Francesco Rampin – Convergenze e simulacri

Padova - 29/07/2011 : 18/09/2011

La mostra propone una selezione di opere realizzate dall’artista nel corso degli ultimi decenni ed una più recente produzione plastica, inedita, che specifica e rinnova i propositi di Rampin, a partire da un atteggiamento operativo sostanzialmente sintetico, accompagnato da un’artigianalità forte, che emerge come uno dei tratti distintivi delle sue opere.

Informazioni

Comunicato stampa

La mostra propone una selezione di opere realizzate dall’artista nel corso degli ultimi decenni ed una più recente produzione plastica, inedita, che specifica e rinnova i propositi di Rampin, a partire da un atteggiamento operativo sostanzialmente sintetico, accompagnato da un’artigianalità forte, che emerge come uno dei tratti distintivi delle sue opere.
Mostra a cura di Elisabetta Vanzelli



Oratorio di San Rocco, via Santa Lucia
Dal 30 luglio al 18 settembre 2011
Inaugurazione mostra: venerdì 29 luglio 2011, ore 18.30
Pieghevole invito

Mostra Francesco Rampin 2011.JPG Concepita come sintesi tra elementi naturali e frammenti artificiali di derivazione industriale, la scultura di Rampin diviene traccia autentica della complessità del nostro tempo, caricata talvolta di questioni di carattere personale, relative alla vita dell’artista. Rimanda alla precedente fase pittorica l’intervento del colore: risolutivo in termini di definizione ritmica ed orientato verso cromie prossime a tinte organiche, elude la gravezza della materia e ne permette esiti di dimensioni monumentali.
Francesco Rampin-TOTEM ORIENTECMYK-ridotta web.jpg "[...] Pertanto, elementi industriali di scarto, ormai consumati dall'usura, si combinano, in una luce nuova, a materiali tradizionali come pietra, marmo e legno, raggiungendo formule espressive che sintetizzano tradizione - intesa nel recupero delle tecniche dell'incidere e del saldare - e simboli meccanici della civiltà moderna. Il che, potenzialmente, assume una connotazione specifica anche da un punto di vista immaginativo, poichè suggerisce, nel pensiero dell'artista così come in quello del fruitore, un nesso tra elementi naturali e derivati di origine industriale, vale a dire implicazioni di ordine emotivo e spirituale dettate dall'unione (o dalla contrapposizione) di ciò che è della natura con ciò che deriva dall'artificio" (a cura di Elisabetta Vanzelli