Dove va la fotografia?

Polignano a Mare - 02/04/2016 : 02/04/2016

Dopo il successo della mostra Gianni Leone. Inventario 1979 -2015 la Fondazione Pino Pascali di Polignano a Mare prosegue il suo percorso di riflessione e analisi sui temi importanti del dibattito artistico e creativo contemporaneo con l’incontro, realizzato in occasione del finissage intitolato Dove va la fotografia?

Informazioni

Comunicato stampa

FINISSAGE: GIANNI LEONE. Inventario: 1979 - 2015
FONDAZIONE MUSEO PINO PASCALI
Polignano a Mare
2 aprile alle 18,30
Dove va la fotografia? Incontro con Gianni Leone, Enzo Velati, Christian Caliandro. Modera Berardo Celati.

Dopo il successo della mostra Gianni Leone

Inventario 1979 -2015 la Fondazione Pino Pascali di Polignano a Mare prosegue il suo percorso di riflessione e analisi sui temi importanti del dibattito artistico e creativo contemporaneo con l’incontro, realizzato in occasione del finissage intitolato Dove va la fotografia?
L’appuntamento che si terrà il 2 aprile alle 18,30 vedrà la partecipazione di Gianni Leone, Enzo Velati, storico dell’arte, Christian Caliandro, storico e critico d’arte moderati da Berardo Celati, fotografo, che si confronteranno su quali sono le strade che sta intraprendendo la fotografia, sempre più apprezzata oggi, ma anche sempre più bisognosa di un lavoro di archiviazione e di storicizzazione, così come di essere riconsiderata alla luce delle nuove tendenze e tecniche contemporanee.
Con questa mostra e questo incontro, la Fondazione Pino Pascali rende un doveroso omaggio ad un artista, Gianni Leone, che ha contribuito notevolmente al rinnovamento artistico del panorama culturale nazionale e alla valorizzazione dell’arte e della cultura pugliese, anche grazie all’esperienza della mostra Viaggio in Italia, che si svolse a Bari nel 1984, a cura di Luigi Ghirri, Enzo Velati e Leone stesso. Come la lezione di Viaggio in Italia si può declinare in chiave contemporanea? Quali insegnamenti possono trarre i giovani fotografi e come il percorso affrontato negli anni ’80 da quei maestri può essere riattualizzato oggi? I relatori si confronteranno su questi ed altri argomenti.

La Fondazione Pino Pascali ha colto inoltre lo spunto lanciato nel corso della cerimonia inaugurale della mostra di dare vita ad un confronto virtuoso su queste fondamentali ricerche artistiche. Sono dei primi importanti passi per il Sud Italia che possiede una storia molto solida nella fotografia di cui Gianni Leone è uno dei maggiori protagonisti, ma che ancora dispone di pochissimi centri dedicati al suo studio e alla archiviazione.

Nato a Bari nel 1939, nella cui Università ha insegnato Storia delle dottrine politiche, Gianni Leone inizia a fotografare nel 1979 nel contesto di un'intensa attività di animazione culturale: dal 1981 al 1985 dirige la galleria Spazio Immagine dove espone la prima ricerca, "Letture", e fino al 1983 promuove gli "Incontri di Spazio Immagine", intensi cicli di conferenze e letture, affiancati da esposizioni monografiche, di respiro nazionale e internazionale. Tra gli altri coinvolge Luigi Ghirri, Mario Cresci, Giovanni Chiaramonte - che lo invita alla collettiva "Luogo e identità della Fotografia contemporanea Europea" (1982) - e Guido Guidi. Nel 1984 cura insieme a Luigi Ghirri ed Enzo Velati, con testi di Quintavalle e un racconto di Gianni Celati, il fondamentale Viaggio in Italia con il volume edito da Il Quadrante di Alessandria ed una mostra di oltre 300 scatti presso la Pinacoteca Provinciale di Bari. Il progetto ribalta completamente la visione del Bel Paese, offrendo con uno sguardo inedito luoghi marginali, abbandonati, province, spiagge solitarie, casini, angoli deserti.
Ha svolto, inoltre, collaborazioni e ricerche come Fasti barocchi (sul barocco napoletano, 1984), Giardini d'Europa (1988), Ritorno al mare (1994), Nuovo Paesaggio italiano (1998), Mediterranea, Verde e Vintage (2005, 2008), e le più recenti Poi (2010) e Casa Ghirri (2011), intense riflessioni sugli spazi della perdita. Leone continua a realizzare i suoi Vaghi Paesaggi, vedute del vagabondare, della bellezza, dell'indeterminazione splendida e continuamente mutevole dall'esterno in cui, imperfettamente, ci si specchia.