Andrea Büttner – The Poverty of Riches

Reggio Emilia - 12/11/2011 : 29/04/2012

Dopo l’esposizione londinese, la Collezione Maramotti presenta il nuovo progetto di Andrea Büttner, vincitrice della terza edizione del premio Max Mara Art Prize for Women in collaborazione con la Whitechapel Gallery di Londra.

Informazioni

  • Luogo: COLLEZIONE MARAMOTTI - MAX MARA
  • Indirizzo: Via Fratelli Cervi 66 - Reggio Emilia - Emilia-Romagna
  • Quando: dal 12/11/2011 - al 29/04/2012
  • Vernissage: 12/11/2011 ore 18 su invito
  • Autori: Andrea Büttner
  • Generi: arte contemporanea, personale
  • Orari: La mostra, ad ingresso libero, sarà visitabile dal 13 novembre 2011 al 29 aprile 2012 negli orari di apertura della collezione permanente. Giovedì e venerdì 14,30 - 18,30 Sabato e domenica: 10,30 - 18,30 Chiuso: 25-26 dicembre, 1 e 6 gennaio, 25 aprile
  • Email: info@collezionemaramotti.org

Comunicato stampa

Andrea Büttner
The Poverty of Riches

13 novembre 2011 - 29 aprile 2012


La Collezione Maramotti presenta The Poverty of Riches, il nuovo progetto di Andrea Büttner, vincitrice della terza edizione del premio Max Mara Art Prize for Women in collaborazione con la Whitechapel Gallery di Londra.
The Poverty of Riches è stato presentato per la prima volta nell’aprile 2011 alla Whitechapel Gallery; le opere saranno acquisite dalla Collezione Maramotti e visibili dal 13 novembre 2011.

Andrea Büttner è interessata alla vita delle comunità religiose

La sua opera esplora gli intrecci tra religione e arte e le affinità tra comunità religiose e mondo dell'arte. L'esposizione presso la Collezione Maramotti presenta le nuove opere di Büttner ispirate all’esperienza dell’artista durante la residenza di sei mesi in Italia che ha seguito l’attribuzione del Premio.
In questo periodo, Büttner ha vissuto per qualche tempo insieme ad alcune comunità religiose, si è avvicinata agli affreschi di Giotto e ad alcune opere appartenenti alla Collezione Maramotti: Alberto Burri, Enrico Castellani e Piero Manzoni.

Andrea Büttner impiega la tecnica tradizionale della xilografia per rappresentare elementi dell'iconografia religiosa quali una forma di pane, un tavolo, l’immagine di San Francesco. Accanto a questi soggetti tradizionali compaiono tessuti quotidiani - presi dalle divise di guardiaparchi, di poliziotti e di netturbini - che creano colorati "dipinti", tesi come fossero tele. Questi lavori si inseriscono nella ricerca dell'artista sull'uso simbolico del tessuto nell'arte religiosa italiana.
Semplici panchine offrono un posto per sedersi a riflettere, creando una corrispondenza tra gli spazi di una chiesa e quelli deputati all'arte. La mostra comprende anche manifesti, stoffe e volantini, sempre ispirati ai periodi trascorsi da Andrea Büttner nei monasteri.

L’artista è interessata al concetto di povertà dal punto di vista sia estetico sia spirituale; non solo ai movimenti monastici, ma anche ai movimenti artistici, in particolare all’Arte Povera: la rinuncia alla ricchezza dei movimenti monastici trova corrispondenze nell’Arte Povera nella scelta di materiali per la realizzazione dell’opera, in contrapposizione all’opulenza dei mass media e del mercato.
Un altro tema centrale nei lavori di Andrea Büttner è la relazione fra povertà e vergogna. Nel XXI secolo la povertà costituisce una delle maggiori cause di vergogna, presentata e vissuta come sentimento negativo. L’artista è invece interessata ad una sua accezione positiva sia nella sua dimensione euristica sia nell’arte.