Arte povera + Azioni povere 1968

Napoli - 11/11/2011 : 20/02/2012

La mostra fa riferimento alla rassegna internazionale dallo stesso titolo, tenutasi presso gli Arsenali di Amalfi nell’ottobre del 1968. Per tale ragione l’esposizione prevede un rimando tramite documenti, lavori ed interventi d’artista, sullo stesso contenitore storico, che testimoniano la situazione creativa venutasi a creare nell’evento amalfitano.

Informazioni

Comunicato stampa

L’arte resta Povera ma si fa ricchissima… come ha dimostrato la scorsa edizione di Bologna Arte Fiera: tra le opere storiche più vendute spiccavano quelle degli autori dell’Arte povera.
Un rilancio sul mercato in concomitanza con la preparazione di una grande mostra-evento.
Se ne è parlato presso la Triennale di Milano, lo scorso 22 gennaio, quando è stato ufficialmente presentato il progetto Arte povera, a cura di Germano Celant, mostra - evento che si svolgerà contemporaneamente, nell’autunno - inverno 2011, in diverse e importanti istituzioni museali e culturali italiane, nelle città di Bologna, Milano, Napoli, Roma e Torino





L’iniziativa, che ha come fulcro il movimento nato nel 1967 con gli artisti Giovanni Anselmo, Alighiero Boetti, Pier Paolo Calzolari, Luciano Fabro, Jannis Kounellis, Mario Merz, Marisa Merz, Pino Pascali, Michelangelo Pistoletto, Emilio Prini, Gilberto Zorio, ha lo scopo di presentare su scala nazionale ed internazionale gli sviluppi storici e contemporanei di questa ricerca.
Il progetto vuole distribuire le varie fasi e i singoli momenti linguistici in differenti contesti, dal MAXXI di Roma alla Venaria Reale di Torino, dal MaDRE di Napoli al MAMbo di Bologna e alla Triennale di Milano.


Insieme ai singoli responsabili museali Pio Baldi e Anna Mattirolo per il MAXXI, Alberto Vanelli per la Venaria Reale, di Eduardo Cicelyn per il MaDRE, di Gianfranco Maraniello per il MAMbo e di Davide Rampello, per la Triennale, il curatore Germano Celant ha concepito un progetto di mostra che, mettendo insieme un alto numero di opere storiche e recenti, possa funzionare come un viaggio nel tempo dal 1967 a oggi, in diverse situazioni architettoniche e ambientali, attraverso gli avvenimenti e i protagonisti dell’Arte povera.