Filippo Solibello – CodiCi (Bio-Grafie)

Milano - 14/09/2011 : 16/09/2011

Attraverso il riutilizzo di strumenti tipicamente commerciali come i codici a barre (trattasi, nello specifico, dei cosiddetti QR-Codes, leggibili da telefonini e smart-phones), Solibello forza la funzione originariamente prevista per questa applicazione per portarla in una direzione diversa e distante che possa stimolare la riflessione del pubblico su temi, fatti e personaggi.

Informazioni

  • Luogo: GLORIAMARIA GALLERY
  • Indirizzo: Via Giacomo Watt 32 - Milano - Lombardia
  • Quando: dal 14/09/2011 - al 16/09/2011
  • Vernissage: 14/09/2011 dalle 18.30 alle 21.30
  • Autori: Filippo Solibello
  • Generi: arte contemporanea, personale
  • Orari: On View: 15 e 16 Settembre, 2011, dalle 14.00 alle 19.00
  • Email: info@gloriamariagallery.com

Comunicato stampa

Gloria Maria Gallery è lieta di ospitare CodiCi (Bio-Grafie), il nuovo progetto artistico di Filippo Solibello, trentanovenne milanese, tra
le voci più note della radio italiana, storico conduttore di Caterpillar e ora di Caterpillar AM su Radio2.
Attraverso il riutilizzo di strumenti tipicamente commerciali come i codici a barre (trattasi, nello specifico, dei cosiddetti QR-Codes,
leggibili da telefonini e smart-phones), Solibello forza la funzione originariamente prevista per questa applicazione per portarla in
una direzione diversa e distante che possa stimolare la riflessione del pubblico su temi, fatti e personaggi


Bio-Grafie è il primo lavoro della serie CodiCi, si tratta di una serie di ritratti dedicati a grandi icone-pop dell’era moderna, rivisitate
attraverso lo strumento multimediale e ipertestuale del QR-Code. La parte del racconto della vita del personaggio e quella della
traslitterazione grafica trovano il loro punto di sintesi e di svelamento nel video a cui ogni quadro si riferisce.
Posto di fronte ad una galleria di celebrità, all'interno della quale ritroviamo Barack Obama, Lady Diana e, ancora, Yuri Gagarin e
Mark Zuckerberg, il pubblico decide, in autonomia, se fermarsi al primo livello di fruizione dell’opera, quello tipicamente visivo del
quadro, dove incontra una mutazione cromatica inedita e originale di un oggetto tipicamente in bianco e nero, oppure,
approfondire il percorso attraverso un lettore elettronico come uno smart-phone. In questo secondo caso il video, che completa
la triangolazione della composizione personaggio-codice, apparirà sullo schermo del telefonino. Una vita intera viene, così,
raccontata attraverso un segno grafico indecifrabile dall’occhio umano, ma estremamente comprensibile per un’intelligenza
artificiale che accompagna quella umana in un cammino di stimolo intellettuale.
Il sapere collettivo della Rete, smisurato data-base composto dai contenuti video postati da milioni di utenti che così facendo
rielaborano in massa il proprio vissuto, è il luogo in cui si incrociano le Bio-Grafie proposte da Solibello. Ecco allora che Ernesto
Che Guevara diventa, sullo schermo, il dialogo tra Diego Armando Maradona e Fidel Castro, Mark Zuckerberg è rappresentato
come l’esplosione di gioia di Piazza Tahir, ripresa da Al Jazeera all’annuncio delle dimissioni di Mubarak e Yuri Gagarin assume le
sembianze della prima sigla originale di Star Trek del 1966.
Come definire il progetto artistico di Solibello? Arte 2.0? Crowd-net-painting? Video-festival?
Secondo lo stesso è “semplicemente il modo più naturale per la mia generazione e per quelle venute dopo di esprimere dei
ragionamenti e dei concetti che possano stimolare e aprire il dibattito pubblico su persone e avvenimenti che hanno creato il
mondo-come-lo-conosciamo-ora. Gli strumenti utilizzati, il plexiglass, i codici commerciali, i video di Youtube e, soprattutto, i
telefonini di chi guarda i quadri, sono le chiavi che sbloccano le porte di una possibile discussione. Io propongo semplicemente
un’azione artistica che il pubblico decide poi di praticare fino in fondo o di percorrere solo per un tratto. La fruizione dell’opera in
questo caso è un gesto che nasce da un inconsapevole agire collettivo e termina in un atto volontario e individuale.”
L'allestimento della mostra prevede dieci lavori di medio formato, stampe digitali su plexiglass contenute in teche minimali, opere
che diventano soglia condividendo altrettanti video nello spazio virtuale della rete.