Gionata Xerra – Interface

Milano - 15/09/2011 : 03/10/2011

Il lavoro di Xerra, fotografo per formazione ma artista per storia, ci porta indietro ai tempi di Man Ray: le immagini infatti nascono da un “fortunato” errore nel suo studio fotografico, in cui due prove di stampa casualmente si sovrappongono.

Informazioni

Comunicato stampa

Milano, 12 settembre 2011 - Si apre giovedì 15 settembre e proseguirà fino a lunedì 3 ottobre INTERFACE, mostra personale dell’artista Gionata Xerra, curata da Walter Guadagnini e realizzata in occasione dei vent’anni di attività del Gruppo Mediamarket in Italia.

Il lavoro di Xerra, fotografo per formazione ma artista per storia, ci porta indietro ai tempi di Man Ray: le immagini infatti nascono da un “fortunato” errore nel suo studio fotografico, in cui due prove di stampa casualmente si sovrappongono

E questo errore, esattamente come era stato per Man Ray nel caso dei rayographs, si rivela una scoperta da approfondire e controllare. Gionata scopre una cosa non cercata e imprevista, una scoperta accidentale che si rivela poi sottile e perspicace. Cercando la perfezione trova l’imperfezione e la ritiene più interessante della strada maestra, perché scopre un senso di libertà sconosciuto a quella parte, pur importantissima, del suo lavoro che si situa sotto il segno della professione.

“Sintomo di libertà e insieme di volontà di sovvertire le regole canoniche, l'accettazione e lo sfruttamento del caso e dell'errore tecnico sono col tempo entrati a far parte della norma artistica” commenta Guadagnini, curatore della mostra, “e non stupisce dunque che Gionata Xerra rivendichi come origine della sua produzione più recente proprio un momento di distrazione in fase di stampa”.

Un errore, quindi, inizialmente casuale ma successivamente generato, dominato e tradotto in linguaggio espressivo. Generare l’errore per Gionata vuol dire uscire dal sistema di controllo dell’apparecchio. Dominare quello stesso errore significa non accogliere in modo passivo il risultato del processo erroneo, ma utilizzarlo per dilatare il racconto. Nelle sue opere non è fondamentale cogliere la visione sintetica della realtà, tipica delle fotografia, quanto piuttosto interpretare la storia e il racconto che esprimono l’opera medesima.

I lavori di Xerra possono essere considerati come dei montaggi. Le immagini capovolte, sovrapposte, rese spesso indecifrabili dall'intervento dell'inchiostro trascinato dalla macchina, appaiono come visioni insieme reali e fantasmatiche, entrando così nell'ambito di quella percezione totalmente soggettiva che può appartenere anche ai territori del ricordo, della memoria e del sogno.

In questa mostra l’artista si è concentrato sul rapporto tra l'uomo e la tecnologia. Diciannove grandi immagini e un trittico: persone al telefono, al computer, gli oggetti stessi, tutto racconta di una società legata indissolubilmente alla tecnologia. Ed inoltre, in una grande installazione multimediale l'artista pone a confronto tutti gli elementi della sua poetica e del suo approccio tecnico alla fotografia e all'immagine. La fotografia torna così ad essere costruita, ma le immagini si rimandano in una spirale senza fine di storie che si aprono, si chiudono, prendono strade impreviste per tornare all'inizio, o per trovare un'altra direzione ancora.

L’esposizione nasce da un’idea di Pierluigi Bernasconi, fondatore e amministratore delegato di Mediamarket, appassionato di fotografia e grande esperto di tecnologia, il quale identifica nei lavori creati da Xerra, con i loro colori, riflessi e interferenze, la forza espressiva ideale per raccontare il rapporto tra il vissuto quotidiano delle persone e la tecnologia. “La tecnologia, spauracchio collettivo o passione individuale degli anni 70 e 80” afferma Bernasconi “non è più relegata in ambiti di applicazione marginale, sia pure di valore, ma vista come soluzione a tanti problemi della vita quotidiana di tutti noi”.