Dove finisce il destino?

Roma - 10/09/2011 : 10/09/2011

Il destino e il libero arbitrio, il caso e la calcolabilità, l’inerzia del singolo individuo e le strategie politiche dei governanti: questi i temi che ricorrono nello spazio-tempo scenico del Teatro Valle occupato, in una meta-rappresentazione del reale, finzione nella finzione, che non intende lanciare moniti, ma solo ri-lanciare questioni.

Informazioni

  • Luogo: TEATRO VALLE
  • Indirizzo: Via del Teatro Valle, 23 00186 Roma - Roma - Lazio
  • Quando: dal 10/09/2011 - al 10/09/2011
  • Vernissage: 10/09/2011 ore 20
  • Curatori: Elena Abbiatici, Valentina G. Levy
  • Generi: performance – happening

Comunicato stampa

DOVE FINISCE IL DESTINO?
A-logicità dell’esistenza

a cura di Elena Abbiatici e Valentina G. Levy

10 settembre 2011 - ore 19.30
TEATRO VALLE, Roma

“Il tessuto del mondo è un intreccio di casualità e necessità


Tra questi due estremi sta la ragione dell’uomo”
Johann Wolfgang von Goethe

Può il Destino essere considerato in termini spaziali? Non potrebbe forse trattarsi di una sorta di non-luogo, a metà tra il punto esatto in cui la legge della causalità rivela i suoi effetti e le infinite vie del possibile si aprono verso il futuro, spingendosi verso nuovi e solo in minima parte prevedibili accadimenti?
Da una rilettura di Ragione ed Esistenza di Karl Jaspers è iniziata una riflessione sul rapporto tra il razionale e quello che supera le capacità interpretative dell'intelletto, l'esistenza - se vogliamo - nella sua interezza, in cui l'elemento aleatorio, il non-premeditato, l'incalcolabile giocano un ruolo essenziale.
La filosofia moderna (da David Hume a Bertrand Russell, senza escludere i contemporanei – Gilles Deleuze ad esempio) tende a considerare l'esistenza umana come un susseguirsi logico di azioni i cui effetti, intersecandosi su livelli diversi, innescano altri eventi, che a loro volta saranno causa di nuove conseguenze. Nonostante ciò, permane radicata nelle coscienze l'idea di un potere occulto - sia esso il Fato o l’establishment della politica internazionale - che agisce in maniera coercitiva e imprevedibile, condizionando la vita degli uomini, come nei classici della tragedia greca.
L’occupazione del Teatro Valle diventa un’occasione per approfondire il dibattito. Per una sera, l’attenzione si sposta da problematiche di natura politica, tristemente diffuse in Italia, inerenti alla gestione economica della cultura, verso un ripensamento della condizione “tragica” dell’uomo contemporaneo, diviso tra forze contrastanti e spesso incomprensibili che lo sovrastano destabilizzandolo.
Il destino e il libero arbitrio, il caso e la calcolabilità, l’inerzia del singolo individuo e le strategie politiche dei governanti: questi i temi che ricorrono nello spazio-tempo scenico del Teatro Valle occupato, in una meta-rappresentazione del reale, finzione nella finzione, che non intende lanciare moniti, ma solo ri-lanciare questioni.






Lettura di STEPHANE MALLARME, Un coup de dés n'abolira jamais le Hasard

eseguita da RICCARDO RUSSO



ELENA BELLANTONI

«Spielplatz», Video, 2011



GIOVANNI OZZOLA

Superficiale «Under my skin», Video, 2009



ZIMMERFREI

«Panorama_Roma», Video, 2004



REYNOLD REYNOLDS

«Six Apartments», Doppia videoproiezione, 2007



DAN WALWIN

«The overlooking eye», Video, 2010



ALICE SCHIVARDI

«The dreamcatcher», Doppia videoproiezione, 2010



VITTORIO SANTORO

«Visionaries et voyeurs I», Video, 2007



OVIDIU HULUBEI

«Troika», Video, 2010



FRANCIS ALŸS

«Sometimes making something leads to nothing»

Video-performance a Mexico City, 1997



EMILIO FANTIN

LUIGI NEGRO

GIANCARLO NORESE

CESARE PIETROIUSTI

LUIGI PRESICCE

«La festa dei vivi (che riflettono sulla morte)»

Video-performance a San Cesario di Lecce, 2010



IZUMI CHIARALUCE

«Lou», Video-animazione, 2010



JESSICA IAPINO

«Play peace», Performance live, 2011





Seguiranno gli interventi di

PIETRO MONTANI, docente di Estetica e

VALENTINA VALENTINI, docente di Arti performative

presso l'Università "La Sapienza" di Roma.



Dibattito aperto.