Eyal Weizeman – Estetica Forense

Venezia - 30/06/2011 : 30/06/2011

La conferenza Estetica Forense tenuta da Eyal Weizeman si inserisce all’interno del programma “The State of Things”, come rappresentazione ufficiale della Norvegia alla 54. Esposizione Internazionale d’Arte de La Biennale di Venezia.

Informazioni

Comunicato stampa

La conferenza Estetica Forense tenuta da Eyal Weizeman si inserisce all’interno del programma “The State of Things”, come rappresentazione ufficiale della Norvegia alla 54. Esposizione Internazionale d’Arte de La Biennale di Venezia.
ESTETICA FORENSE
Gli ultimi decenni del ventesimo Secolo, spesso considerati come «l’epoca del testimone», sono saturi di rappresentazioni di testimonianze di traumi scritti, registrati, filmati, archiviati e messi in mostra. Questo primato del trauma come luogo della storia porta anche a una depoliticizzazione della «politica della
compassione», evidente nei fori della giustizia di transizione, nelle Commissioni per la Verità, nei diritti umani e nell’umanitarismo

Tuttavia, il recente spostamento di enfasi dal testimone umano al materiale forense implica che la scienza abbia iniziato a invadere alcuni degli ambiti legali e culturali che erano stati in precedenza riservati alla parola degli esseri umani. Potenzialmente, dunque, al loro massimo livello, i nuovi modi di utilizzare la scienza forense hanno offuscato le precedenti distinzioni tra la prova – quando la legge parla di oggetti – e la testimonianza – quando ci si riferisce a soggetti. Un simile cambiamento ha implicazioni di natura estetica, politica ed etica, pericoli e potenzialità che verranno svelati in questo incontro.
EYAL WEIZMAN
Eyal Weizman (1970, Haifa, Israele. Vive e lavora a Londra, Regno Unito) è architetto e Direttore del Centro di Ricerca sull’Architettura all’Università Goldsmiths di Londra. Dal 2007 è membro del collettivo Decolonizing Architecture di Beit Sahour, Palestina e, dal 2008 fa parte del consiglio di amministrazione di B’Tselem. Weizman ha insegnato, curato e organizzato conferenze in molte istituzioni internazionali. I suoi libri includono Il male minore (2009), Hollow Land: Israel’s Architecture of Occupation (2007), A Civilian
Occupation: The Politics of Israeli Occupation (2003), e la serie Territories 1, 2 e 3. Collabora regolarmente con la carta stampata ed è tra i membri del consiglio editoriale di molti giornali e riviste tra le quali Humanity, Cabinet e Inflexions.
“THE STATE OF THINGS”
“The State of Things” è una serie di conferenze aperte al pubblico, in programma per l’intera durata della Biennale, che riflettono su tematiche quali l’ambiente, i rapporti di pace, i diritti umani, il capitale, la migrazione, l’asilo politico, l’Europa, l’estetica e la rivoluzione. Ogni conferenza affronterà lo “stato delle cose” oggi, attingendo dal campo di attività e di ricerca di ogni relatore, e da quello che loro considerano una priorità intellettuale e politica assoluta del giorno. Il programma prende come riferimento il Passaporto Nansen, concepito dall’esploratore, scienziato e diplomatico norvegese Fridtjof Nansen alla fine della Prima Guerra Mondiale, per legittimare i rifugiati che si spostavano oltre frontiera in cerca di asilo politico e intellettuale.
La partecipazione della Norvegia a Venezia per il 2011 viene commissionata dall’Office for Contemporary Art Norway (OCA) e organizzata dal suo direttore Marta Kuzma, dal curatore associato all’OCA Pablo Lafuente e da Peter Osborne, direttore del Centro di Ricerca in filosofia europea moderna alla Kingston University di Londra. La partecipazione della Norvegia alla 54. Esposizione Internazionale d’Arte, la Biennale di Venezia, include inoltre il programma d’insegnamento “Beyond Death: Viral Discontents and Contemporary Notions about AIDS”, sviluppato da Bjarne Melgaard nell’ambito del Corso di Laurea Magistrale in Progettazione e Produzione delle Arti Visive, alla Facoltà di Design e Arti dell’Università IUAV di Venezia.
“The State of Things” è stato reso possibile anche grazie al generoso supporto di Fritt Ord e dell’Ambasciata di Norvegia a Roma.
Maggiori informazioni sul progetto sono disponibili contattando Tommaso Speretta ([email protected] ; tel +39 347 95 02 563) e Marthe Tveitan ([email protected]; tel +47 23 23 31 50).
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