Effetto Venturi – Stefano Arienti

Milano - 07/06/2011 : 07/06/2011

Peep-Hole presenta il secondo appuntamento di Effetto Venturi, il programma di incontri allo Spazio Oberdan organizzato in collaborazione con la Provincia di Milano e condotto da Liliana Moro, Stefano Arienti e Mario Airò.

Informazioni

  • Luogo: SPAZIO OBERDAN
  • Indirizzo: Viale Vittorio Veneto 2 - Milano - Lombardia
  • Quando: dal 07/06/2011 - al 07/06/2011
  • Vernissage: 07/06/2011 dalle ore 10.00 alle 17.00
  • Autori: Stefano Arienti
  • Generi: incontro – conferenza
  • Orari: Liliana Moro Martedì 10 maggio 2011, ore 18.00-20.00 Stefano Arienti Martedì 7 giugno 2011, ore 10.00-17.00 Mario Airò Martedì 20 settembre 2011, ore 18.00-20.00
  • Biglietti: ingresso libero
  • Sito web: http://www.peep-hole.org
  • Email: info@peep-hole.org

Comunicato stampa

Peep-Hole presenta il secondo appuntamento di Effetto Venturi, il programma di incontri allo Spazio Oberdan organizzato in collaborazione con la Provincia di Milano e condotto da Liliana Moro, Stefano Arienti e Mario Airò.
Effetto Venturi si ispira all’omonimo paradosso idrodinamico per il quale la pressione e la velocità di un fluido in un condotto aumentano in corrispondenza delle strozzature. Il principio fisico diventa una possibile metafora della dinamica che ogni artista mette in atto con il proprio lavoro di ricerca, di produzione e di trasmissione alle generazioni di artisti più giovani


Peep-Hole ha invitato tre artisti italiani Liliana Moro, Stefano Arienti e Mario Airò che da anni partecipano attivamente alla trasmissione del sapere attraverso la propria pratica artistica e di insegnamento. Confrontandosi sui modi in cui ognuno di loro affronta tali questioni, Moro, Arienti e Airò hanno deciso di articolare gli incontri in modo diverso, tenendo al centro alcune delle problematiche connesse al fare artistico. Se da un lato Liliana Moro invita alla visione di un'opera video di un giovane artista, dando vita a un dibattito sul destino dell’opera e la sua relazione con gli spazi espositivi, Stefano Arienti organizza un seminario interdisciplinare aperto al pubblico in cui chiama a confronto altri artisti e studiosi di ambiti diversi sulle proprie metodologie di ricerca, mentre Mario Airò focalizza la discussione sul processo di apprendimento e di consapevolezza che porta alla produzione delle opere, presentando i progetti realizzati per l’occasione da alcuni suoi studenti.


Il seminario condotto da Stefano Arienti cercherà di rispondere ad alcune domande care all’artista: Esiste la trasmissione dell’arte? Che cos’è l’artisticità? Un artista può fare diventare artista qualcun altro? Come si cucina l’arte? L’intento è quello di mettere a fuoco la fase precedente la realizzazione di un’opera, ossia tutto il mondo che precede l’esistenza dell’arte. Molti artisti pensano infatti che l’arte si manifesti a posteriori, solo una volta realizzata l’opera; convinzione di Arienti invece, è che la fase di ideazione dell’opera sia un momento partecipato: “la partecipazione e la condivisione dell’opera accadono già nel suo divenire. Il momento della sua costruzione è un momento condiviso; da qui l’idea alla base di questa mia posizione estrema. La fase di chiusura dell’opera è invece una convenzione e chiunque partecipi alla sua definizione ha la legittimità e la responsabilità del suo farsi” (S. A.)

L’incontro - aperto al pubblico - si articolerà nel corso della giornata del 7 giugno, dalle ore 10.00 alle 17.00 e vedrà la partecipazione attiva di un gruppo di artisti iscritti che seguiranno il percorso proposto da Stefano Arienti. Durante la giornata saranno chiamati a intervenire alcuni esponenti di discipline diverse, che contribuiranno al seminario con la propria testimonianza.


Stefano Arienti è nato ad Asola (Mantova) nel 1961 in una famiglia contadina. Dal 1980 si trasferisce a Milano, dove risiede tuttora. Nel 1986 si laurea in Scienze Agrarie con una tesi di virologia. Partecipa alla prima mostra collettiva nel 1985 alla ex fabbrica Brown Boveri, dove incontra Corrado Levi, il suo primo maestro. Ha frequentato l'ambiente artistico italiano, assieme ad altri giovani artisti, nel momento di rinnovamento dopo le stagioni dominate dall'Arte Povera e dalla Transavanguardia. Ha tenuto una serie di mostre personali in gallerie d'arte italiane e straniere. Ha partecipato a numerose mostre collettive in Italia e all'estero. Ha viaggiato soprattutto in Europa, Nord America e India, partecipando pure a programmi di residenza per artisti. Ha insegnato all'Accademia di Belle Arti Giacomo Carrara di Bergamo e all’Università IUAV di Venezia.