Frontiere Liquide

Ortigia - 22/09/2011 : 29/09/2011

In mostra artisti che si sono contaminati nella scena contemporanea siciliana e internazionale.

Informazioni

  • Luogo: TEATRO VERGA
  • Indirizzo: via dei S.S. Coronati Ortigia (SR) - Ortigia - Sicilia
  • Quando: dal 22/09/2011 - al 29/09/2011
  • Vernissage: 22/09/2011
  • Generi: arte contemporanea, collettiva
  • Email: teatrogaribaldi@hotmail.com

Comunicato stampa

Provincia Regionale di Siracusa/Regione Siciliana Assessorato Turismo e spettacolo
Frontiere Liquide/Ortigia Teatro del Mediterraneo
Un progetto di Matteo Bavera e Ruth Heynen
per l’Unione dei Teatri d’Europa,e l’Unione Europea.
con
Giuseppe Marsala,Simone Mannino,Cristian Zucaro,Claudio Pirandello,Katja Iseler,
Mela Dell’Erba,Vincenzo Cannioto
Teatro Verga Ortigia (SR) 22/29 Settembre 2011
Il Teatro Europeo cambia sede, da Palermo a Ortigia.

Il Teatro Verga è lì, a metà di una delle meravigliose stradelle di Ortigia, apparentemente freddo con le sue linee razionaliste, un’infilata di porte che ricordano altri esempi di architettura contemporanea o classica

Un “non finito” in tutte le sue parti interne, ma si immagina immediatamente come un continente dove dislocare infinite forme d’arte.
In realtà si potrebbe recitare e creare ovunque, grandi spettacoli e microscopiche performance, folle di spettatori ed eventi singolari per un solo spettatore.
Vogliamo già con questo numero zero di “Frontiere Liquide”, individuare le tracce per un possibile futuro, Ortigia ha tutte le caratteristiche per diventare la sede di un progetto di risonanza europea, un Teatro del Mediterraneo che più Mediterraneo di così non si può immaginare, come, bene, hanno intuito, Nicola Bono, Michele Mangiafico e Clelia Corsico che sovrintendono all’azione della Provincia Regionale di Siracusa stimolati,dall’Unione dei Teatri d’Europa e dal Programma Cultura dell’Unione Europea. L’arch. Giuseppe Marsala, è chiamato, ancora una volta, a garantire la sicurezza e la funzionalità del Teatro Verga a cantiere aperto, Cristian Zucaro accenderà il disegno luminoso dello spazio.
Il pensiero di assemblare più forme espressive, nel segno dell’incontro tra i Maestri, le nuove generazioni e i generi (la letteratura,il teatro,la musica, le arti visive), contribuisce a sottolineare quella realtà Liquida, già indagata da Zygmunt Baumann , che ha guidato i nostri primi percorsi progettuali europei, proprio qui a Ortigia in varie incursioni ,nei mesi scorsi.
Abbiamo voluto affidare il primo momento Teatrale, della riapertura del Verga, alla città stessa, a un’assemblea di cittadini che si riuniscono per la lettura di un romanzo che si appresta a diventare forma teatrale nelle prossime edizioni. Cento lettori di Ortigia e Siracusa saranno invitati a passarsi il testimone delle parole di Eduardo Rebulla, “La misura delle cose”, edito da Sellerio, il testo guida della nostra partecipazione al progetto europeo “Frontere Liquide”, una sigla che ritroveremo a Milano, Bucarest, Salonicco e Parigi.
Rebulla, racconta il viaggio di una sua Antigone contemporanea attraverso l’Europa, verso un destino che unisce la morte alla possibilità di salvezza, un viaggio che è sulla strada delle nostre generazioni, il cui incontro non ha indirizzi precisi, ma che può decidersi nell’essenza stessa dell’attraversamento di un continente, che racchiude tutte le contraddizioni e l’ossimoro del nostro modo di vivere.




Una “Carta delle circostanze”, che prosegue nella collettiva che inaugurerà le Arti Visive del Verga ,il 22 settembre, con artisti che si sono contaminati nella scena contemporanea siciliana e internazionale, Philippe Berson,Simone Mannino, Cesare Inzerillo, Riccardo Scibetta e il video di Salvatore Billeci e Giacomo Sferlazzo Mancamenti girato a Lampedusa.
Anche loro, impegnati a installare il Teatro in tutti i suoi meandri, primo viatico per viaggiare dentro quello che per ora è il ventre del Teatro Verga, grembo materno,come lo sono tutti i teatri non finiti, nell’immaginario di un misterico futuro di vita.
Ogni anno, Frontiere Liquide, dedicherà una personale ad un giovane artista della scena teatrale. Inevitabile, per la prima edizione, affidare la sezione a Giuseppe Massa, che è attore autore e regista dei suoi spettacoli. Una molteplicità che si è spesso rivelata forma di economia, per la possibilità di fare Teatro, oggi, in Sicilia.
Massa, attraversa l’intera sua giovane storia artistica, dagli esordi alla presenza sui palcoscenici europei e dentro i più radicali progetti internazionali. Presenza continua, anche se spesso messa in ombra da altri fenomeni teatrali che pure attraversano dalla Sicilia l’Europa, e che essendo,appunto, fenomeni mediatici, offuscano spesso la preziosa ricerca di nostri autori più grandi e meno superficiali. E’ un Teatro Politico, quello di Giuseppe Massa, e che cosa può essere il Teatro oggi se non un’ esperienza del reale, come già avviene nelle capitali europee, a cui il lavoro del giovane e radicato artista palermitano si può confrontare. Da quel “Suttascupa” che già segnala l’attenzione al fenomeno della disoccupazione giovanile, al ritratto della donna che ignara di quanto stia avvenendo al suo uomo in quell’istante, disegna i sogni e le piccole ambizioni di sottoproletaria emigrante, in “Sangu miu”,prologo di un lavoro più complesso sulle figure di Sacco e Vanzetti. Fino al ribaltamento della nostra antica condizione di emigranti, che oggi si rispecchia nella realtà di tanti popoli, su tutti quello rumeno, che diventa,oggi, la contraddizione del falso benessere occidentale, e che ci fa carnefici, dimenticando quanto in passato siamo stati vittime.
Al centro di tutto,una maratona di spettacoli d’alta classe, in una sola giornata, memoria di altre ore vissute a reinventare il tempo reale attraverso il Teatro.
Comincia un vero e proprio operaio della scena, Maurizio Donadoni che rilegge il Sogno dei Finnegans di James Joyce, nell’immaginario di un muratore, quanto di più pertinente si possa immaginare per la struttura del Verga.
Segue il maestro di tutti, Peter Brook, con “Warum warum” una riflessione sulle questioni dell’arte teatrale, attraverso le parole di Antonin Artaud, Gordon Craig, CharlesDullin, Wsewolod Emiljewitsch Meyerhold,Zeami Motokiyo, William Shakespeare,affidata a Miriam Goldsmith. La mitica Winnie, che il pubblico del Teatro Garibaldi ha già conosciuto in “Giorni felici” di Beckett, qui accompagnata,sulla scena, da un altro dei tanti talenti musicali di Sicilia, Francesco Agnello. Passaggio di testimone simbolico per questa nuova sede di Teatro Europeo che diventa Ortigia, dopo i tanti giorni felici di Palermo, malamente sprecati.







Verso la mezzanotte, l’esperimento,riuscito, di liquidità della lingua, per rifare uno spettacolo in un’altro idioma, il francese di Daniel Loayza, da Sofocle, per Georges Lavaudant ( maestro della scena francese e internazionale), qui ricostruito in italiano per l’infaticabile Maurizio Donadoni e Francesco Biscione, due attori di cui il pubblico, del Teatro Greco di Siracusa, rammenta certo il talento . Accanto a loro Simone Mannino che, realizzata la scena, diventa il custode e lo stratega del luogo. Senza dimenticare l’apporto indispensabile del Piccolo Teatro di Milano, dell’Odeon di Parigi, e della Maison de la Culture 93 di Bobigny, senza i quali lo spettacolo non sarebbe nato.
Infine, e naturalmente, la musica, che per questa occasione è suono che si scrive direttamente nello spazio, eco delle mura e delle dimensioni del luogo Teatro, da scoprire anche attraverso altri organi sensoriali, al buio del buio dei musicisti radunati da tutta Europa, da quello sperimentatore instancabile che è Lelio Giannetto, con il suo progetto Curva Minore,il 29 settembre sarà, pure,occasione della festa di chiusura dell’edizione 2011.

Matteo Bavera, Ruth Heynen