Antonello & Montesi – Ypsilon

Spoleto - 25/06/2011 : 25/07/2011

Dopo la mostra che ha raccontato il “corpo in trasformazione”, tocca oggi ad un grande dittico con cui si chiude idealmente il loro percorso nel museo spoletino. Si tratta di due immagini universali e definitive: l’organo sessuale maschile e quello femminile, rappresentati da una tridimensionalità esplosiva eppure asettica, una sorta di riflessione sul confine dello sguardo, sul voyeurismo della visione, sui codici estetici che condizionano la natura del nostro vedere.

Informazioni

Comunicato stampa

La stereoscopia è una tecnica con cui si realizzano immagini, disegni, fotografie e filmati, finalizzata a trasmettere un’illusione di tridimensionalità, analoga a quella generata dalla visione binoculare del sistema visivo umano. Come suggerisce il suo nome, la fotografia stereoscopica è un tipo di tecnica fotografica che si basa sulla ripresa contemporanea di uno stesso soggetto da due punti di vista diversi, posizionati su un’ideale linea di ripresa. Una ricerca tecnicamente complessa che Antonello & Montesi, sperimentando macchinari innovativi, hanno applicato ad una progettualità artistica sul tema del ritratto

Dopo la mostra che ha raccontato il “corpo in trasformazione”, tocca oggi ad un grande dittico con cui si chiude idealmente il loro percorso nel museo spoletino. Si tratta di due immagini universali e definitive: l’organo sessuale maschile e quello femminile, rappresentati da una tridimensionalità esplosiva eppure asettica, una sorta di riflessione sul confine dello sguardo, sul voyeurismo della visione, sui codici estetici che condizionano la natura del nostro vedere.

Come suggerisce il suo nome, la fotografia stereoscopica è un tipo di tecnica fotografica che si basa sulla ripresa contemporanea di uno stesso soggetto da due punti di vista diversi, posizionati su un’ideale linea di ripresa. Questa distanza è denominata interasse e le sue variazioni permettono di fotografare soggetti più o meno distanti e di influire sulla tridimensionalità finale della fotografia. La sovrimpressione delle due immagini (opportunamente trattate) crea la tridimensionalità dell'opera finale. La necessità di realizzare le due immagini in contemporanea rende imprenscindibile l'uso di due macchine fotografiche sincronizzate, sia per quanto riguarda lo scatto che per quanto riguarda le lenti e l'utilizzo di flash (da studio o da esterni). Questa sincronizzazione è la parte più complicata della ripresa stereoscopica ed è ciò che Antonello & Montesi hanno sperimentato negli ultimi dodici mesi: metodologie di lavoro diverse sono state esaminate con cura, così come flash e corpi macchina, alla ricerca del migliore workflow che ha reso fattibile la realizzazione delle foto di questa mostra. La caparbietà dei due fotografi, unita al repertorio di conoscenze tecniche messe a loro disposizione da Canon, DBW Communication e Panalight, ha permesso ad un esperimento di diventare una realtà espressiva efficace, tale da rendere il 3D sulla carta stampata non più mera rielaborazione post-produttiva ma risultato di una precisa concezione ottica, non meno sofisticata di quella che solo oggi possiamo ammirare al cinema.