Caravaggio Giordano Bruno e l’invisibile natura delle cose

Roma - 17/06/2011 : 17/06/2011

Nell’ambito di Esposizioni di idee, il Laboratorio d’arte ha proposto un ricco calendario di eventi dedicato all’editoria d’arte e per ragazzi: ultimo degli appuntamenti della stagione “Caravaggio, Giordano Bruno e l’invisibile natura delle cose”, il nuovo saggio della storica dell’arte Anna Maria Panzera, appena pubblicato da L’Asino d’oro, con le autorevoli prefazioni di Claudio Strinati e Michele Ciliberto.

Informazioni

Comunicato stampa

Nell’ambito di Esposizioni di idee, il Laboratorio d’arte ha proposto un ricco calendario di eventi dedicato all’editoria d’arte e per ragazzi: ultimo degli appuntamenti della stagione “Caravaggio, Giordano Bruno e l’invisibile natura delle cose”, il nuovo saggio della storica dell’arte Anna Maria Panzera, appena pubblicato da L’Asino d’oro, con le autorevoli prefazioni di Claudio Strinati e Michele Ciliberto





Caravaggio e Giordano Bruno: due grandi personaggi che a fine ‘500 si sfiorarono senza mai incontrarsi, due giganti dell’arte e del pensiero, solitari e ribelli, accomunati dalla ricerca della fantasia delle immagini, l’uno attraverso gli scuri dei suoi quadri inimitabili, l’altro mediante la scrittura e la parola interiore.



“Se per Bruno e Caravaggio immaginare, vedere esteriore e visione interiore erano la vita stessa, come e in che misura ciò avvenne? Il libro della Panzera è la risposta a tale quesito”, afferma il professor Strinati. Indagata nelle sue più profonde motivazioni etiche, estetiche ed epistemologiche, la questione del rapporto tra il pensiero di Giordano Bruno e l’arte di Michelangelo Merisi da Caravaggio è secondo Ciliberto “un tema antico al quale l’autrice si avvicina con occhi nuovi” in 180 pagine chiare e intense.



Un rapido affresco storico introduce il volume che si addentra poi nelle opere degli autori, cercandone i punti di contatto, “ma sempre restituendoli alle rispettive identità”, sottolinea Anna Maria Panzera. Fondamentale è il secondo capitolo “Vedere e dipingere: vista degli occhi e visione interiore”. Caravaggio e Giordano Bruno non hanno lasciato reciproche testimonianze di una conoscenza o una vicinanza reciproca. Entrambi condussero una vita singolare, strettamente legata alla propria opera. “La storia li ha trattati da eretici - scrive l’autrice - li ha anche temporaneamente disdegnati, poi rivalutati, infine trasformati in miti”.



“È la valorizzazione della tematica dell’ombra e dell’umbratilità”, la suggestione più importante del libro per il filosofo Ciliberto, secondo il quale l’aggancio tra le due geniali personalità si trova nel distacco che l’autrice opera tra Caravaggio e la nuova scienza galileiana e nell’evidenza della distanza di Giordano Bruno dall’ideologia dell’Umanesimo. Tra continui rimandi storici e filosofici, il volume, che si avvale di un cospicuo apparato iconografico, pone in contrappunto dipinti e scrittura, a iniziare dalla “Canestra di frutta” dell’artista lombardo e da quello che ne “Il Candelaio” dice il Nolano di sé. “Giordano Bruno fece della fantasia una struttura della conoscenza - scrive l’autrice a conclusione del libro -; per Michelangelo Merisi essa fu la struttura stessa dell’esistenza. Furono un’onda di piena. Il mondo, per un po’ di tempo, dovette dimenticarsi di loro”.





ANNA MARIA PANZERA

Insegnante e storica dell’arte, collabora con istituzioni museali ad attività di ricerca, didattica dell’arte e formazione: dal 1988 al 1992 a Lecce, nel Museo Provinciale Sigismondo Castromediano e nella Pinacoteca d’Arte francescana “Roberto Caracciolo”; a partire dal 2004 con i Servizi educativi di Palazzo delle Esposizioni e Scuderie del Quirinale di Roma. In questo contesto prende parte alla pubblicazione del secondo volume della collana Educare all’Arte, a cura di Cristina Francucci e Paola Vassalli (Electa, Milano 2009). Oltre a numerosi articoli su periodici e riviste scientifiche, ha pubblicato Caravaggio e Giordano Bruno fra nuova arte e nuova scienza. La bellezza dell’artefice (Fratelli Palombi, Roma 1994) e La basilica di S.Cecilia in Trastevere (Nuove Edizioni Romane, 2000).



MICHELE CILIBERTO

Professore ordinario di Storia della filosofia moderna e contemporanea alla Scuola Normale Superiore di Pisa, Michele Ciliberto si forma nella Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Firenze. Dal 1996 è Presidente dell’Istituto Nazionale di Studi sul Rinascimento ed è stato Presidente dei Comitati Nazionali per le Celebrazioni di Giordano Bruno, Marsilio Ficino, Benedetto Varchi e Giovanni Della Casa. Ha fatto parte del Consiglio Nazionale per i Beni culturali e dirige, con Cesare Vasoli, la rivista «Rinascimento», oltre a far parte del Comitato Scientifico della «Rivista di storia della filosofia» e di altre importanti pubblicazioni.



CLAUDIO STRINATI

Attualmente Dirigente del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, è stato Soprintendente speciale per il polo museale romano dal 1991 al 2009. Il suo ambito di studi è soprattutto rivolto verso il Cinquecento classicista e manierista e il primo Seicento. Autore di importanti pubblicazioni e articoli scientifici sulle principali riviste italiane, ha curato mostre e manifestazioni culturali in Italia e all’estero, tra cui Caravaggio e i primi caravaggeschi (Museo Teien di Tokyo), Raphael. Grace et Beauté (Musée du Luxembourg a Parigi), Sebastiano del Piombo (Palazzo Venezia). Sua la mostra Caravaggio alle Scuderie del Quirinale di Roma nel 2010, di cui ha curato il catalogo edito da Skira.





SCHEDA LIBRO

TITOLO: Caravaggio, Giordano Bruno e l’invisibile natura delle cose

DI: Anna Maria Panzera

EDITORE: L’Asino d’oro

COLLANA: Le Gerle
PAGINE: 180

PREZZO: 20 euro

IN LIBRERIA: maggio 2011