Da uno a dieci

Brescia - 24/03/2018 : 24/05/2018

“Da uno a dieci” nasce per gioco. Da una mia passione, quella per i tappeti, che dura da anni, iniettata da Seth Siegelaub.

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Comunicato stampa

da uno a dieci
artists make carpets

“Da uno a dieci” nasce per gioco. Da una mia passione, quella per i tappeti, che dura da anni, iniettata da Seth Siegelaub.
Tanti mi conoscono come gallerista, pochi come collezionista.
Ma i colleghi lo sanno, gli artisti pure.
Conservo gelosamente un Rockenschaub del 1991 e una Moquette rossa di Alberto Garutti del 1993, volo in Sud Africa dove scopro due giovani, Igshaan Adams e Gerda Scheepers, che usano tessuti in modo inconsueto. Mi diverto con Hans-Peter Feldmann a creare elenchi e adagiare animaletti di plastica su tappeti rossi


Mentre Stefano Arienti dipinge tappeti asiatici di un nero che confonde, Maurizio Donzelli fa galleggiare colori tessuti nelle Fiandre, Giulio Caponi ricama in silenzio feltri rari e li modifica, Alessandro Mendini intesse forme, Massimo Uberti disegna la Città Ideale e Flavio Favelli reinventa con il rosa un rug dal sapore antico. Massimo’s carpet è l’omaggio di John Isaac che rovina un Kiz Ghiordes antico. Al grande arazzo sardo Antonio Marras sovrappone il mio ritratto. Con Caterina Boetti Jonathan Monk racconta una storia, mentre Ariel Schlesinger ne brucia un’altra poco distante. Insieme danno vita ad una tautologia: due pagine d’un catalogo d’asta diventano tappeti davanti ai nostri occhi.
La mostra si tesse da sola.
A noi non resta che invitarvi, stendendovi un tappeto rosso.
Anzi no, quello l’ha già fatto Wilfredo Prieto, nascondendoci sotto tutta la polvere dell’allestimento.
Prima Alighiero, poi Seth, ora Massimo.
Tout se tient.
Massimo Minini