Carlo Vincenti – Un cane e un sogno

Viterbo - 10/07/2011 : 20/08/2011

In mostra 45 opere di cui molte inedite, appartenenti a collezioni private, che Carlo Vincenti ha realizzato tra la fine degli anni ’60 ed inizio anni ’70, usando svariati materiali e tecniche diverse. Dalle tavole realizzate in questo periodo, riaffiorano tutti i paesaggi che l’artista aveva fissato nei propri ricordi.

Informazioni

Comunicato stampa

Domenica 10 luglio alle ore 11,00 la Galleria Miralli inaugura, presso lo spazio espositivo di Palazzo Chigi a Viterbo, la mostra personale di Carlo Vincenti dal titolo “Un cane e un sogno”, a cura di Agnese Miralli e Anton Giulio Niccoli. Le opere rimarranno esposte fino al 20 agosto 2011. La mostra è corredata da un catalogo con testi di: Enrico Mascelloni, Agnese Miralli, Anton Giulio Niccoli


In mostra 45 opere di cui molte inedite, appartenenti a collezioni private, che Carlo Vincenti ha realizzato tra la fine degli anni ’60 ed inizio anni ’70, usando svariati materiali e tecniche diverse.
Dalle tavole realizzate in questo periodo, riaffiorano tutti i paesaggi che l’artista aveva fissato nei propri ricordi. A rivelarcelo sono ancora una volta i suggestivi titoli posti nel retro delle opere, come a volerne sintetizzare il contenuto con frasi poetiche: ”Una lezione di prospettiva” o “In un cerchio” da La pioggia sul mare; ”Del tempo trascorso” da Lettera a Fernanda o “Insieme” da Ubicumque feliix; ”Personaggio della menzogna” o “Acqua – menzogna” da La tonaca di Gesù Cristo.
Dal retro del collage “Battè vieppiù sul tavolo” da “Un cane e un sogno”: Caro padre hai messo al mondo una cosa mostruosa che sono io. Ma non mi hai lasciato in eredità che la miseria, la sofferenza, la libertà anche nel dolore e te ne sono grato…

Note biografiche: Nato a Viterbo nel 1946 e morto nella stessa città all’età di 32 anni, Carlo Vincenti ha lasciato alla fine della sua breve vita circa 60.000 opere documentate; non solo dipinti e disegni, ma anche scritti, giacche’ la sua personalità si esprimeva sia attraverso l’immagine visiva, sia attraverso la poesia e lo scritto ideologico-filosofico.
Numerose le sue personali in sedi pubbliche e private, anche dopo la sua morte.