ContemporaneaMente Studio l4c

Roma - 13/07/2011 : 24/09/2011

Mostra collettiva che raccoglie quattro giovani artisti italiani organizzata da Contemporanea Roma e Studio 4lc.

Informazioni

Comunicato stampa

CONTEMPORANEAmente Studio l4c
Dal 13 luglio al 24 settembre.
Il mondo dell’arte ama da sempre sperimentare nuove possibilità di presentazione e fruizione da parte del pubblico.
Spinti dall’urgenza di superare le corrose barriere fra l’idea di luogo espositivo ‘aperto’ e l’asettico studio professionale ‘chiuso’, il lungimirante Studio l4c, insieme alla Galleria Contemporanea e alla Galleria Spazio 120, propongono un’audace alleanza professionale, al servizio della crescita e della condivisione di esperienze e competenze.
Arte e Impresa trovano, grazie a questa iniziativa, un’ulteriore opportunità di dialogo

Infatti, il dinamismo che pervade proposte di questo genere, permette la creazione di nuove prospettive culturali ed economiche basate sulla fiducia fra lo studio, le gallerie e la clientela.
Mercoledì 13 luglio lo Studio l4c inaugura il nuovo spazio aprendo i propri uffici ad una esposizione di opere di giovani artisti, selezionati dalla galleria Contemporanea.
L’evento segna l’inizio di una serie di appuntamenti che si susseguiranno durante l’anno, scanditi da un intento caratterizzante che le 2 gallerie hanno individuato nell’andare oltre i confini.
Beyond boundaries, appunto andare oltre i confini, sarà l’elemento di connessione e guida nelle scelte artistiche. L’idea di sconfinamento si esprime già nella scelta di esibire opere d’arte in un luogo generalmente non destinato a questo tipo di fruizione. Gli artisti prescelti, di difficile incasellamento in etichette ormai sorpassate, esprimono perfettamente un’esigenza di superare stagnanti limiti mentali, sociali, economici, di genere e cultura. Da tempo le arti non si riconoscono più in un solo genere. Pensiamo come oggi la fotografia, il cinema, la tecnologia, gli elementi classici e architettonici, convergono tutti verso le molteplici visioni del contemporaneo. Le possibilità sono infinite e questi appuntamenti presso lo Studio l4c vogliono mostrarvene alcuni.
I primi artisti selezionati sono Pier Paolo Bandini, Davide Coluzzi DAZ, Sabrina Marconi, Lara Pacilio.






Pier Paolo Bandini
I Lightbox di Pierpaolo Bandini sovrappongono l'immagine a diversi livelli, esplicita volontà dell'artista di liberare ciò che è contenuto. E' l'immagine il suo oggetto di studio, e l'opera diventa la risultante di un percorso sofferto e incontenibile, estrapolando le personalità dei soggetti dalla formalità e dall'ipocrisia. Attua una ricerca trasversale che lo porta a polemizzare questioni diverse: sofferma lo sguardo sulle atrocità dell'Uomo, che se da una parte è il primo oggetto di studio, dall'altra è un entità incontrollabile. E analizza lo scontro tra ieri e oggi, tra ciò che è stato e ciò che è, riscattando il passato da un inquietudine tutta sua, ma ponendola a confronto con un mondo peccaminoso e strafottente, in cui un esile cristo deposto risorge in un Fighter pronto ed energico.
Davide Coluzzi DAZ, architetto e artista, originario di Potenza, vive ora a Roma, dove si divide fra il suo studio di architettura e la sperimentazione artistica in ambito pittorico, fotografico e video. La sua ricerca segue l’urgenza di indagare le possibilità evocative offerte da arti quali il cinema, il video, l’architettura e la fotografia e al contempo, la forte necessità di guardare alla comunione di realtà ed immaginazione, misurandone le dimensioni spazio-temporali.
Sabrina Marconi. Nata a Roma nel 1974, Sabrina Marconi inizia giovanissima le esperienze figurative e nel 1992, dopo aver ottenuto il Diploma di Maturità Artistica, si iscrive all’Istituto Europeo di Design (IED) di Roma, dove nel 1996 consegue il Diploma d’Illustrazione. Dal 1996 opera professionalmente nei settori di editoria e pubblicità. Dal 2003, alla ricerca di una nuova personale forma espressiva, si apre al mondo dell’arte contemporanea iniziando a collaborare con gallerie d’arte e studi di arredamento e design, partecipando a numerosi concorsi e mostre, nazionali e internazionali.

Lara Pacilio crea delle pitto-sculture dove l'elemento dipinto femminile viene fuso con legno e ferro e se ne tira fuori con uno sforzo sofferto, in un distacco dalla materia per diventare elemento spirituale. Il corpo delle sue protagoniste è quasi sempre, infatti, di un bianco candido e fatiscente, puro eppure contorto nella fatica dell'emanciparsi dal materiale pesante da cui sembra nascere. Si tratta ovviamente di una riflessione sul disagio femminile, sul contrasto tra una parità accordata di tipo materialista e la tendenza naturale della donna a una riflessività emotiva ed emozionale.