Francesco Cabras – Scraps- quello che resta

Capalbio - 10/09/2011 : 10/10/2011

Le immagini di Cabras sono frammenti di visioni, sedimentate durante viaggi e reportage realizzati in giro per il mondo. Ciascuna opera propone una sequenza di quattro o più scatti, un assemblaggio verticale/orizzontale di memorie on the road, sempre molto pensato, sia dal punto di vista formale e cromatico che dal punto di vista concettuale.

Informazioni

  • Luogo: CROSSROADGALLERY
  • Indirizzo: Via Vittorio Veneto 2 - Capalbio - Toscana
  • Quando: dal 10/09/2011 - al 10/10/2011
  • Vernissage: 10/09/2011 ore 19
  • Autori: Francesco Cabras
  • Generi: arte contemporanea, personale
  • Orari: da giovedì a lunedì ore 19-24
  • Biglietti: ingresso libero
  • Email: giulidigi@gmail.com

Comunicato stampa

Le immagini di Cabras sono frammenti di visioni, sedimentate durante viaggi e reportage realizzati in giro per il mondo.

Ciascuna opera propone una sequenza di quattro o più scatti, un assemblaggio verticale/orizzontale di memorie on the road, sempre molto pensato, sia dal punto di vista formale e cromatico che dal punto di vista concettuale





Lo “scarto”, quello che resta, cui allude il titolo della serie e della mostra, non è solo uno scarto visivo, ma anche materico: il legno che costituisce le cornici in cui le foto sono innestate, è infatti materiale riciclato da camion merci che in passato hanno attraversato l’Asia e il Medio Oriente e sui quali lo stesso artista ha viaggiato per anni.



Le tavole suggeriscono infinite storie, frammenti di racconti, laddove la fotografia diventa quasi narrazione filmica, tra documentario, performance, sperimentazione e fiction.

Il discorso si snoda e si articola in diverse inquadrature, secondo una struttura non-lineare, attraverso uno stile quasi sempre visivamente violento, acceso, iperrealista, in molti casi al limite del kitsch, come nell’iconografia della cartellonistica di Bollywood, in altre opere, al contrario, realizzate in bianco e nero, domina un minimalismo realista che potrebbe benissimo valere come omaggio all’immaginario di registi quali Satyajit Ray o Abbas Kiarostami

(Bruno Di Marino)



Strana figura tra il Proteo aggiornato e l'artigiano prometeico, questo Cabras. Usa la centrifuga del pensiero, misto a occhiate di etica e sguardi d'estetica; Francesco sa disegnare con la mente e scattare fotografie caleidoscopiche che sono segni a volte indelebili, ma se si perde nel regno dell'eccentricità, cioè se esce dal centro?

La risposta è nell'autore. È Cabras, il piano di incontro, di sintesi analitica, di ricerca trovata e smarrita. Non è mai inutile, si serve del senso e del significato per maneggiare il significante, come si direbbe all'osteria della figurazione... (Oliviero Beha)



Francesco Cabras inizia giovanissimo come fotografo e giornalista riuscendo a incontrare agli arresti domiciliari il premio Nobel per la pace Aung San Suu Ky nel 1995. Come regista è autore insieme ad Alberto Molinari di ‘The Big Question’ un documentario prodotto e successivamente censurato da Mel Gibson per divergenze teologiche, unico esempio italiano di non fiction film distribuito nei cinema Usa grazie all’agente di Michael Moore. Molti tra i suoi lavori hanno avuto riconoscimenti in festival internazionali come l’American Film Istitute di Los Angeles, IDFA Amsterdam, Jerusalem FF, Bellaria Film Festival, Torino Film Festival. Sempre con Molinari ha diretto alcuni tra i videoclip più originali del panorama musicale italiano (Caparezza, Max Gazzè, Giorgia Sergi Cammariere, Nada,). Con 'Paleoliche' vince il festival di videoarte Festarte e viene incluso in 'Young Blood', la pubblicazione dei talenti italiani nel mondo, l’opera viene utilizzata da Greenpeace per la campagna nazionale pro-energia eolica. Come fotografo ha al suo attivo mostre collettive e personali (Memoranda, presso l'Istituto Geografico Italiano di Roma e l'ISIAO di Roma).