Gianluca Marinelli / Tiziano Rossano Mainieri – Bar Foris Portas

Varese - 24/09/2017 : 22/10/2017

Yellow presenta BAR FORIS PORTAS, una selezione di lavori recenti degli artisti Gianluca Marinelli e Tiziano Rossano Mainieri, a cura di Francesca D’Aria; le opere in mostra sono state realizzate a partire dalle ricerche raccolte durante la residenza artistica BAR e dialogano con lavori inediti.

Informazioni

Comunicato stampa

Yellow presenta BAR FORIS PORTAS, una selezione di lavori recenti degli artisti Gianluca Marinelli e Tiziano Rossano Mainieri, a cura di Francesca D’Aria; le opere in mostra sono state realizzate a partire dalle ricerche raccolte durante la residenza artistica BAR e dialogano con lavori inediti.
BAR FORIS PORTAS nasce dalla contaminazione di luoghi e linguaggi artistici lontani nel tempo e nello spazio, accomunati però dalla stessa ricerca espressiva di culture remote e stratificate, in potenza verso un dialogo culturale e comunitario che le identifichi


Il percorso espositivo pensato per Yellow si realizza attraverso una duplice direzione improntata sulla simbiosi di elementi diversi. La prima vede i lavori inediti dei due artisti incontrare un pubblico diverso rispetto a quello di Grottole: tali lavori si esibiscono in una visione “altra” dal luogo remoto nel quale sono stati pensati, attraverso una rielaborazione che li coniughi con lo spazio espositivo; la seconda parte della mostra raccoglie delle opere realizzate ad hoc dai due artisti, i quali si confrontano con il ciclo di affreschi nella chiesa di Santa Maria Foris Portas, situata nel comune di Castelseprio (Va): un ciclo a tutt'oggi enigmatico e di difficile decifrazione stilistica e temporale. Eccellenti per qualità pittorica e complessità di ideazione, sarebbero stati realizzati da maestranze “straniere”, forse siriaco-palestinesi, di formazione costantinopolitana. L’alta qualità formale si spiega in parte con gli innesti bizantini sulla componente culturale presente nei codici miniati del terzo decennio del IX secolo, come il Salterio di Utrecht, irrequieto capolavoro dell'arte carolingia; ma si riscontrano anche riferimenti al naturalismo tardoantico e all'estetica longobarda.
Tali affreschi sono lì a ricordarci come l'arte sia da sempre l'esito di un incontro, di un dialogo tra culture e scenari spesso lontani tra loro. Un messaggio che risulta sempre più attuale in un'epoca come la nostra, interattiva per gli sviluppi della sua tecnologia eppure kafkianamente votata alla costruzione di nuovi muri, fisici e mentali, con scenari imprevedibili. Pertanto, attraverso il pretesto di un lavoro meta-storicoartistico, che riflette sulla forza dell'arte e in particolare sul linguaggio della pittura, esplorato con i mezzi del video e della fotografia (cui spesso è manicheisticamente contrapposta), si intende indagare proprio questa idiosincrasia, foriera di nuove distanze e ingiustizie.