Dario Picariello – A fuoco continuo

Treviso - 24/02/2018 : 31/03/2018

In occasione della propria personale a TRA, Dario Picariello ha realizzato un’installazione composta da alcuni scatti fotografici di grandi dimensioni, allestiti con oggetti tipici del backstage fotografico come stativi e pannelli riflettenti e disposti lungo un binario lungo dodici metri che attraversa il piano nobile di Ca’ dei Ricchi.

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Comunicato stampa

In occasione della propria personale a TRA, Dario Picariello ha realizzato un’installazione composta da alcuni scatti fotografici di grandi dimensioni, allestiti con oggetti tipici del backstage fotografico come stativi e pannelli riflettenti e disposti lungo un binario lungo dodici metri che attraversa il piano nobile di Ca’ dei Ricchi.

Le fotografie sono state realizzate presso la Fornace Guerra-Gregorj a Sant’Antonino (Treviso), diretta, tra XIX e XX secolo, dall’illuminato Gregorio Gregorj. Egli ha l’intuizione di modernizzare la produzione industriale di laterizi, al fine di sostenerne una specificamente artistica

Per fare questo, chiama intorno a sé i più promettenti pittori e scultori, integrando all’attività della Fornace quella della Sala degli Artisti: qui muove i primi, decisivi passi il giovanissimo Arturo Martini.
La suggestione esercitata dall’azione e dal pensiero del capitano d’industria è il fil rouge dell’operazione di Dario Picariello.

Promuovendo due laboratori propedeutici, in collaborazione con il Liceo Artistico di Treviso e l’attuale proprietaria della Fornace, Luisa Gregorj, l’artista ha metaforicamente riattivato il luogo, riportandovi l’attività febbrile del lavoro e ripercorrendone le tracce del ricordo e degli affetti.

Nella sua serie fotografica, Picariello restituisce un ritratto dell’“oscuro fornaciaio”, come lo stesso Gregorio si definisce, nel tentare un’operazione in partenza fallimentare: ricreare la Sala degli Artisti. Alcuni elementi presenti nelle sale abbandonate, colti o ricomposti in raffinati e precari equilibri, divengono oggetto di una calibrata costruzione formale. Un uso sapiente della luce, che richiama suggestioni quasi bizantine, colloca la narratività delle scene che si sviluppa nei vari componenti dell’installazione in uno stato atemporale ambiguamente sospeso, in bilico tra passato e presente.

Perché se esiste la possibilità del fallimento, la parabola di Gregorj e del suo opificio, testimonia oggi del suo straordinario valore. Interrogando le tracce del luogo e della storia, il lavoro del giovane artista irpino non solo riaccende metaforicamente la Fornace, sulle macerie di ciò che resta, ma contestualmente ne prosegue poeticamente la ricerca sul significato del proprio stesso operare e sulla propria identità.

DARIO PICARIELLO
(Avellino, 1991) artista, vive e lavora tra Napoli e Milano. Laureato a Urbino in Decorazione per le Arti Visive, attualmente frequenta il Master in Photography and Visual Design presso NABA – Milano. Tra le mostre selezionate, si ricordano: Officine dell’Umbria 2017 (2017), doppia personale con Aurelie´n Mauplot presso Palazzo Lucarini a Trevi; Mascarata (2016), personale a cura di Eugenio Viola presso Casa Raffaello a Urbino e OFF Course Young Contemporary Art a cura di Laura Petrillo presso The Dynastie a Bruxelles; Codice Italia Academy (2015) di Vincenzo Trione a Palazzo Grimani di Venezia. Finalista Premio Cramum 2017, Museo del Duomo di Milano.