Fogli da un bestiario immaginario

Alessandria - 23/06/2011 : 24/09/2011

Un’esposizione curiosa, una selezione proveniente dagli “scrigni-cassettiere” delle collezioni di opere incise del Gabinetto delle Stampe Antiche e Moderne, completata da preziose integrazioni offerte da artisti e collezionisti privati.

Informazioni

  • Luogo: PALAZZO CUTTICA
  • Indirizzo: Via Parma 1 - Alessandria - Piemonte
  • Quando: dal 23/06/2011 - al 24/09/2011
  • Vernissage: 23/06/2011 ore 18
  • Generi: documentaria, collettiva, disegno e grafica
  • Orari: il sabato dalle 16 alle 19
  • Biglietti: ingresso libero
  • Email: Infocultura@comune.alessandria.it

Comunicato stampa

Sarà inaugurata giovedì 23 giugno alle ore 18.00 al Gabinetto delle Stampe di Palazzo Cuttica in via Parma ad Alessandria la mostra Fogli da un bestiario immaginario. Un’esposizione curiosa, una selezione proveniente dagli “scrigni-cassettiere” delle collezioni di opere incise del Gabinetto delle Stampe Antiche e Moderne, completata da preziose integrazioni offerte da artisti e collezionisti privati.
Il percorso espositivo allestito al Gabinetto delle Stampe è un esempio di come si possa fare arte ispirandosi al mondo animale: il tema del bestiario è da sempre indagato sia in campo letterario che anche, e soprattutto, in campo iconografico


PINO MANTOVANI, con sue le possenti incisioni a puntasecca, indaga il lato domestico del mondo felino - quello che tutti noi in qualche modo possiamo “accarezzare con mano” - captando in questi amatissimi animali atteggiamenti e vezzi con sapienza gestuale impressionante.
Anche la giovane artista ticinese CARLA FERRIOLI ama i gatti che ritrae con delicate e sintetiche xilografie cogliendo soprattutto aspetti caratteriali più pacati e intimisti.
Quasi con intenti favolistici di lontana memoria nascono le litografie di MARIO SURBONE: opere come “Cervo”, “Cavallo” e “Toro” degli anni ’60 hanno soluzioni disegnative rapide e determinate che si ricollegano a quel modo di illustrare libero e giocoso tipico della genialità picassiana.
Particolarissima è una stampa ricomposta a strisce di collage “Anche la scimmia può cadere dall’albero” della indimenticabile artista torinese GIGLIOLA CARRETTI che sembra affidare la vitalità dell’immagine ad un ritmo e a un taglio cinematografico - futurista.
Sempre raffinate sono le acqueforti di FRANCO SASSI ( in esposizione “Grillo al sole”, “Farfalla” e “Cavalletta”).
Ambedue gli autori alessandrini dimostrano una minuziosa tecnica disegnativa, quasi a livello di riproduzione entomologa.
Le incisioni dello scultore-fabbro GIOVANNI TAMBURELLI ritraggono pesci di fantasia con caratteri inventivi assai vicino alla sua più nota e assodata produzione tridimensionale in ferro.
Espressionisticamente forti e incisive sono le linoleografie di ENRICO FRANCESCON: le sue “Cicale” e “Tartaruga” dimostrano come il giovane artista alessandrino sappia trarre, dalla tecnica di scavo, stimoli e idee di grande qualità.
L’arte incisoria di un maestro come ALBERTO BOSCHI è presente con quattro importanti fogli:
due sono tratti da una cartella dedicata ad un racconto di Marcello Venturi “I cavalli del Cinquale”, mentre l’ispirazione dalla poesia montaliana origina una bellissima “Upupa”. In termini quasi impressionistici è espressa una rappresentazione del mondo delle api.
Curiosa e anomala è la stampa xilografica su una pagina di libro de “Il cane nella cuccia” di SERGIO AGOSTI. Altrettanto interessanti – e forse più - sono le impressioni a secco, tecnica molto amata e usata dall’artista torinese: candidamente e con leggerezza ha dato vita al gatto, al pipistrello e al moscone.
Il lato fantastico e ironico del bestiario è rappresentato dall’inventività varia e multiforme di GIANNI BARETTA che con toni divertiti e tecniche personali da vita a storie visive su “Il formichiere austriaco”, la “Zanzara fossile” e la “Giraffa sonora”.
Con lo stesso spirito, sempre da Baretta, sono stati coinvolti in elaborati a quattro mani anche MARIO FALLINI ed ENRICO FRANCESCON.
Infine non poteva mancare una interpretazione grafica dello Snark di Roberto Sanesi - del quale è appena terminata, al Gabinetto delle Stampe, la rassegna di carte e incisioni -, efficacemente ripresa dallo scritto di Lewis Carroll “Caccia allo Snark”.
A suggellare un rapporto non marginale tra letteratura e arte.