Fabio Balducci / Marie Cool – Live & Obscure

Roma - 10/06/2011 : 04/09/2011

A Villa Medici, tra le antiche sale del palazzo trasformate in spazi espositivi, Marie Cool e Fabio Balducci riproducono quella distanza con l’abituale percezione del pubblico, amplificandola al fine di offrire allo spettatore la possibilità di emanciparsi del proprio ruolo. Armonizzano la presentazione delle opere, scavalcando la temporalità delle ore d’apertura della mostra o sottraendone parti allo sguardo del pubblico.

Informazioni

Comunicato stampa

Marie Cool Fabio Balducci
Live & Obscure*
In un articolo del New York Times pubblicato in occasione della recente
mostra di Marie Cool e Fabio Balducci al MoMA di New York, una giornalista
orienta il proprio giudizio sull’opera degli artisti risincronizzando il proprio
sguardo con quello di uno dei custodi incaricati della sorveglianza dello spazio
espositivo. Fallito il primo tentativo di descrivere l’opera identificandosi con
l’atteggiamento tipico del visitatore da museo – smanioso di completare il percorso
e con una gestione parsimoniosa dell’attenzione – la professionista
dell’informazione si ravvede, sposando il ritmo dello sguardo del custode
dell’istituzione

La ricerca delle prove a carico o discarico fornite dal grande
pubblico è un esercizio spesse volte usato dalla critica, per formulare un proprio
giudizio sull’opera; serve a sdoganarsi dal discorso intellettuale, introducendovi
gli affetti primari. In questo caso, la buona misura per la valutazione dell’opera
non è dunque la visione impaziente del consumatore d’arte, bensì lo sguardo
d’una persona al lavoro.
Se al MoMA di New York il custode del museo è colui che meglio riveste
il ruolo di mediatore dell’evento plastico ideato dagli artisti, entrando in empatia
con la durata dell’opera, ciò si spiega perché egli condivide con loro la stessa
dimensione temporale, in discordanza con quella del pubblico. A Villa
Medici, tra le antiche sale del palazzo trasformate in spazi espositivi, Marie
Cool e Fabio Balducci riproducono quella distanza con l’abituale percezione del
pubblico, amplificandola al fine di offrire allo spettatore la possibilità di emanci-
parsi del proprio ruolo. Armonizzano la presentazione delle opere, scavalcando
la temporalità delle ore d’apertura della mostra o sottraendone parti allo
sguardo del pubblico.
Se da un lato essi irrompono con la presenza fisica del corpo di Marie
Cool al lavoro durante il rito del vernissage, alfine di screditare ogni interpretazione
spettacolare dei suoi gesti, dall’altro scelgono di sincronizzare l’azione
quoti-diana che Marie Cool svolge all’interno degli spazi espositivi con quella
pianificata dall’impresa esecutrice dei lavori di rinnovo dei pannelli e dei soffitti
delle gallerie. La durata dei lavori, visibile nelle ore abituali del luogo, guida
l’azione di Marie Cool sulla materia. Le sale della mostra ospiteranno questa
coesistenza tra l’artista e gli operai, che condividono le stesse ore di lavoro.
All’esito di questo primo periodo di attività, svolta senza adeguarsi realmente
agli orari di accesso del pubblico, sussisteranno negli spazi unicamente alcune
immagini proiettate. Non proprio delle opere, piuttosto dei riflessi, leggermente
disturbati dalla luce del sole romano, filtrata dalle aperture sull’esterno, praticate
nel gesso dei pannelli che di solito otturano le finestre del piano terreno di
Villa Medici.
Di fronte all’imperativo culturale che tende a sincronizzare le emozioni
degli artisti con quelle del pubblico, Marie Cool e Fabio Balducci intervengono
alterando leggermente l’istituzione e rendendola così anacronistica. In questo
scarto temporale, si gioca per loro l’equazione tra l’opera e il visitatore.
Pierre Bal-Blanc commissario indipendente e direttore del
Centre d’art contemporain de Brétigny (CAC Brétigny), Francia
biografia Marie Cool e Fabio Balducci (Valenciennes, Francia 1961,
Ostra, (AN), Italia 1964) lavorano sulla nozione di “scultura effimera” che
si definisce tramite l’intervento dell’artista all’interno dello spazio espositivo.
Nel 2007, realizzano le prime mostre individuali al Mudam di
Lussemburgo e a attitudes, a Ginevra.
Lo stesso anno partecipano alla manifestazione Performa07 di New York.
Successivamente sono state dedicate diverse mostre monografiche alle
loro opere: a Sheffield nel 2008, presso la Site Gallery; a Parigi nel 2008
e nel 2009, alla Maison Rouge e nelle gallerie Serge Le Borgne e gb
agency; a Londra nel 2009, presso la South London Gallery; a Brétigny
(Francia) nel 2010, al CAC. Sono presenti anche in numerose mostre collettive
(On Line: Drawing Through the Twentieth Century al MoMA di New
York, La monnaie vivante al Musée d´Art Moderne/Teatr Dramatyczny di
Varsavia al Hau1 durante la VI Biennale di Berlino).
Dal 11 giugno al 4 settembre 2011, nelle sale di Villa Medici, la mostra
Live & Obscure presenta un insieme di opere, articolate in tre tempi e
tre proposte.
*Townes Van Zandt