Conversazione con Eugenio Carmi

Roma - 28/04/2015 : 28/04/2015

Eugenio Carmi racconta attraverso parole e immagini la mostra “Eugenio Carmi. Speed Limit 40” in corso al Palazzo Ducale di Genova.

Informazioni

Comunicato stampa

Martedì 28 aprile, alle ore 17.30, Eugenio Carmi racconta attraverso parole e immagini la mostra “Eugenio Carmi.
Speed Limit 40” in corso al Palazzo Ducale di Genova fino al 17 maggio 2015, curata da Nicoletta Pallini Clemente.
L’incontro è l’occasione per ascoltare dalla viva voce dell’autore il percorso di una vicenda artistica riconosciuta a livello
internazionale e ampiamente documentata nelle oltre cento opere, dalla fine degli anni Quaranta al 2013, esposte nella
mostra antologica di Genova. In questa città Carmi è nato e ha lavorato dal 1956 al 1965 come responsabile dell’immagine
per l’industria siderurgica Cornigliano-Italsider


Fabbricante di immagini, così come ama definirsi, Eugenio Carmi è tra i maggiori esponenti dell’astrattismo italiano: nei
primi due decenni con la pittura informale e dalla fine degli anni Sessanta nel rigore delle forme geometriche, che
svilupperà progressivamente nel corso dei decenni successivi con dipinti scanditi dalla scoperta di una “geometria lirica”
fatta di figure euclidee, di piani colorati che si intersecano e si inseguono in equilibri inattesi e mai scontati.
La proiezione del video “Le mani! La testa! Gli occhi! Eugenio Carmi un artista in fabbrica”, realizzato dal Comune di
Genova nel 2006, darà modo di approfondire nell’incontro gli aspetti del lavoro di Carmi come art director dell’Italsider dal
1956 al 1965 e la stagione felice che lo ha visto protagonista e animatore di situazioni diverse: dalla pubblicazione della
rivista dell’Italsider, le cui copertine come in una galleria virtuale riproducono opere degli artisti più rappresentativi del
momento – da Alberto Burri a Jannis Kounellis, Arnaldo Pomodoro, Robert Rauschenberg – ai progetti fotografici ed
editoriali come il volume “I colori del Ferro” di Umberto Eco con le foto di Kurt Blum, Ugo Mulas, Federico Patellani e
altri importanti fotografi, alla partecipazione alla mostra di Giovanni Carandente a Spoleto, nel 1962, che vede il
coinvolgimento di numerosi scultori per la realizzazione di lavori in ferro, appositamente creati nelle fabbriche
dell’Italsider per essere installati negli spazi storici della città umbra.