Andrea Marcoccia – Around Trip

Roma - 16/06/2011 : 09/07/2011

L'artista romano presenta per l'occasione due cicli pittorici diversi e complementari: Wipeout e Construction. Queste serie, se da un lato possono essere accomunate più genericamente nella rappresentazione del viaggio inteso come percorso, in realtà sono estremamente eterogenee tanto per i contenuti quanto per la forma.

Informazioni

  • Luogo: IL SOLE ARTE CONTEMPORANEA
  • Indirizzo: Via Nomentana 169 - Roma - Lazio
  • Quando: dal 16/06/2011 - al 09/07/2011
  • Vernissage: 16/06/2011 ore 18
  • Autori: Andrea Marcoccia
  • Curatori: Fabio Ortolani
  • Generi: arte contemporanea, personale
  • Orari: martedì-venerdì 15.30-19.30 - sabato 10.00-14.00/15.30-19.30
  • Catalogo: a cura di Giorgia Calò

Comunicato stampa

L'artista romano presenta per l'occasione due cicli pittorici diversi e complementari: Wipeout e Construction. Queste serie, se da un lato possono essere accomunate più genericamente nella rappresentazione del viaggio inteso come percorso, in realtà sono estremamente eterogenee tanto per i contenuti quanto per la forma. Wipeout rappresenta un moto interiore, uno stato dell'anima che si presenta come una sorta di devastazione visiva della realtà. Sembra essere la descrizione di un ricordo che sbiadisce man mano che ci si sposta dal centro focale dell'immagine

Al contrario Construction è la descrizione puntuale di New York, con i suoi cartelloni pubblicitari e i grattacieli, strutturati all'interno della tela in una prospettiva che ricorda l'occhio-obiettivo della macchina fotografica e della videocamera.
La narrazione paesaggistica diventa racconto intimo ed esistenziale che esprime nella trama del visibile l'emozione dell'artista. Ad accomunare le due serie di lavori l'assenza del caos che contraddistingue la metropoli insieme ad una visione "romantica" della realtà reinterpretata in chiave tutta contemporanea.

La ricerca artistica di Andrea Marcoccia, caratterizzata da lunghe panoramiche in cui i capovolgimenti espressivi tendono spesso ad ammorbidire l'assetto schematico della città, risulta essere - come spiega l'artista stesso - la cronaca di una realtà immaginaria.