Clelia Adami – Sguardi

Sarezzo - 03/09/2011 : 02/10/2011

Occhi pensosi o indagatori, lineamenti taglienti e sintetici, volti drammaticamente tesi eppure non alieni da note di dolcezza: nel mese di settembre, le sale saretine di Palazzo Avogadro ospitano gli Sguardi di Clelia Adami, giovane pittrice che già da qualche anno si è distinta come una delle voci più interessanti tra le nuove leve dell'arte bresciana.

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Comunicato stampa

Occhi pensosi o indagatori, lineamenti taglienti e sintetici, volti drammaticamente tesi eppure non alieni da note di dolcezza: nel mese di settembre, le sale saretine di Palazzo Avogadro ospitano gli Sguardi di Clelia Adami, giovane pittrice che già da qualche anno si è distinta come una delle voci più interessanti tra le nuove leve dell'arte bresciana.

Nata a Brescia nel 1983, la Adami si è formata prima al Liceo Olivieri di Sarezzo e poi all'Accademia SantaGiulia di Brescia

Dopo aver esposto per la prima volta nel 2002, ha partecipato a numerose collettive e può già vantare – nonostante l'ancor giovanissima età – diverse rassegne personali, peraltro in alcuni casi allestite in seguito a concorsi dei quali è risultata vincitrice (tra di essi, il Premio Moretto del 2010) o in cui è stata segnalata (il premio Giovane Arte Bresciana del 2009, in cui ha meritato il secondo premio).

Curata da Paolo Sacchini, la mostra accosta oltre trenta dipinti realizzati tra il 2005 e il 2011 e per lo più raffiguranti volti e occhi di donna, scandagliati con vigore ed intensità attraverso una pittura istintiva e cromaticamente accesa, che nella sua scarna e potente immediatezza espressionistica rimanda – ora esplicitamente ed ora in maniera più nascosta – a Schiele e a Kokoschka, a Kirchner e a Beckmann, senza tuttavia rinunciare a modelli più distesi e a tratti di delicata sensibilità.

I protagonisti dei dipinti della Adami sono gli sguardi, che emergono dal fondo dei dipinti e indagano in profondità un recondito stato di coscienza, un inestricabile e quasi materico groviglio di vissuto e di sensazioni; sono insomma occhi che – come ebbe a dire Shakespeare – piangono l'anima, rivelandone l'intimità più nascosta.

I pochi dettagli anatomici prediletti dall'artista sono resi vibranti da matasse di colore corposo e incandescente, che si anima ulteriormente a contatto con i supporti – talora insoliti – che si affiancano alla tradizionale tela, come ad esempio l'alluminio o la juta grezza.

La mostra, che sarà inaugurata sabato 3 settembre alle ore 18:30, rimarrà allestita sino al 2 ottobre, e sarà visitabile il venerdì e il sabato in orario 16-20 e la domenica in orario 10-12 e 16-20. Per informazioni è possibile contattare l'Ufficio Cultura del Comune di Sarezzo al numero 030.8901244 o alla casella mail [email protected], e visitare il sito dell'artista www.cleliaadami.it.