Ceramiche Decò. Il gusto di un’epoca

Faenza - 17/02/2017 : 01/10/2017

Uno stile internazionale raccontato attraverso la ceramica, ma anche grafiche, vetri e metalli, a partire da Francesco Nonni, Domenico Rambelli, Pietro Melandri, Riccardo Gatti e Giovanni Guerrini

Informazioni

  • Luogo: MIC - MUSEO INTERNAZIONALE DELLE CERAMICHE
  • Indirizzo: Viale Alfredo Baccarini 19 - Faenza - Emilia-Romagna
  • Quando: dal 17/02/2017 - al 01/10/2017
  • Vernissage: 17/02/2017 ore 18
  • Curatori: Claudia Casali
  • Generi: arti decorative e industriali
  • Orari: Dal 1/11 al 31/03 dal martedì al venerdì 10-13,30/ sabato, domenica e festivi 10-17,30 Dal 1/04 al 31/10 dal martedì alla domenica e festivi 10-19. Il museo è chiuso: tutti i lunedì non festivi, 1 gennaio, 1 maggio, 15 agosto, 25 dicembre.
  • Biglietti: intero 8 euro, ridotto 5 euro.

Comunicato stampa

Decò come eclettico, lussuoso ed affascinante, tra gli anni Venti e Trenta del secolo scorso divenne ben presto sinonimo di vita mondana, di effimero, di borghesia moderna.
“Déco. Il gusto di un’epoca” in mostra al MIC di Faenza dal 18 febbraio al 1° ottobre si inserisce nell’ambizioso progetto Art Déco. Gli anni ruggenti in Italia dei Musei di San Domenico di Forlì

Se nella sede forlivese tutte le arti (arredi, ceramiche, vetri, metalli, gioielli, abiti, pittura, scultura, gessi) dialogheranno per fornire uno spaccato quanto più esaustivo di questo eclettico gusto, con rappresentazioni non solo italiane, ma anche europee e statunitensi in un periodo compreso tra l’immediato primo dopoguerra e il 1929, anno della crisi economica mondiale, nella sede faentina il focus sarà dedicato a figure di spicco locali, ma di assoluto spessore internazionale, quali Domenico Rambelli, Francesco Nonni, Pietro Melandri, Riccardo Gatti, Giovanni Guerrini, per citare alcuni dei nomi più noti, analizzati in un periodo di attività un po’ più ampio, dal 1920 al 1935.
La ceramica sarà la protagonista e per ogni autore si cercherà di fornire un excursus anche attraverso altre forme d’arte utilizzate dai singoli artisti (come i manifesti, i vetri e i metalli di Guerrini, accanto alle xilografie di Nonni o agli arredi di Berdondini e di Golfieri). Non mancheranno i raffronti nazionali, con gli splendidi esemplari di Gio Ponti e Giovanni Gariboldi per la Richard Ginori, le manifatture Lenci e Rometti, ed internazionali con le ceramiche tedesche della Repubblica di Weimar, le francesi e le belghe.
L’idea è quella di fornire un narrazione internazionale in una sede internazionale, il MIC, per raccontare il gusto affascinante ed unico di un’epoca.