Cromatica

Palermo - 08/07/2011 : 06/08/2011

Da Bartolo Chichi - Art & Photo Gallery, “Cromatica” manipola i nostri stimoli visivi, tramite diverse lunghezze d’onda - proprie di ogni colore - evidenziando e codificando funzioni simboliche, espressive e psicologiche, svelando e collegando il continuum armonico o contrastante.

Informazioni

Comunicato stampa

CROMATICA è la risposta alla luce, è guardare i raggi del sole con intensità e purezza da renderci possibile la visione dei colori, è analizzare la saturazione dai toni più forti e squillanti.

I fisici, studiano il “fenomeno colore” attraverso la scomposizione della luce e misurando e classificando le lunghezze d’onda, da Bartolo Chichi - Art & Photo Gallery i fotografi plasmano e ricettano - affermando sulla retina all’interno dei loro occhi gli stimoli cromatici - attraverso complesse operazioni di rielaborazione, traducendo così in immagini bidimensionali la riflessione degli impulsi



Nel Rinascimento Leonardo da Vinci aveva intuito che il colore derivava dalla luce, ma nel 1666 fu Isaac Newton a dimostrare in modo scientifico l’intuizione leonardesca, facendo passare attraverso un prisma di cristallo un raggio di luce bianca, quest’ultimo viene rifratto dando origine ad una successione di raggi luminosi colorati, corrispondenti a diverse frequenze elettromagnetiche.

Il raggio bianco deviato assume i colori dello spettro solare, rosso, arancio, giallo, verde, blu, indaco e violetto, ovvero i sette meravigliosi colori dell’arcobaleno che come una strana alchimia vediamo apparire - con un arco su un cielo - nelle giornate di pioggia.

Per gli artisti e i pittori conoscere la magia del colore è una regola di vita, specialmente quando lavorano ore e ore alla mescolanza dei pigmenti, legandoli ad altre tonalità neutre o complementari, alla ricerca dell’intensità che solo la luce crea e completa all’interno del nostro spazio compositivo.

In fotografia, la saturazione di un immagine e specialmente nella fotografia digitale è un metodo moderatamente facile, in quanto con i moderni software si riesce con un semplice click del mause a realizzare un’immagine pura e intensa di aberrazioni cromatiche.

I nostri fotografi, hanno la fortuna di possedere una luce naturale e mediterranea che li accompagna quotidianamente e con questo ingrediente fondamentale per la visione ci regalano i loro scatti per sottolineare e percepire il valore e l’influenza dei colori nella nostra vita.

Molti fattori influenzano la sensazione del colore, ad esempio l’ambiente, l’atmosfera, la materia, la quantità e le teorie strutturali, come quelle di Johannes Itten, Albert H. Munsell e Johann Wolfgang Goethe, l’elenco è quasi infinito da trattare, ma ritornando ai nostri fotografi Maria Cardali, Carla D'Arpa, Maria Grazia Demma e Guglielmo Francavilla, individuiamo una genuina, fondamentale e variabile ricerca di tutto quello che ci impressiona.

Così un pomodoro rispecchia la sua effettività luminosa in rosso, un tavolo smaltato di un locale acquista il tono timbrico dell’arancio, un tramonto accecante e sfumante ci dona una percezione gialla, un insetto che si mimetizza tra le foglie corrisponde alla progressione dei verdi, la prua di una barca luccica e condensa il blu, un cielo di notte contiene la gradazione estesa dell’indaco e una melanzana dona il suo violetto originario vicino ad un’armonia di verdure rosse e verdi.

Un linguaggio che assorbe e riflette i diversi gradi e le scale tonali non concede estensioni alle ombre nere o grigie, per noi tutto è colore e ricerca di esso e come saggiamente Auguste Renoir insegnava ad un suo allievo: “le ombre non sono nere; nessun ombra è nera, ha sempre un colore. La natura conosce soltanto i colori; il bianco e il nero non sono colori” e ancora: “il colore è sempre lo stesso, solo che uno ha un velo sopra. Talvolta quel velo è sottile, altre volte invece è spesso, ma resta sempre un velo”.

Ed è arrivato il momento di sollevare quel velo.

Maria Rita Chichi