Ernesto Neto – While Nothing Happens

Roma - 09/03/2011 : 12/06/2011

Nella grande sala espositiva del MACRO, insieme alle opere di Arcangelo Sassolino e Dan Perjovschi, è esposta l’opera “While Nothing Happens” realizzata dall’artista Ernesto Neto appositamente per il MACRO nel 2008.

Informazioni

  • Luogo: MACRO - MUSEO D'ARTE CONTEMPORANEA DI ROMA
  • Indirizzo: Via Nizza, 138 - Roma - Lazio
  • Quando: dal 09/03/2011 - al 12/06/2011
  • Vernissage: 09/03/2011
  • Autori: Ernesto Neto
  • Generi: arte contemporanea, personale
  • Orari: martedì-domenica ore 11.00-22.00 24 e 31 dicembre ore 11.00-14.00 Chiuso lunedì, 25 dicembre, 1 gennaio La biglietteria chiude un'ora prima
  • Biglietti: Biglietto unico integrato (valido 7 giorni) MACRO + MACRO Testaccio Intero: € 11,00 Ridotto: € 9,00
  • Email: macro@comune.roma.it
  • Uffici stampa: ZETEMA

Comunicato stampa

Nella grande sala espositiva del MACRO, insieme alle opere di Arcangelo Sassolino e Dan Perjovschi, è esposta l’opera “While Nothing Happens” realizzata dall’artista Ernesto Neto appositamente per il MACRO nel 2008. L’istallazione dell’artsita brasiliano con le sue suggestioni olfattive, è stata ripensata come un luogo plastico dell’artista che qui dialoga con le proporzioni della sala offrendo uno spazio sotto cui sostare, coinvolgendo tutti sensi del pubblico

Con il suo lavoro Neto crea luoghi che aboliscono la barriera tra arte e vita, e, come afferma lui stesso, crea “un’arte che unisce, che ci aiuta a interagire con gli altri, che ci mostra il limite, inteso non come un muro ma come un luogo di sensazioni, di scambio e di continuità”.
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Presentandosi come ideale contenitore di molteplici e differenti linguaggi, con questi tre artisti il MACRO offre al proprio pubblico una esperienza che coinvolge tutti i sensi, che stimola una presa di coscienza del proprio ruolo nello spazio e una piena appropriazione delle opere.

Il primo intervento presente nella sala Enel è Piccolo animismo, un’opera creata appositamente per il MACRO dall’artista Arcangelo Sassolino (Vicenza, 1967). Il lavoro dà voce e suono alla sala, alle sue tensioni postindustriali e ingegneristiche, nutrendosi allo stesso tempo dello spazio in cui è collocato.
Piccolo animismo è un grande contenitore realizzato con lastre di acciaio inox saldate tra di loro; attraverso un processo ciclico di immissione e sottrazione di aria in pressione, il volume subisce trasformazioni sorprendenti e destabilizzanti raggiungendo il limite della tensione e tuonando inaspettatamente. Modificando la fisicità stessa dell’opera, Sassolino crea una scultura “generatrice di forme” forzandone il più possibile la materia. Lo spettatore, coinvolto nell’attesa dell’azione, vive il manifestarsi di queste tensioni e di questi conflitti mettendo in gioco la propria emotività e partecipando al dolore e al cambiamento che interessano Piccolo animismo.
“Con la manipolazione di certa tecnologia industriale, del suo brutale realismo funzionale ed estetico - afferma l’artista - cerco di dare concretezza a una sensazione di energica terminalità. Tento di propagare un impatto psicofisico vulnerabile”. “Attraverso la scultura faccio fruire un fenomeno a cui la coscienza e la ragione reagiscono quando esso è in atto o addirittura è già passato. Se si vuole riviverlo bisogna aspettare un’altra azione. Nel frattempo c’è solo un rimando di memoria e un’estetica in attesa.”

Il respiro profondo e profondamente sincopato di questa grande installazione, in cui si ritrovano il sorprendente straniamento e la straordinaria tensione di due precedenti lavori - Afasia (esposto al Palais de Tokyo nel 2008) e Time Tomb (realizzato per Z33 House for Contemporary Art di Hasselt in Belgio) - agisce sull’idea di volume e di proporzione, trovando un nuovo senso e una nuova interiorità.

Da sempre interessato ai limiti della forma, della materia e del movimento, Sassolino carica il suo lavoro di una tensione fisica che scuote l’opera dall’interno: “Ogni volta che sono su un aereo mi chiedo a quanta sollecitazione può resistere un’ala sapendo che per stress meccanico qualsiasi materiale prima o dopo è destinato a collassare”. Quindi “perché non forzare questa possibilità della materia contro la materia - aria e acciaio; pressione su metallo; tonnellate sulle saldature - perché non forzare verso il limite le caratteristiche della materia facendone uscire l’imprevisto come forma e come suono? Spesso compaiono conseguenze sonore prodotte per attrito, impatto o cedimento dei materiali. A volte anche stolide masse che non diresti, si rivelano cantanti”.
Il nuovo allestimento continua con While Nothing Happens, realizzata dall’artista brasiliano Ernesto Neto (Rio de Janiero, Brasile, 1964) nel 2008 per il MACRO, in occasione di una mostra personale a cura di Dobrila Denegri e grazie al supporto dell’Associazione MACROAmici. Oggi l’opera viene ripensata a partire dall’incanto visivo e dalle sue suggestioni olfattive, come un luogo plastico dell’artista che, in dialogo con le proporzioni della sala, offre al visitatore uno spazio raccolto e meditativo in cui raccogliersi.

Già inaugurato lo scorso 11 febbraio, a queste opere si affianca il gigantesco affresco contemporaneo dell’artista rumeno Dan Perjovschi (Sibiu, Romania, 1961), celebre per i suoi recenti interventi nei maggiori musei del mondo, dal MoMA di New York alla Tate Modern di Londra e il primo a lavorare direttamente sulla pelle del nuovo MACRO. Un’installazione diffusa e coinvolgente, pensata appositamente per e nello spazio museale, animata da epigrammi e disegni paradossali, da percorrere con gli occhi, che fa riflettere sulle infinite contraddizioni dell’oggi attraverso la libertà del segno e della parola. The crisis is (not) over. Drawings and Dioramas, a cura di Teresa Macrì, si presenta al pubblico come un ironico e puntuale racconto per immagini sul mondo contemporaneo.

Con questi tre interventi, MACRO si presenta ancora una volta come laboratorio internazionale di idee ed immagini della contemporaneità, che oggi, in questa straordinaria architettura, hanno nuovi spazi, nuovi stimoli, e una naturale vocazione alla monumentalità.

Arcangelo Sassolino è nato a Vicenza nel 1967, dove attualmente vive e lavora. Dopo gli studi presso la School of Visual Art (SVA) di New York e una permanenza di sei anni negli Stati Uniti, nel 2001 ha tenuto la sua prima personale alla Galleria Grossetti di Milano. Sassolino ha preso parte a importanti esposizioni collettive presso istuituzioni artistiche di rilevanza internazionale; tra le italiane si segnalano la Fondazione Bevilacqua La Masa di Venezia (2001), il Mart - Museo d’Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto, dove nel 2005 ha partecipato alla mostra “Per esempio. Arte Contemporanea Italiana dalla Collezione Uni Credit”, il C4 - Centro Cultura Contemporanea Caldogno (2006), la Peggy Guggenheim Collection di Venezia (2009) e più di recente la Fondazione Arnaldo Pomodoro di Milano dove ha preso parte a “La scultura italiana del XXI secolo” (2010). All’estero i suoi lavori sono stati esposti allo ZKM - Zentrum fur Kunst und Medientechnologie di Karlsruhe (2006), al FRAC di Rheims (2007), alla Haus für Konstruktive und Konkrete Kunst di Zurigo (2008), all’Essl Museum di Vienna (2009) e al Museum Tinguely di Basilea (2010). Tra le mostre personali più recenti si segnalano “Afasia“ al Palais de Tokyo di Parigi (2008) e “Time-Tomb” presso il Z33 Museum di Hasselt (2010), mentre è del 2007 la partecipazione a “Ginnungagap/Pavilion of Belief” nell’ambito della 52° Biennale di Venezia.

Il nuovo allestimento della Sala ENEL è un’iniziativa promossa da Roma Capitale, Assessorato alle Politiche Culturali e Centro Storico – Sovraintendenza ai Beni Culturali.