Gaia Carboni – In Silenzio

Prato - 23/09/2011 : 30/11/2011

"In Silenzio", mostra personale di Gaia Carboni ( Torino, 1980. Vive e lavora tra Faenza e Berlino) ospitata dalla galleria Vault , offre uno sguardo sull'ultima serie di lavori dell'artista che, in modo pur sempre coerente con la sua passata produzione artistica, si rivolge a nuovi strumenti espressivi e a nuove tecniche volte ad indagare quel mondo naturale ibridato con l'intervento dell'uomo che ha da sempre attratto la sua ricerca.

Informazioni

  • Luogo: VAULT
  • Indirizzo: Via Genova 17/15 - Prato - Toscana
  • Quando: dal 23/09/2011 - al 30/11/2011
  • Vernissage: 23/09/2011 ore 19
  • Autori: Gaia Carboni
  • Generi: arte contemporanea, personale

Comunicato stampa

"In Silenzio", mostra personale di Gaia Carboni ( Torino, 1980. Vive e lavora tra Faenza e Berlino) ospitata dalla galleria Vault , offre uno sguardo sull'ultima serie di lavori dell'artista che, in modo pur sempre coerente con la sua passata produzione artistica, si rivolge a nuovi strumenti espressivi e a nuove tecniche volte ad indagare quel mondo naturale ibridato con l'intervento dell'uomo che ha da sempre attratto la sua ricerca


Resta una sua sostanziale fedeltà all'uso del disegno, che nella storia dell’arte ha a lungo occupato un posto fondamentale sia in quanto fase preparatoria dei grandi progetti scultorei, pittorici e architettonici ma successivamente anche per una propria autonomia artistica e creativa; esso assume in questo caso un ruolo unificatore per la creatività dell'artista che cerca di indagare attraverso di esso il naturale e l'artificiale, esprimendoli in forme immobili e al tempo stesso in fuga. Tali forme assumono valenza autonoma e, aldilà della loro indagine, si fanno fini a sé stesse poiché nessuna costruzione gli corrisponderà.
I soggetti rappresentati, denudati in parte da quei dettagli riconducibili alla loro fonte d’origine, prevalentemente vegetale, vengono portati costantemente al limite tra riconoscibilità e fraintendimento e, facendo eco a paesaggi urbani, acquisiscono un proprio volume diventando vere quanto piu’ vaghe strutture architettoniche.
L’ambiguità si ripresenta anche nella scala del soggetto raffigurato poiché il microscopico si fa in breve macro e viceversa.
La scultura e l’architettura, il paesaggio naturale e quello urbano, l’organico e la geometria si alternano dunque incessantemente in un gioco di polarità primordiali. Tali presenze attraverso il disegno vengono costrette in un unico spazio rarefatto e calcolato mentre attraverso la scultura si definiscono in un fragile equilibrio di strati materici incerti , ma tutte comunque restano accomunate dallo stesso punto di fuga, l’infinito.