’artista Stefano Canto, all’artista Luca Coclite e al gallerista Niccolò Fano.

La Capitale Italiana è il luogo scelto da De Mattia come emblema dell’inabilità di vedere con chiarezza e lucidità ciò che abbiamo davanti; una realtà sorretta e mitizzata dalla sua bellezza e rilevanza millenaria, in contrasto perenne con la precarietà contemporanea. È l’impossibilità di essere messa a fuoco che rende Roma l’apoteosi del paradosso che incarna il Dispositivo per non vedere bene; la cui funzione ultima è quella di mettere in discussione il ruolo controverso del mezzo fotografico come strumento storicamente eletto per la documentazione della realtà.

“Soli contro tutti”, così si legge sul fronte della cartolina, in piccolo, al centro, nello striscione. Gli artisti sono soli contro tutti. Questa la condizione per agire liberi, senza condizionamenti. Soli nel prefissarsi una meta, soli nel perseguirla, ma con qualche compagno di viaggio: Niccolò, Chiara, Fabio, Luca, Stefano, io. Non ci sono tifosi che sventolano bandiere, fumogeni che rendono variopinta la scena. C’è l’artista, Giuseppe, con la sua determinazione e il desiderio di “non vedere bene Roma”. N.B. nell’anno dell’addio al suo ultimo imperatore, Francesco. L’insieme delle opere sono un dispositivo che mostra qualcosa, ma solo in parte. Le parole che uso raccontano qualcosa, ma in modo incompiuto. Voi che osservate cogliete qualcosa, ma è vago. Dietro le immagini l’essere umano ne approfitta per scomparire. Rimangono solo tracce, oggetti, a testimoniare lo sguardo. Frammenti preziosi e irrisolti. Tessere che vanno a ricomporre un puzzle sempre diverso. Giornali, riviste, radio, televisione, web, informano. L’arte depista. Svia dalla strada più battuta. Suggerisce percorsi diversi.

Luca Panaro




GIUSEPPE DE MATTIA | www.giuseppedemattia.it

Giuseppe De Mattia (Bari, 1980), vive e lavora a Bologna. Da diverso tempo la sua ricerca è incentrata soprattutto sull’osservazione, lo studio e il recupero di oggetti destinati ad essere buttati; li recupera, li trasforma, li fotografa o li filma donando una nuova vita e un nuovo senso. Il suo lavoro tende a salvare ciò che è generato dal passaggio del tempo, come scarto, e di prendersene cura.


Questa pratica contraddistingue il suo lavoro come artista singolo o nel duo, con Luca Coclite, “Casa a Mare” (curato da Claudio Musso), in attività da Gennaio 2015. La sua ricerca spesso ha radici in archivi filmici come Home Movies (Archivio del Film di Famiglia) di Bologna. Con Home Movies, da diversi anni, sviluppa progetti di ricerca che avvalorano la tesi che ogni film è un archivio fotografico inconsapevole. Questa tesi trova una sorta di verifica e teorizzazione nei lavori “La coincidenza dello sguardo”, prima, e “Welt - Film” poi.
I suoi sistemi di rappresentazione sono spesso scanner ad alta definizione o macchine fotocopiatrici, piuttosto che apparecchi fotografici tradizionali.

In generale, ogni forma di “registrazione” e possibilità di “scelta” è parte del suo lavoro.
La scelta, la selezione di uno o più oggetti, è un processo che De Mattia attiva in forma assolutamente off-camera. Ogni suo progetto nasce da una ricerca di oggetti fisici che non necessariamente saranno delle immagini fotografiche. I suoi progetti nascono in un mercato dell’antiquariato, piuttosto che in una collezione. La collezione è un aspetto fondamentale nel suo lavoro. Tutto parte dalla collezione e dall’ossessione di usare ciò che è stato già costruito in un tempo più o meno vicino. Tra i suoi strumenti di lavoro c'è la fotografia, il video, l'audio e il disegno.

Visioni opache. Giuseppe De Mattia a Roma

Matèria Gallery, Roma ‒ fino al 18 novembre 2017. Ciò che si vede dipende da come si guarda. Poiché l’osservare non è solo un ricevere, uno svelare, ma al tempo stesso un atto creativo (Søren Kierkegaard). Giuseppe De Mattia riflette, a Roma, sui confini del campo visivo: figure di cose che significano altre cose.