La Open Society Foundations e la BAK (Basis voor Actuele Kunst) di Utrecht sono orgogliose di presentare il progetto Call the Witness, il Padiglione Rom, che ha luogo come Evento Collaterale nell’ambito della 54° Esposizione Internazionale della Biennale di Venezia 2011. Una mostra improvvisata che si evolve nel corso dei giorni d’anteprima della Biennale di Venezia grazie al !usso di “testimonianze” dal vivo (opere d’arte, performance, conferenze e conversazioni da e con artisti, pensatori e politici), Call the Witness prende in esame la situazione dei Rom e della loro arte come simbolica del mondo moderno e, in solidarietà, medita su futuri più ricchi di speranza.

Informazioni

Comunicato stampa

La Open Society Foundations e la BAK (Basis voor Actuele Kunst) di Utrecht sono orgogliose di presentare il progetto Call the Witness, il Padiglione Rom, che ha luogo come Evento Collaterale nell’ambito della 54° Esposizione Internazionale della Biennale di Venezia 2011

Una mostra improvvisata che si evolve nel corso dei giorni d’anteprima della Biennale di Venezia grazie al !usso di “testimonianze” dal vivo (opere d’arte, performance, conferenze e conversazioni da e con artisti, pensatori e politici), Call the Witness prende in esame la situazione dei Rom e della loro arte come simbolica del mondo moderno e, in solidarietà, medita su futuri più ricchi di speranza.

Il progetto fa appello agli artisti Rom af"nché costoro diano testimonianza, attraverso opere d’arte, della lotta delle proprie comunità, prigioniere nel paradosso di essere, da un lato, assegnate ai margini della società tradizionale e, dall’altro, al centro dell’ordine di controllo discriminatorio di questa stessa società. Basti pensare ai recenti eventi politici che hanno speci"catamente preso di mira i Rom, come le deportazioni, il rimpatrio forzato e la registrazione etnica in numerosi paesi europei. Riconoscendo questa stessa condizione come emblematica della situazione del mondo in cui tutti noi viviamo, nel corso dei giorni d’anteprima della Biennale di Venezia altri artisti, pensatori e attivisti di origine Rom e non contribuiscono all’accumulo di testimonianze (performance, conferenze, letture e dialoghi). Opere d’arte, testimonianze "lmate e materiali ef"meri vengono “abbandonati” in un intervento spaziale, esso stesso un’interpretazione della proposta presentata dall’artista Constant Nieuwenhuys (1920–2005), che auspicava un luogo che accogliesse la comunità Rom nomade. Questo insieme dà vita a una mostra improvvisata che potrà essere visitata "no al 9 ottobre 2011, e che sarà accompagnata da attività e conferenze quotidiane dell’Uf"cio UNESCO di Venezia.

Come Padiglione nazionale extra nell’ambito delle rappresentazioni nazionali della Biennale di Venezia, Call the Witness prende vita grazie a contributi di artisti, pensatori e attivisti straordinari provenienti da diverse parti del mondo: THOMAS ACTON (professore di studi Rom, Regno Unito), DANIEL BAKER E PAUL RYAN (artisti, Regno Unito), MAUD DE BOER-BUQUICCHIO (Il Vice Segretario Generale, Consiglio d’Europa, Strasburgo), CRISTINELA IONESCU (giornalista e attivista, Romania), MILUTIN JOVANOVIĆ (registra/produttore, Serbia), FERDINANT KOCI (artista, Regno Unito), ROBERT KUSHEN (attivista per i diritti dei Rom, Stati Uniti), LYNN HUTCHINSON LEE (artista, Canada) E HEDINA TAHIROVIĆ SIJERĈIĆ (artista e autore, Bosnia Erzegovina), KIBA LUMBERG (artista, Finlandia), TOM MCDONOUGH (storico dell’arte, Stati Uniti), ROSEANNA T. MCPHEE (educatrice e attivista, Regno Unito), SHAMUS MCPHEE (artista, Regno Unito), AERNOUT MIK (artista, Paesi Bassi), BORIS ONDREIČKA (artista, Slovacchia), TANJA OSTOJIĆ (artista, Serbia/Germania), NIHAD NINO PUŠIJA (artista, Bosnia Erzegovina/Germania), SALMAN RUSHDIE (autore, Regno Unito), MARIKA SCHMIEDT (artista, Austria), GEORGE SOROS ("nanziatore e "lantropo, Stati Uniti), STALKER/ON (collettivo d’arte e architettura, Italia), ALFRED ULLRICH (artista, Germania), MONA VĂTĂMANU (artista, Romania) E FLORIN TUDOR (artista, Romania), ŽELIMIR ŽILNIK (direttore cinematografico, Serbia).

Tutte le testimonianze, presentate man mano che si sviluppano durante i giorni d’anteprima della Biennale di Venezia, possono essere visualizzate sulla piattaforma digitale del progetto: www.callthewitness.net.

Call the Witness, che si basa sull’eredità di Paradise Lost, il Primo Padiglione Rom (Evento Collaterale, 52° Biennale di Venezia, 2007) ed è commissionato dalla Open Society Foundations, riconosce le dinamiche in espansione nella discussione e nella rappresentazione dell’arte Rom in relazione alle necessità culturali e politiche europee, non solo per quanto riguarda le comunità Rom in Europa, ma anche in vista di necessità più ampie in termini di nazione e nazionalità, di migrazione, di maggioranza e minoranza, di ospitalità e solidarietà.

COMMITTENTE: Open Society Foundations (www.soros.org)
ORGANIZZAZIONE: BAK, basis voor actuele kunst, Utrecht, Paesi Bassi
(www.bak-utrecht.nl)
DIRETTORE ARTISTICO: Maria Hlavajova, direttore artistico di BAK, Utrecht, Paesi Bassi

COLLABORATORI:
Daniel Baker, artista, teorico e attivista, Londra, Regno Unito
Tom McDonough, storico dell’arte, Binghamton University, Binghamton (NY), Stati Uniti
Suzana Milevska, teorica e curatrice, Skopje, Macedonia (idea iniziale e titolo Call the Witness)

CONSULENTI:
Rosi Braidotti, direttore del Centre for the Humanities, Università di Utrecht, Utrecht, Paesi Bassi
Cosmin Costinaş, curatore di BAK, Utrecht, Paesi Bassi
Josef Dabernig, artista, Vienna, Austria
Charles Esche, direttore del Van Abbemuseum, Eindhoven, Paesi Bassi
Kathrin Rhomberg, curatrice, Vienna, Austria

PARTNER DEL PROGETTO:
Commissione europea, Bruxelles; Consiglio d’Europa, Strasburgo; European Cultural Foundation, Amsterdam; Swiss Cultural Programme in the Western Balkans, Sarajevo; Sigrid Rausing Trust, Londra; HIVOS, L’Aia; Decade Trust Fund, Washington, D.C.; Mondriaan Foundation, Amsterdam.