Fotografia 4 – Lotte Jacobi / Alfred Eisenstaedt

Roma - 05/10/2017 : 24/11/2017

La mostra, curata dalla storica della fotografia Ute Eskildsen, è la quarta mostra di una serie espositiva che illustra l’evoluzione della fotografia tedesca dagli anni venti a oggi e che mette in dialogo o in contrasto le opere di due fotografi di un’epoca.

Informazioni

Comunicato stampa



L’Accademia Tedesca Roma Villa Massimo inaugura, giovedì, 5 ottobre 2017, alle ore 19.30, la mostra fotografica Fotografia 4 Lotte Jacobi – Alfred Eisenstaedt. La mostra, curata dalla storica della fotografia Ute Eskildsen, è la quarta mostra di una serie espositiva che illustra l’evoluzione della fotografia tedesca dagli anni venti a oggi e che mette in dialogo o in contrasto le opere di due fotografi di un’epoca.

L’avvio della serie, nel 2014, fu con la mostra di August Sander e Helmar Lerski seguita dalla seconda, nel 2015, con Erich Salomon e Friedrich Seidenstücker

Le prime due mostre esibirono opere di fotografi della repubblica di Weimar. La terza edizione, nel 2016, con Willi Moegle e Otto Steinert era dedicata al dopoguerra, in particolare alla fine degli anni cinquanta. Due fotografi che durante il nazionalsocialismo rimasero in Germania e dopo la seconda guerra mondiale raggiunsero la notorietà. Lotte Jacobi e Alfred Eisenstaedt, invece, conseguirono successi professionali a Berlino durante la Repubblica di Weimar, ma in quanto ebrei non poterono svilupparli ulteriormente in Germania a seguito dell’avvento al potere dei nazionalsocialisti nel 1933. Entrambi riuscirono a emigrare negli Stati Uniti nel 1935.

“Lotte Jacobi e Alfred Eisenstaedt erano entrambi ebrei. A loro successe quello che gli artisti subiscono ripetutamente anche in Germania dopo la guerra, nella Repubblica Democratica Tedesca e tutt’oggi, in molte parti del mondo: l’interruzione dello sviluppo artistico, la cesura della continuità biografica.” Secondo Joachim Blüher, Direttore di Villa Massimo, “Entrambi, […], sono rappresentanti della massima mobilità. La tecnologia di cui fanno uso si chiama Ermanox e poi Leica.”

Le fotografie di Lotte Jacobi (1896 – 1990), nonostante l’influenza della Nuova Oggettività, in cui prevalevano gli scorci della vita reale, rimandano a un linguaggio formale di transizione. I ritratti hanno ancora l’effetto flou della messa a fuoco di una camera di grande formato e richiamano la tradizionale fotografia realizzata in studio. Molto diverse sono invece le fotografie dedicate alla danza realizzate parallelamente ai ritratti, così come quelle in cui sono immortalati gli interpreti di diversi teatri berlinesi. Per Alfred Eisenstaedt (1898 – 1995) invece la ritrattistica individuale, in questo si distingueva da Lotte Jacobi, non era il suo principale ambito di attività. Il suo interesse e la sua concentrazione erano rivolti all’osservazione di situazioni. Diversamente da Lotte Jacobi, l’emigrazione forzata nel 1935 non rappresentò per Alfred Eisenstaedt una netta cesura a livello professionale, grazie alla sua pluriennale collaborazione con l’Associated Press a Berlino.

In mostra saranno presenti 18 fotografie di Lotte Jacobi e 30 fotografie di Alfred Eisenstaedt, di cui la maggior parte sono stampe vintage degli anni ’30-‘50. Le fotografie provengono dal Münchner Stadtmuseum, Museum Folkwang, Essen, Museum für Kunst und Gewerbe Hamburg, Axel Springer Syndication GmbH, ullstein Bild Berlin e la collezione del Haus der Photographie – Sammlung F.C. Gundlach, Hamburg.