Andrea Previtali

Bergamo - 15/04/2011 : 20/06/2011

Ancora una volta l’Accademia Carrara incontra Italia Nostra Sezione di Bergamo sul terreno della conservazione: in mostra, dopo il restauro, la preziosa ‘Madonna Baglioni’ di Andrea Previtali, in una iniziativa in cui l’intervento conservativo eseguito da Roberta Grazioli si integra con l’approfondimento storico e scientifico di Antonio Mazzotta.

Informazioni

Comunicato stampa

ANDREA PREVITALI
La ‘Madonna Baglioni’ dell’Accademia Carrara e la Madonna con il Bambino leggente tra San Domenico e Santa Marta di Betania della Banca Popolare di Bergamo
mostra a cura di M. Cristina Rodeschini
Bergamo Alta - Palazzo della Ragione, Sala delle Capriate
15 aprile – 20 giugno 2011
Ancora una volta l’Accademia Carrara incontra Italia Nostra Sezione di Bergamo sul terreno della conservazione: in mostra, dopo il restauro, la preziosa ‘Madonna Baglioni’ di Andrea Previtali, in una iniziativa in cui l’intervento conservativo eseguito da Roberta Grazioli si integra con l’approfondimento storico e scientifico di Antonio Mazzotta


Con la preziosa opportunità di far dialogare in mostra l’opera della Carrara con un altro “restauro di studio”, condotto dalla restauratrice Delfina Fagnani Sesti e dallo storico dell’arte Enrico De Pascale, dedicato alla tela del Previtali Madonna con il Bambino leggente tra San Domenico e Santa Marta di Betania, recentemente acquisita dalla Banca Popolare di Bergamo.
Nell’ambito di “Vincere il Tempo”, allestimento temporaneo dell’Accademia Carrara di Bergamo al Palazzo della Ragione, nel cuore di Bergamo Alta, si riaccende nuovamente l’attenzione sull’impegno del Museo per la tutela e valorizzazione del proprio patrimonio, con la mostra dedicata al restauro e allo studio della Madonna con il Bambino e Santi (nota come ‘Madonna Baglioni’), raffinata opera su tavola (cm 86,5 x 118,5) eseguita nel 1511-1513 circa da Andrea Previtali, uno dei principali protagonisti, insieme a Lotto, Cariani e Palma il Vecchio, di quella peculiare “corrente” con cui il territorio bergamasco si inserì e si distinse all’interno della grande scuola pittorica veneziana.
A documentare in mostra la fase più matura del Previtali è invece un dipinto su tela dell’artista, la Madonna con il Bambino leggente tra San Domenico e Santa Marta di Betania (cm 83 x 83), recentemente acquisita alle proprie collezioni da Banca Popolare di Bergamo e a sua volta sottoposta a un intervento di restauro e a un’iniziativa di studio.
La mostra nasce, ancora una volta, dall’incontro dell’Accademia Carrara con Italia Nostra Sezione di Bergamo che già lo scorso anno aveva promosso il restauro delle due tavolette della Carrara con le “Storie della Passione di Cristo” di Defendente Ferrari e oggi ha confermato il suo sostegno a un progetto di tutela e conoscenza: “I Quaderni sul Restauro” pubblicati dall’Accademia Carrara (Lubrina Editore), con le iniziative espositive e di studio correlate, si propongono infatti di creare attorno al recupero di un’opera, la collaborazione tra competenze diverse. L’intervento conservativo si integra, infatti, con l’approfondimento critico di uno storico dell’arte specialista della materia.
Quest’anno la scelta è caduta sulla Madonna con il Bambino e Santi del bergamasco Andrea Previtali (Brembate di Sopra, 1480 circa – Bergamo 1528), entrata in Carrara nel 1900 per legato di Francesco Baglioni e per questa ragione chiamata ‘Madonna Baglioni’.
Il dipinto, particolarmente problematico dal punto di vista della conservazione, è stato restaurato con un complesso intervento condotto da Roberta Grazioli, che, con la direzione tecnico scientifica di Amalia Pacia
della Soprintendenza per i Beni Artistici e Storici di Milano, si è cimentata non solo sul terreno del restauro pittorico, ma prima ancora nel recupero della fragilissima tavola di supporto, ormai ridotta ai minimi termini, in particolare quanto a spessore, da precedenti interventi che avevano anche comportato l’applicazione al supporto di una rigida “parchettatura”.
Il restauro attuale non solo ha restituito al pubblico un’opera di ritrovata leggibilità ma ha consentito di gettare nuova luce sui non pochi dubbi (a cominciare dal titolo, dalla datazione e dal luogo di esecuzione) che i pur numerosi studi precedenti avevano lasciato.
Con un’attenta ricerca sulle fonti, corroborata dai dati provenienti dal restauro e dalle indagini diagnostiche, Antonio Mazzotta, giovane specialista della pittura veneta e lombarda del XV e XVI secolo, ha infatti ricostruito e riletto la storia e l’iconografia del dipinto, dall’impostazione ancora fortemente belliniana, che colpisce, oltre che per la splendida tavolozza, anche per la grande raffinatezza nei dettagli, probabile conseguenza di un committente colto ed esigente.
Dall’esame attento del dipinto è nata anche la collaborazione con la Biblioteca Civica Angelo Mai che ha individuato un libro che ricorda, per la particolare legatura, quello retto dal santo alla sinistra della ‘Madonna Baglioni’ della Carrara.heroldi.
Durante il restauro, inoltre, l’opera è stata sottoposta ad analisi diagnostiche - riprese in IR e fluorescenza UV - condotte da Vincenzo Gheroldi, storico dell’arte e direttore dell’area tecnico-scientifica-superfici decorate della Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici di Brescia, che hanno permesso lo studio delle tecniche esecutive e dello stato di conservazione.
Di particolare interesse è l’accostamento della tavola della ‘Madonna Baglioni’, sia in mostra che nel “doppio” Quaderno, con la tela Madonna con il Bambino leggente tra San Domenico e Santa Marta di Betania, anch’essa oggetto di un “restauro di studio” condotto dalla restauratrice Delfina Fagnani Sesti e dallo storico dell’arte Enrico De Pascale.
Il dipinto, che raffigura una Sacra Conversazione immersa in un profondo e luminoso paesaggio, appartiene a differenza della ‘Madonna Baglioni’ alla fase matura del pittore bergamasco.
Dalla delicata operazione di pulitura del dipinto, che sarà poi lasciato in comodato alla Carrara con modalità e tempi da concordare, è rinata la pittura del Previtali, liberata da precedenti interventi di restauro che ne mortificavano la raffinatezza cromatica e la lievità.
Le dimensioni relativamente contenute dell’opera (cm 83x83) fanno supporre una sua destinazione alla devozione privata, verosimilmente per un’abbiente monaca operosa nel convento domenicano femminile di Santa Marta (ciò che spiegherebbe l’insolito dettaglio della veste domenicana indossata dalla santa), dove sorge l’attuale sede della Banca Popolare di Bergamo, attuale proprietaria del dipinto.
Eseguita intorno al 1515-20, dopo il rientro di Previtali da Venezia, la tela riveste un considerevole interesse storico anche per la presenza del modellino architettonico sorretto da San Domenico, che le recenti ricerche hanno dimostrato rappresentare la chiesa domenicana di Santo Stefano (quella che custodiva la Pala Martinengo di Lorenzo Lotto), demolita nel 1561 per far posto alle mura veneziane di Bergamo Alta.