Giovanni Viola – Icone della natura

Bologna - 08/09/2011 : 08/10/2011

Saranno esposte una ventina di opere tra oli, pastelli e tecniche miste del giovane artista siciliano. Chi si è occupato di ricercare gli influssi culturali e iconografici sull'opera di Viola, ha trovato importanti riferimenti nel “Gruppo di Scicli”, che ha fortemente caratterizzato la scena artistica isolana degli ultimi decenni, da cui Viola ha assorbito lo stile, le cromie e l’espressività che si evidenzia nella resa pittorica dei colori, delle forme e delle luci della terra iblea.

Informazioni

  • Luogo: GALLERIA STEFANO FORNI
  • Indirizzo: Piazza Cavour 2 - Bologna - Emilia-Romagna
  • Quando: dal 08/09/2011 - al 08/10/2011
  • Vernissage: 08/09/2011 ore 18 e Alle 18.30 incontro con l’artista Gabriella Bernardi (Musei Civici di Bologna) incontra Giovanni Viola
  • Autori: Giovanni Viola
  • Generi: arte contemporanea, personale
  • Orari: dal Martedì al Sabato 10.00-12.30 / 16.00-19.30
  • Email: arte@galleriastefanoforni.com

Comunicato stampa

Giovedì 8 settembre 2011 alle ore 18.00 presso la Galleria Stefano Forni in Piazza Cavour 2 sarà inaugurata Icone della natura, una mostra personale di Giovanni Viola. Saranno esposte una ventina di opere tra oli, pastelli e tecniche miste del giovane artista siciliano. Alle 18.30 incontro con l’artista: Gabriella Bernardi (Musei Civici di Bologna) dialogherà con Giovanni Viola



Chi si è occupato di ricercare gli influssi culturali e iconografici sull'opera di Viola, ha trovato importanti riferimenti nel “Gruppo di Scicli”, che ha fortemente caratterizzato la scena artistica isolana degli ultimi decenni, da cui Viola ha assorbito lo stile, le cromie e l’espressività che si evidenzia nella resa pittorica dei colori, delle forme e delle luci della terra iblea.
“Giovanni Viola - scrive il critico Giuseppe Pitrolo - vuol rischiarare il proprio animo dipingendo (“Sum, ergo dipingo”). I suoi paesaggi – mobili e geometrici, inquieti e rigorosi - sono quindi degli autoritratti. Autoritratti interiori attenti alle sfumature, al divenire, alle variazioni cromatiche delle nuvole, delle onde, del territorio ibleo (non è un caso che Viola prediliga il pastello).”

Ecco uno stralcio di testo che Viola ha scritto appositamente per presentare il suo lavoro artistico in questa sua personale bolognese:
“Che cosa è la verità? È questa la domanda che forse più d’ogni altra e in diverse forme, ha attanagliato la mente dell’uomo in ogni epoca. Le risposte naturalmente sono state diverse come diverse le generazioni di uomini che le hanno formulate in un processo che ha visto partecipare l’uomo con tutto ciò che è stato in grado di esprimere attraverso il proprio spirito creativo. […] Dalla verità come adeguazione tra l’intelletto e l’essere delle cose alla verità come sapere assoluto. È stato questo il salto che ha caratterizzato il problema della verità nel trascorrere degli ultimi tre secoli di storia. […]
Nella descrizione della parabola che partendo dal Realismo porta all’Idealismo, la realtà esterna lentamente diviene dapprima come nebulosa e misteriosa poi via via più evanescente fino a scomparire quasi del tutto.
L’Arte “della figura”, quasi come a fare da specchio a tutto questo, sembra ripercorrere questo processo, radicalizzandone forse i tratti, specie sul finire del XIX secolo.
Dalla rappresentazione della verità tramite immagini della realtà si passa per gradi alla rappresentazione dell’io individuale fuori dall’orizzonte del reale, segnando il passaggio dalla figurazione classica alle forme proprie dell’astrattismo e dell’informale. [..] Il sentimento individuale deforma coscientemente la realtà finita, per proiettare in essa il proprio infinito universo interiore. La realtà non più come oggetto di riflessione ma come mezzo per riflettersi.
Non rinnegando del tutto gli esiti di questo processo, pare tuttavia necessario il recupero del “rispetto” come atteggiamento, termine questo che richiama un altro concetto, quello di “distinzione”, riferita in questo caso ad un ambito nel quale l’uomo e la realtà della natura stanno di fronte in una reciproca ed incessante relazione.
La realtà della natura non è assorbita dal “io” osservante; non rischia di ridursi a mezzo da manipolare, stuprare, violentare, distruggere. La realtà ancora come luogo possibile per la contemplazione. La realtà come luogo del sacro. L’opera dell’umano può essere ancora in grado di riprendere un contatto con la realtà perché questa lungi dallo scomparire gli venga restituita? […] È possibile pensare alla realtà tutta intera come modello elevato per la scrittura di un opera in grado di suscitare un’infinità di rimandi?
Da un’opera così concepita, insorge la semplice e primitiva “impressione di bellezza”, quel sentimento che abita lo spazio fatto di un sentire universale ancora possibile. È davvero poco ciò che l’uomo conosce e la realtà non aspetta i nostri giudizi per esistere in forme tanto diverse e, a volte, sorprendenti”. (Giovanni Viola)

Giovanni Viola è nato a Modica (RG) nel 1981, il tema principale del suo lavoro ruota attorno alle raffigurazioni paesaggistiche della terra siciliana. Vive e lavora a Modica (RG).