Cristina Ariagno – E’ solo questione di tempo

Romano Canavese - 22/10/2011 : 31/01/2012

Il progetto nasce all’inizio del 2009 con un’opera intitolata E’ solo questione di tempo. Da allora prende il via una lunga ricerca e una trasformazione nell’ uso della materia, vista anche come risposta estetica alla nozione del tempo.

Informazioni

  • Luogo: ATELIER - CRISTINA ARIAGNO
  • Indirizzo: Via Fiume 15 - Romano Canavese - Piemonte
  • Quando: dal 22/10/2011 - al 31/01/2012
  • Vernissage: 22/10/2011 ore 18
  • Autori: Cristina Ariagno
  • Curatori: Guido Curto
  • Generi: arte contemporanea, personale
  • Orari: da martedì a sabato 15,00 - 19,00 e su appuntamento
  • Biglietti: ingresso libero
  • Uffici stampa: MARILINA DI CATALDO

Comunicato stampa

Si inaugura sabato 22 ottobre alle ore 18, presso l’Atelier Ariagno di Via Fiume 15 a Romano Canavese (TO), la nuova mostra di Cristina Ariagno, E’ solo questione di tempo, curata da Guido Curto.

Il progetto nasce all’inizio del 2009 con un’opera intitolata E’ solo questione di tempo. Da allora prende il via una lunga ricerca e una trasformazione nell’ uso della materia, vista anche come risposta estetica alla nozione del tempo





L’artista, forte del precedente ciclo Seasons, che l’ha portata a riflettere sulle stagioni dell’uomo e del suo divenire, conduce la sua indagine non solo sotto il profilo concettuale, ma anche dal punto di vista tecnico, per il quale si è avvalsa della consulenza di Claudio Pieroni, docente di pittura presso l’Accademia Albertina delle Belle Arti di Torino.

Casella di testo: 10:17 E’ solo questione di tempo, risulta quindi un progetto globale, dove l’opera ambientale si caratterizza dall’uso di tecniche apparentemente distanti ma sapientemente integrate quali la calcografia e la scultura in titanio. Acciaio, legno, vetro, fili in seta, fili elettrici, lana di roccia, carta, foglie, sono solo alcune delle materie usate. Tutte le opere sono titolate con l’ora nella quale l’opera stessa viene terminata concettualmente, per esempio 19:25 o 8:47.

Percepito nella sua doppia natura di Kronos (tempo logico e sequenziale) e Kairos (tempo psicologico), il tempo pone l’uomo di fronte alla necessità di sviluppare un approccio che consenta di acquisire gli elementi fondamentali per una consapevole gestione dei propri tempi esistenziali, e mentre Kronos è un tempo scandito e misurabile (così come le opere esposte, create in un preciso momento), Kairos è un periodo di tempo indeterminato nel quale "qualcosa" di speciale accade. E’ il tempo qualitativo della natura nel corso del quale l’artista ha immaginato l’opera, l’ha realizzata e l’ha donata agli osservatori, che a loro volta, percepiscono davanti all’opera, un momento indeterminato ed indefinito in cui accade qualcosa di speciale.

La mostra ha inizio nella prima sala con l’ installazione 10:17, in cui alcuni tappeti recano le scritte: Tempo, evoluzione, vita, movimento, pulsazione. Su queste “basi da meditazione” sono poste due sculture in acciaio che contengono materiale debordante che evidenzia lo spazio-tempo. Saperlo usare, il tempo, è come avere una possibilità per rendere il nostro “stare al mondo” un momento creativo unico e irripetibile. E intanto lo scorrere del tempo si trasforma in pulsazioni, in movimento, in vita, in evoluzione.

Casella di testo: 19:25 19:25 Nella seconda sala altre due sculture sempre con fasce di alluminio intrecciate, hanno al loro interno fili elettrici colorati, che ne costituiscono la trama: è il tempo delle cose che accadono mentre si vive, il tempo dell’azione, dell’emozione, dell’apprendimento. Qui si contrappone con evidenza l’ordine-razionalità al disordine-caos. E’ l’opera 19:25.

Sala successiva: un grosso parallelepipedo nero crea il contrasto con un leggerissimo gomitolo di lana nera inserito in una gabbia di fili di titanio e appoggiato sopra questo enorme solido: il Tempo è uno spazio indefinito formato da una successione illimitata di istanti oppure una porzione limitata di un periodo circoscritto? E’ l’installazione 8:47.



Nell’ultima sala una “strada” formata da sassi di vetro (che può essere percorsa o solo affiancata), conduce ad un antico letto per bachi da seta, trasformato in una sorta di telaio, al di sotto del quale sono posti numerosi fogli di carta su cui sono state impresse delle foglie di gelso: il “tessuto” della vita stessa. L’ ultima installazione è stata creata alle 17:05…



In fondo, è solo questione di tempo.