Carte rivelatrici

Lucca - 17/09/2011 : 15/01/2012

Carte rivelatrici. I tesori nascosti della Collezione Peggy Guggenheim. La mostra, curata da Maurizio Vanni, porta alla luce una collezione, in gran parte inedita, di opere su carta di artisti del Novecento, appartenuta a Peggy Guggenheim.

Informazioni

Comunicato stampa

Dal 18 settembre 2011 al 15 gennaio 2012 si terrà al Lucca Center of Contemporary Art di Lucca, la mostra Carte rivelatrici. I tesori nascosti della Collezione Peggy Guggenheim.



La mostra, curata da Maurizio Vanni, porta alla luce una collezione, in gran parte inedita, di opere su carta di artisti del Novecento, appartenuta a Peggy Guggenheim

“L’intento – scrive Maurizio Vanni – è proprio quello di riscoprire il valore di una collezione su carta non importante solamente per gli autori che ne fanno parte, ma anche per i momenti, umani e culturali, che hanno contraddistinto la raccolta. In un certo momento della sua vita, infatti, Peggy Guggenheim cambiò radicalmente le sue abitudini dedicandosi con tutta se stessa all’arte moderna e alla visita degli studi di quegli artisti che, di lì a poco, avrebbero cambiato la storia dell’arte della propria epoca. Nessuno potrà mai dire con certezza quanto Peggy abbia contribuito al loro successo, ma certamente il Novecento deve molto a questa figura intraprendente, istintiva, sensibile, ma anche passionale, impulsiva, combattiva e lungimirante che ha trasformato un sogno in una meravigliosa ed eterna raccolta di carte rivelatrici di passioni, amori, conoscenze e memorie di un tempo senza tempo. I tesori nascosti della collezione corrispondono alle preziose facce dello stesso diamante che risponde al nome Peggy”.



L’attività di Peggy Guggenheim, mecenate e collezionista, rispondeva alla volontà di sostenere economicamente e moralmente gli artisti dell’avanguardia, ma anche a quella di istruire, gli altri e se stessa, all’arte del suo tempo. La sua lungimiranza andò ben oltre il lavoro di raccolta di opere rappresentative del mondo contemporaneo per la creazione di una collezione il più completa possibile. Peggy non si limitò a collezionare, ma si applicò per diffondere e affermare l’arte contemporanea non solo in America, ma anche in Europa e in particolare in Italia. Molto è stato scritto e detto su Peggy Guggenheim e la sua collezione, ma ancora non è stato valorizzato il suo apprezzamento per le opere su carta, dimostrato dal fatto che alla sua morte, nel 1979, più di settanta opere della sua collezione erano appunto su supporto cartaceo. Senza tener conto di tutte quelle opere che negli ultimi trent'anni della sua vita, dal 1949 al 1979, aveva donato a musei e istituzioni di tutto il mondo proprio per diffondere l'arte contemporanea. La scelta di rappresentare la collezione di Peggy attraverso i suoi disegni è quindi inedita e ha permesso di ricostruire i momenti salienti della sua vita e della nascita della sua collezione.



Tra le opere della collezione si trovano disegni di Pierre Alechinsky, Jean Arp, Alexander Calder, Willem de Kooning, Max Ernst, Lucio Fontana, Friedensreich Hundertwasser, Vasily Kandinsky, František Kupka, Man Ray, André Masson, Roberto Sebastian Matta, Piet Mondrian, Henry Moore, Pablo Picasso, Hans Richter, Diego Rivera, Mario Sironi, Tancredi Parmeggiani, Yves Tanguy, Mark Tobey e Emilio Vedova.

All’interno della mostra ci saranno alcune delle prime opere entrate a far parte della collezione di Peggy: Idee per scultura e Senza titolo di Henry Moore e Blu nel Blu di Kurt Schwitters furono acquisite, durante le mostre tenutesi alla Guggenheim Jeune di Londra. Altri disegni, invece, furono esposti nella nota galleria newyorchese Art of This Century: Ragazze tra gli archi di Pegeen Vail e Senza titolo di Raoul Hausmann, entrambe inedite al pubblico, oltre a Senza titolo di Jean Arp, Oceano 5 di Piet Mondrian, Verso l’altro di Vasily Kandinsky, Il postino Cheval di Max Ernst e Il sogno e la menzogna di Franco di Pablo Picasso dopo la scomparsa di Peggy.



Tra le opere della collezione Peggy Guggenheim che parteciparono all’esposizione della Biennale di Venezia del 1948, ventiquattro erano su carta e diciannove di esse fanno ancora parte della collezione. Tra queste saranno in mostra, oltre ai disegni già citati di Ernst, Kandinsky, Mondrian, Moore, Picasso e Schwitters, Senza titolo di Victor Brauner, Uccello affascinato da un serpente di André Masson e Pi di John Tunnard. All’esposizione era previsto che partecipasse anche il disegno di Roberto Sebastian Matta, Le driadi, ma Rodolfo Palucchini, segretario generale della Biennale, lo fece rimuovere perché lo riteneva troppo apertamente sessuale per essere presentato al pubblico. Peggy sarebbe felice di sapere che sarà invece presente nell’esposizione dei suoi disegni presentata al Lucca Center of Contemporary Art.



Inoltre, in mostra vi sono disegni che sono stati raramente esposti al pubblico: Vestaglia di Pierre Alechinsky, Le grand passage di Alexander Calder, Casa che protegge di Hundertwasser, Studio per Organizzazione di motivi grafici di František Kupka, Testa dada di Hans Richter e Senza titolo di Tancredi, oltre ai già citati disegni di Brauner, Hausmann, Pegeen e Tunnard.



Ricostruire alcuni dei più importanti momenti dell'arte del Novecento attraverso i disegni della Collezione Peggy Guggenheim e alcuni dei disegni che ne hanno fatto parte e che per donazione della stessa collezionista oggi si trovano al Museum of Fine Arts di Boston, al Museum of Modern Art di New York, al Nelson-Atkins Museum of Art di Kansas City, al Tel Aviv Museum of Art è una grande opportunità culturale e propedeutica alla partecipazione e alla condivisione delle proposte e delle sperimentazioni legate alle arti visive della nostra contemporaneità. Rivivere il passato in chiave contemporanea potrebbe voler dire progettare un futuro ancora più imprevedibile ed entusiasmante.



Molti artisti del secolo scorso hanno dedicato impegno e tempo ai lavori su carta, hanno affidato a questo supporto le loro performance più libere e le loro più ardite sperimentazioni. Questa mostra costituisce dunque anche l’occasione di ripercorrere una parte di storia dell’arte del Novecento da un’ottica assolutamente inaspettata.