Declining Democracy

Firenze - 22/09/2011 : 22/01/2012

Opere di quattordici artisti contemporanei internazionali propongono un percorso che riflette su valori, contraddizioni e paradossi che caratterizzano la società di oggi e su come possiamo declinare i principi della democrazia in un momento in cui la loro validità sembra essere messa in discussione nel mondo contemporaneo occidentale.

Informazioni

Comunicato stampa

La mostra Declining Democracy, che inaugura al Centro di Cultura Contemporanea Strozzina (CCCS) di Firenze giovedì 22 settembre, propone una riflessione critica nata dal confronto con l’attuale situazione internazionale

Se nei paesi occidentali la crisi finanziaria del 2008 ha prodotto un profondo malcontento sociale, portando a una crisi di fiducia e di credibilità dei valori democratici, nei paesi del Nord Africa o del Medio Oriente sembra aver preso spazio un nuovo senso di utopia politica rivoluzionaria, diversa ma apparentemente parallela al fenomeno europeo, in cui molti gruppi di cittadini stanno combattendo per la conquista di fondamentali valori di partecipazione politica.

Opere di quattordici artisti contemporanei internazionali propongono un percorso che riflette su valori, contraddizioni e paradossi che caratterizzano la società di oggi e su come possiamo declinare i principi della democrazia in un momento in cui la loro validità sembra essere messa in discussione nel mondo contemporaneo occidentale.

Tra gli altri, vi sono interventi di artisti come Thomas Hirschhorn (Svizzera), punto di riferimento internazionale per la riflessione sul rapporto tra arte e politica; Francis Alÿs (Belgio), la cui opera When Faith Moves Mountain è ormai considerata un manifesto dell’arte sociale e della riflessione sul rapporto tra individuo, collettività e utopia; Buuuuuuuuu (Italia), collettivo artistico attivo su internet che sollecita azioni partecipative di dissenso contro governi autoritari; Thomas Kilpper (Germania), celebre per la riflessione sul ruolo sociale e politico dell’arte, che rielabora per il mostra il progetto Lighthouse Lampedusa sul tema dell’immigrazione; Michael Bielicky (Germania), artista e ricercatore sui nuovi media la cui opera Garden of Error and Decay permette al pubblico di interagire in un attacco frontale ai simboli del potere; Thomas Feuerstein (Austria), che realizza opere in cui paragona sistemi sociali e strutture biologiche unendo insieme le nozioni di scultura, installazione e sistema controllato; Democracia (Spagna), gruppo artistico la cui nuova opera video Ser y Durar mostra alcuni giovani che, praticando il parkour all’interno di un cimitero civile, si muovono tra monumenti e simboli ideologici creando una lirica riflessione sul rapporto tra individuo e storia collettiva; Roger Cremers (Paesi Bassi), la cui opera fotografica Reenactment ritrae ricostruzioni storiche di celebri battaglie che diventano metafora ma anche ironico commento sul rapporto tra i cittadini e la storia delle proprie nazioni.

Le posizioni dei diversi artisti invitati a partecipare alla mostra fanno emergere tematiche come lo scontro tra individuo e collettività, la crescente distanza tra cittadini e classe politica, il potere e l’influenza delle lobby economiche e dei mass media, il problema dell’immigrazione e della condivisione o esclusione di diritti civili e politici, ma anche le nuove possibili forme di partecipazione democratica.


Le nuove tecnologie di comunicazione hanno infatti messo nelle mani della collettività nuovi strumenti per comunicare e condividere opinioni. Si è così affermato un nuovo modo di pensare l’idea di partecipazione politica e sociale o il principio del diritto di opinione. Proprio mentre il modello occidentale di democrazia, basato sulla libertà individuale, la libertà di espressione, l’uguaglianza e la responsabilità politica sta vivendo un periodo di crisi, la democrazia è diventata un modello per quelle rivoluzioni che stanno combattendo per affermare principi come la partecipazione egualitaria e il diritto all’autodeterminazione dei cittadini.

Seguendo la mission propria del CCC Strozzina che vuole riflettere sugli avvenimenti della nostra societá attuale, Declining Democracy si pone l’obiettivo di creare una piattaforma per una riflessione critica e di dibattito che non ricerca tuttavia risposte o soluzioni definitive.

Declining Democracy è un progetto del Centro di Cultura Contemporanea Strozzina, con la consulenza scientifica di Piroschka Dossi (curatrice e autrice), Gerald Nestler (ricercatore e artista), Christiane Feser (curatrice e artista) e Franziska Nori (direttore CCC Strozzina).

Il catalogo, pubblicato da Silvana Editoriale, contiene testi critici di Michele Ciliberto, Piroschka Dossi, Axel Honneth, Gerald Nestler, Franziska Nori, Peter Weibel, schede e biografie degli artisti, immagini delle opere esposte.

La mostra si pone in dialogo con l’esposizione contemporaneamente in corso a Palazzo Strozzi, Denaro e Bellezza. I banchieri, Botticelli e il rogo delle vanità (17 settembre 2011-22 gennaio 2012), che racconta la storia dell’invenzione del sistema bancario moderno e del progresso economico cui ha dato origine, ricostruendo la vita e l’economia europea dal Medioevo al Rinascimento.