Fernando Garbellotto – Fractal Net Singing

Venezia - 03/06/2011 : 03/06/2011

La video-performance Fractal Net Singing, vede un allestimento aereo di reti frattali disposte a forma di labirinto, unito ad un coro di satiri che intonano canti e danze all’interno di un bosco. Il video è il risultato di un lavoro di squadra durato oltre 8 mesi, che vanta, tra le altre, la partecipazione straordinaria di due giovani e brillanti artisti di fama internazionale ma che restano legati ai territori del Nordest: Elisa, cantautrice italiana, originaria di Monfalcone (Gorizia), da sempre impegnata nella ricerca e nella sperimentazione musicale e vocale, si è occupata insieme a Pierpaolo Grassetti della sonorizzazione delle scene che aprono e chiudono il video, mentre il due volte finalista al Premio Campiello Giancarlo Marinelli, vicentino, ha curato sceneggiatura e regia del film.

Informazioni

Comunicato stampa

L’artista veneto Fernando Garbellotto (Portogruaro, 1955) riporta a Venezia le “reti frattali”, fulcro della sua ventennale ricerca filosofica e artistica, con due nuove opere: il video Fractal Net Singing, con la regia di Giancarlo Marinelli e la sonorizzazione di Elisa, esposto al Padiglione Italia nell’ambito della 54^ Esposizione Internazionale d’Arte (4 giugno-27 novembre 2011) e l’installazione TRAMA a Palazzo Fortuny nell’ambito della mostra TRA – Edge of Becoming (4 giugno-15 novembre 2011)

Venerdì 3 giugno 2011 alle 15.30 Garbellotto, Marinelli ed Elisa incontreranno la stampa presso la Peggy Guggenheim Collection per presentare la video-performance Fractal Net Singing, mentre sabato 4 giugno alle 10.30 presso il Museo Fortuny, Garbellotto illustrerà TRAMA.



Entrambi i lavori si inseriscono nell’ultimo ciclo artistico di Fernando Garbellotto, FNT – Fractal Net Thinking: da anni l'artista riflette sul significato della Rete, che crea a partire da una tela trattata e dipinta, solitamente in bianco e nero, e quindi tagliata a strisce per poi essere pazientemente annodata. «La rete è il segno invisibile delle relazioni fra tutti i viventi, è il segno indelebile della vita, fin dalla sua origine - spiega Garbellotto sul concetto di rete frattale - Per capire la Vita non è sufficiente indagare la nostra “vita individuale ed umana” ma dobbiamo pensare all’intera “Rete della Vita” che è fatta di vita e di morte di miliardi e miliardi di intrecci di vite, passate, presenti e future, ben oltre quindi le circostanze spaziali e temporali nelle quali siamo chiamati a vivere la nostra quotidiana realtà».



La video-performance Fractal Net Singing, vede un allestimento aereo di reti frattali disposte a forma di labirinto, unito ad un coro di satiri che intonano canti e danze all’interno di un bosco. Il video è il risultato di un lavoro di squadra durato oltre 8 mesi, che vanta, tra le altre, la partecipazione straordinaria di due giovani e brillanti artisti di fama internazionale ma che restano legati ai territori del Nordest: Elisa, cantautrice italiana, originaria di Monfalcone (Gorizia), da sempre impegnata nella ricerca e nella sperimentazione musicale e vocale, si è occupata insieme a Pierpaolo Grassetti della sonorizzazione delle scene che aprono e chiudono il video, mentre il due volte finalista al Premio Campiello Giancarlo Marinelli, vicentino, ha curato sceneggiatura e regia del film. Nel video, che ruota attorno a un unico brano vocale della durata di 7 minuti in cui le voci dei 6 cantanti si intrecciano tra loro e con i rumori della natura, i dieci satiri – divinità della mitologia greca, protettori della natura e delle sue forze – scoprono e pian piano interagiscono con le grandi reti appese agli alberi (12 reti frattali di dimensioni comprese fra 3x2 e 4x3 metri), simbolo della complessità della vita e dell’interazione necessaria fra esseri umani e fra uomo e natura, fino a trasformare sorpresa e curiosità in una danza di fusione, anche fisica, con le reti stesse.



La seconda opera del Maestro Garbellotto che si potrà ammirare a Venezia è l'installazione sonora TRAMA, in esposizione a Palazzo Fortuny dal 4 giugno: in essa due grandi reti frattali, incorniciate e appese al muro, convivono con 10 nidi di beccaccia, uccello migratore che vive e vola tra Est ed Ovest dall'Asia all'Europa, ricostruiti artigianalmente dall’artista, in un richiamo reciproco al concetto di trama intesa come attraversamento e intreccio continuo di elementi vitali.



Fernando Garbellotto nasce a Portogruaro nel 1955. Vive e lavora a Portogruaro. Dopo gli studi umanistici e la laurea in giurisprudenza, all’inizio degli anni Ottanta Garbellotto “prende a riflettere intensamente e sistematicamente sulle ragioni della pittura” (Flaminio Gualdoni). E’ di questo periodo il primo ciclo pittorico chiamato “Emergenze”. Nella seconda metà degli anni ottanta la trattazione della superficie si fa a-pittorica, per confluire in una sorta di geometrismo dove la luce, da fisica, diventa metafisica. Questo secondo ciclo prende il nome di “Sospensioni”. Verso la fine del decennio, affascinato dalle recentissime teorie di Benoit Mandelbrot sul caos e sui frattali, Garbellotto si dedica intensamente a nuove sperimentazioni iconografiche e traccia un altro campo di ricerca che prosegue tuttora, quello dei “Frattali”. Nel 1997 fonda a Milano con altri otto artisti, il movimento “Caos italiano” che effettua una dozzina di mostre in Italia e all’estero. Nel 2007 giunge all’elaborazione di ciò che egli stesso definisce il punto di sintesi della ricerca degli ultimi vent’anni: le reti frattali. Realizza per Christian Dior, l’immagine per il lancio di un nuovo prodotto. Nel 2008 inizia la sua collaborazione con la Galleria Anti di Mestre. Nel 2009 inizia a realizzare anche video e video installazioni; la sua prima performance “Fractal Net Thinking” viene presentata alla Peggy Guggenheim Collection di Venezia.