Anna Malagrida

Modena - 02/04/2011 : 19/06/2011

La mostra, che sarà allestita alla Palazzina dei Giardini, è coprodotta con la Fondazione Mapfre di Madrid ed è la prima retrospettiva italiana dell’artista. Nell’occasione, Anna Malagrida realizzerà tre opere nuove, una delle quali verrà donata alla Raccolta della Fotografia contemporanea della Galleria civica.

Informazioni

  • Luogo: GALLERIA CIVICA DI MODENA
  • Indirizzo: Corso Canalgrande 103 - Modena - Emilia-Romagna
  • Quando: dal 02/04/2011 - al 19/06/2011
  • Vernissage: 02/04/2011 ore 18
  • Autori: Anna Malagrida
  • Generi: fotografia, arte contemporanea, personale
  • Orari: artedì - venerdì 10.30 - 13.00; 15.00 - 18.00 sabato domenica e festivi 10.30 – 19.00; lunedì chiuso 25 e 26 dicembre 2010, 1 gennaio 2011, 15.00-19.00
  • Biglietti: ingresso libero
  • Uffici stampa: CLP
  • Catalogo: Tf.Editores con saggi di Rachida Triki, Martin Peran, testi di Isabel Tejeda

Comunicato stampa

La Galleria Civica di Modena inaugura sabato 2 aprile 2011 alle 18.00 alla Palazzina dei Giardini, in corso Canalgrande a Modena, la prima retrospettiva italiana dell’artista spagnola Anna Malagrida, coprodotta con la Fondazione Cassa di Risparmio di Modena in collaborazione con la FUNDACIÓN MAPFRE di Madrid, a cura di Isabel Tejeda.
Protagonista della scena contemporanea spagnola, presente in numerose personali e collettive in tutta Europa e negli Stati Uniti, Anna Malagrida (Barcellona, 1970) è un’artista che si esprime attraverso la fotografia, il video e l'installazione


Per la mostra che sarà allestita alla Palazzina dei Giardini, prima assoluta dell’artista spagnola nel nostro Paese, Anna Malagrida realizzerà tre opere nuove, una delle quali verrà donata alla Raccolta della Fotografia contemporanea della Galleria Civica.
Nel percorso espositivo varie serie di istantanee e alcuni video, oltre a una soprendente installazione dal titolo "La sala de baile" che occuperà l'intera area di ingresso della Palazzina: una forma realizzata in tessuto che allude a un abito di foggia ottocentesca vola sospesa sotto la cupola, riflessa da alcuni specchi, come a muovere passi di danza. L'installazione riprende in chiave contemporanea l'antica destinazione della Palazzina, in origine Casino delle Feste della corte Estense.
Non mancheranno alcune serie di immagini fra le sue più conosciute, fra cui "Interiores" (2000-2001), serie formata da sedici fotografie centrata sui ritratti di persone vicine all’artista e sulla riproduzione di strade e case del villaggio di Mouchotte, o "Vistas Veladas" (2007), con immagini colte durante un viaggio in Giordania di cui è protagonista la città di Amman ritratta dall'alto, dalle finestre di alcuni hotel di lusso. Lavoro complementare a questa serie, anch'esso visibile in mostra, il video "Danza de Mujer" girato nel deserto giordano nel 2007, che riproduce l'interno di un rifugio e mostra un velo scuro che copre una piccola finestra con il venro che lo muove di tanto in tanto, come una danza. Il "ballo" del velo è una metafora visuale che si riferisce alla condizione della donna nel mondo arabo.

Il catalogo, Tf.Editores, è in lingua inglese e francese (con testi in italiano in brochure allegata). Nel volume saggi di Rachida Triki, storica dell'arte all'Università di Tunisi, Martin Peran, critico d'arte e professore di storia dell'arte all'Università di Barcellona, testi di Isabel Tejeda, curatrice della mostra, e un'intervista ad Anna Malagrida.

Nata a Barcellona nel 1970 Anna Malagrida vive a Parigi dal 2004. Debutta come fotografa nel 1988, anno in cui si iscrive all'Universitat Autònoma de Barcelona dove in seguito ottiene una laurea in Scienze dell'informazione. Prosegue la sua formazione all'École Nationale Supérieure de la Photographie di Arles (1993). A partire dal 1998 sviluppa una personale poetica in equilibrio fra opacità e trasparenza, intimità ed esteriorità, vita quotidiana e rappresentazione indagando all'interno delle immagini i limiti fisici e concettuali del visibile. Le sue opere invitano lo spettatore a sperimentare un'esperienza bivalente, al contempo fisica e intuitiva. Una dualità proposta attraverso scenari ricorrenti – la finestra, la frontiera – utilizzati per far dialogare fra loro i diversi spazi e suggerire un'idea sottesa di instabilità o ambiguità. Anna Malagrida sonda il rapporto tra la fotografia e il mondo contemporaneo; emergono nel suo lavoro tracce evidenti di una riflessione costante sull'immagine nell'attualità, i limiti della fotografia e la dualità dello sguardo. La finestra è un motivo chiave della sua poetica, cui l'artista affida un ruolo strategico: è il limite fra interno ed esterno, soglia attraverso la quale invita lo spettatore a entrare in relazione con l'immagine fotografica. Elemento di separazione o frammento capace di unire lembi diversi della realtà, qualche volta è rappresentata anche come semplice vetro trasparente che non interferisce con la nostra percezione, ma prende in altre occasioni un carattere deliberatamente pittorico. Tuttavia non tutto è sempre visibile nel lavoro della Malagrida. Il quadro della finestra implica sempre un fuori campo che invita lo spettatore, durante la contemplazione, a dispiegare la propria immaginazione.