Anthony Moman – Oh my God!

Lucca - 21/07/2011 : 28/08/2011

L'artista inglese si è misurato sul tema dell'umorismo attraverso 26 opere, tra cui una scultura, per darci la sua personale visione del mondo e mettere a nudo la realtà contemporanea.

Informazioni

Comunicato stampa

“Anthony Moman. Oh my God!” al Lu.C.C.A. Lounge e Underground
Venerdì 15 luglio 2011 apre l’originale mostra dell’artista inglese


Ironia e sguardo disincantato sulla società sono il fil rouge dell'esposizione “Anthony Moman. Oh my God!”, a cura di Maurizio Vanni, che venerdì 15 luglio 2011 apre i battenti nel Lu.C.C.A. Lounge e Underground. L'artista inglese, che sarà presente per l'inaugurazione ufficiale giovedì 21 luglio 2011 alle ore 18,30, si è misurato sul tema dell'umorismo attraverso 26 opere, tra cui una scultura, per darci la sua personale visione del mondo e mettere a nudo la realtà contemporanea



Quello che intesse Moman è però un racconto più ideale che reale: sono mondi possibili, ma improbabili dove alcuni personaggi si muovono come se fossero attori senza copione di un teatro dell’esistenza. Figure con abiti ecclesiastici sono fatte muovere, attraverso un sottile uso dell’ironia, in contesti atipici e non convenzionali che fanno riflettere lo spettatore: “l’ironia – dice Moman – perfeziona e completa il mio linguaggio espressivo perché aiuta a riflettere e fa pensare. Con l’ironia posso esprimere messaggi ed emozioni con la certezza di avere un riscontro assolutamente soggettivo dalle persone che partecipano i miei lavori. L’ironia permette, attraverso l’utilizzo di allegorie, metafore e composizioni al limite del grottesco, grande libertà espressiva e un importante coinvolgimento emotivo e cerebrale”.

Grazie all’ironia Moman riesce a mettere a fuoco un mondo immaginifico che non può cogliere un aspetto del reale senza esasperarne qualche elemento o senza rivelarne il suo aspetto contrario. “L’artista inglese – scrive Maurizio Vanni – palesa una sorta di ironia esistenziale che rivela una precisa volontà di prendere le distanze dal consueto e dal convenzionale per concepire un confine tra sé e il mondo. Ne scaturiscono lavori dove, per mezzo di una grande libertà espressiva, improbabili pretuncoli inforcano fiammanti Harley-Davidson, oppure devono difendersi dalle tentazioni demoniache e dal peccato che si manifesta sottoforma di mostruosità e, soprattutto, riflettono, meditano e si trasformano in supereroi della nostra contemporaneità”.

Ecco allora che per mezzo di metafore di vita e di scherzose allusioni fanno la loro comparsa una serie di personaggi in abito talare, ognuno con la propria storia, verosimile o meno, da raccontare. “Un prete – conclude Vanni – urla il proprio furore agonistico militando nella squadra di Dio, un altro dorme su un materasso di dollari sognando la buona azione che potrà fare con quel denaro; un altro ancora conduce, in vespa, una sorella a pregare in un vecchio e suggestivo monastero in collina. Oppure no? Il senso dell’umorismo, esaltato da racconti pittorici e da composizioni dove l’utilizzo della luce, del segno e del colore non è certo lasciato al caso, permette all’artista di penetrare la tangibilità delle cose e degli uomini fino alla loro più intima e inconfessabile essenza, mostrandone i limiti, confini e aspetti inediti”.


Note biografiche
Anthony Moman è nato il 3 giugno 1966 a Londra. Fin da piccolo non si è mai separato dal suo blocco da disegno. Si è diplomato in Arte e Design al St. Albans College. Suo padre (un medico di famiglia) lo ha incoraggiato a intraprendere altre carriere: Moman è stato un pubblicitario, un agente immobiliare e un operatore del mercato finanziario.
Alla fine è tornato al suo unico vero amore realizzando una serie di sculture in bronzo e alluminio battuto e poi dipingendo ad olio. Con la sua giovane famiglia si trasferisce da Londra a Lucca nel 2004. La casa in cui vive è una villa del XII sec., dove Dante ha risieduto dal 1311 al 1313, e il suo studio è l’antica cappella di famiglia. In questi ultimi anni Anthony ha venduto la sua arte col passaparola a collezionisti privati e aziendali.
Un incontro fortuito con lo scultore americano Harry Jackson nella sua casa di Pietrasanta nel 2009 lo ha spinto a fare un salto nel buio. L'incoraggiamento molto vigoroso di Harry Jackson e l’incontro casuale con Maurizio Vanni si sono concretizzati nella sua prima mostra presso il museo Lu.C.C.A. Purtroppo Anthony non ha potuto dimostrare a Jackson quanto profondamente è stato influenzato dal loro incontro, in quanto Harry Jackson è deceduto il 25 aprile 2011.