Filippo Berta – Il cerchio è solo una forma perfetta

Capannori - 18/11/2017 : 18/11/2017

La performance “Il cerchio è solo una forma perfetta” è il risultato finale del workshop "I fallimenti collettivi", sviluppato dal 13 al 18 novembre da Filippo Berta e da Angel Moya Garcia presso la Tenuta Dello Scompiglio, in cui sono stati coinvolti dieci residenti attraverso aspetti pratici e incursioni teoriche sulla performance.

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Comunicato stampa

La performance “Il cerchio è solo una forma perfetta” è il risultato finale del workshop "I fallimenti collettivi", sviluppato dal 13 al 18 novembre da Filippo Berta e da Angel Moya Garcia presso la Tenuta Dello Scompiglio, in cui sono stati coinvolti dieci residenti attraverso aspetti pratici e incursioni teoriche sulla performance.

L’essere umano impegna la sua vita nella ricerca di un ruolo nella società d’appartenenza. Questa condizione produce infiniti tentativi individuali tra loro intrecciati e animati da tensioni e dualismi

Nel mezzo di questo disordine, le ideologie politiche e religiose propongono regole e soluzioni per una società perfetta. Partendo da queste sollecitazioni, durante il workshop gli studenti sono stati spronati a riflettere sul ruolo che stanno rivestendo nella società, e come questa loro posizione possa essere valorizzata dalla loro ricerca artistica. Come naturale conseguenza, la riflessione può amplificarsi all’idea di un ruolo sociale dell’arte, opposta alla concezione di un’evasione estetica dalla realtà. In questo modo, si è cercato di approfondire e sviluppare l’urgenza di ogni residente, stimolandolo anche tramite incursioni teoriche, a trovare significati profondi nelle esperienze quotidiane, anche le più banali, interpretandole come potenziali lavori da sviluppare. La performance finale indaga queste problematiche attraverso un tentativo dichiaratamente fallimentare di creare un cerchio perfetto solo attraverso le relazioni e le collaborazioni interpersonali. Una ricerca in loop in cui ognuno dei partecipanti deve assumersi la propria responsabilità all’interno della propria collettività di riferimento e di appartenenza.


Filippo Berta, nato a Treviglio nel 1977, ha esposto al Museion di Bolzano, al Museo MADRE di Napoli, al Jonkopings Lans Museum (SE), alla Staedtischegalerie di Brema (DE), al State Museum of Contemporary Art di Salonicco (GR), al Museo di Pori (FIN), al Vandalorum Museum, Varnamo (SE), al Victoria Art Center di Bucarest (RO), al Center for Cultural Decontamination, CZKD, Belgrado (SR), alla Galleria Augeo Art Space (ITA), al Matadero Centro Creativo Contemporaneo, Madrid (SP), alla Galleria 400, Chicago (USA), al National Brukenthal Museum di Sibiu (RO) Ha partecipato alla Biennale di Thessaloniki IV Edizione (GR), Biennale di Praga V Edizione (CZ) e alla III Edizione della Biennale di Mosca - Young Art (RU). Ha preso parte a residenze per artisti, come: Fondazione Ratti di Como, Fondazione Spinola Banna di Poirino (TO) e al Careof di Milano. Ha partecipato a festival, come: 30th Festival Internazionale di Sarajevo (2014), International Konst Film (2013, Svezia), Corpus 3 (2012, Napoli), III Edizione del Festival Internazionale della Performance di Salonicco (2013, GR) Romaeuropa Festival/Digital Life (2012, Roma), Tulca, After the fall (2011, Galway, IR), European Performance Art Festival (2011, Varsa- via, PL) , Zoom VI Edition di (2011, Firenze). Nel 2008 è tra i vincitori della IV Edizione del Premio Internazionale della Performance, Galleria Civica di Trento.