Anawana Haloba – My lips are sealed

Torino - 22/09/2011 : 22/10/2011

Il lavoro artistico di Anawana Haloba si basa su installazioni video-audio e sull’impiego del proprio corpo come mezzo performativo. Le opere di Haloba esplorano le posizioni e relazioni delle diverse comunità all'interno di differenti contesti politici, socio-economici e culturali.

Informazioni

Comunicato stampa

Il lavoro artistico di Anawana Haloba si basa su installazioni video-audio e sull’impiego del proprio corpo come mezzo performativo. Le
opere di Haloba esplorano le posizioni e relazioni delle diverse comunità all'interno di differenti contesti politici, socio-economici e
culturali. In occasione della sua prima personale in Italia dal titolo "My Lips Are Sealed", l’artista norvegese presenta due nuove opere
e una grande installazione video del 2008. Quest’ultimo progetto intitolato "When the Private Became Public" è stato presentato alla
16° Biennale di Sidney e commissionato dalla curatrice dell’evento, Carolyn Christov-Barkagiev

Il lavoro è un film realizzato con
cinque protagoniste femminili provenienti da contesti culturali diversi e ambientato nello scenario dell’arido deserto australiano.
L'opera, ispirata da una serie di rivoluzionari eventi che hanno portato le donne a valicare la dimensione privata per entrare a far parte
della sfera pubblica che tradizionalmente è loro preclusa offre, attraverso le immagini e la gestualità viscerale rappresentata, uno
spunto e una riflessione sulle ideologie pre-femministe, lasciando aperto un riferimento diretto sulla situazione contemporanea. Le due
nuove opere sono "The Oracle" e "Say It As It Is". "The Oracle" è una grande installazione performativa site-specific allestita come
sala di consulenza all'interno dell'ambiente domestico che riproduce i tratti e la tipologia abitativa di una favela. Il lavoro approfondisce
le tematiche e le dinamiche del mondo in via di sviluppo, offrendosi al contempo come strumento di previsione e occasione risolutiva
del futuro socio-economico mondiale, tramite l'assistenza di un oracolo al quale le persone decidono di rivolgersi. Il secondo nuovo
progetto "Say it as it is" è una performance in cui gli interpreti raccontano nuovamente (riscrivono) le percezioni suscitate dalla
colonizzazione, in particolare nel mondo occidentale. Tra le precedenti opere di Haloba figura Lamentations (2006-08) in cui l'artista
traccia con la propria lingua delle mappe su una superficie ricoperta di sale come gesto che intende rappresentare le barriere culturali
e le difficoltà linguistiche nell'esperienza degli immigrati. In Road Map (2007), un'installazione scultorea/sonora interattiva esibita all’8°
Biennale di Sharjah, Haloba esplora il panorama politico del Medio Oriente all'apice della guerra dagli esiti catastrofici in Iraq, la
continua instabilità delle relazioni fra Israele e la Palestina e la frattura delle relazioni tra Afghanistan e Pakistan. The Greater G8 AD
MARKET (GG8) esibita alla 53° Biennale di Venezia è un'installazione scultorea/sonora interattiva che fa da bancarella del mercato
promozionale per i prodotti dei cosiddetti membri del GG8 fittizi creati dall'artista. Il progetto segue la logica e i desideri di uno
scenario politico dalla dimensione onirica, nel quale Haloba riscrive le regole economico-finanziarie di scambio offrendo prodotti di
commercio equo e solidale del Terzo Mondo impregnati di un senso di futilità. L'opera riflette sul percorso di Haloba nel suo
complesso e si offre come spunto di critica politica da una prospettiva personale, assumendo anche un tono satirico nei confronti dei
diritti illegittimi dei leader mondiali e delle loro politiche antidemocratiche.
IMPORTANTE
La performance nell'ambito della grande installazione site-specific dal titolo "The Oracle" sarà visibile in occasione dell'inaugurazione
della mostra e ogni sabato dalle 14.00 alle 15.00.
Anawana Haloba works with performance, video and sound installations, using her own body as a medium. Haloba’s work explores
the positions and relations of different communities within varied political, social, social economical and cultural contexts. For "My Lips
Are Sealed" an exhibition opening at Franco Soffiantino Gallery on 22nd of September Anawana Haloba will be exhibiting one old work
and two new works. The first project was exhibited at 16th Sidney Biennale 2008, by curator Carolyn Christov-Barkagiev (current
Artistic Director of Documenta 13 in 2012), who had commissioned Haloba to produce a video and sound installation titled "When the
Private Became Public". The project is based on a film made with five female participants from different cultural backgrounds, set
against a harsh Australian desert landscape. The work explores the revolutionary turns that have resulted in women traversing the
private realms and now entering into the public sphere traditionally not attributed to them – providing a contemporary perspective on
pre-feminist ideologies. The two new works are "The Oracle" and "Say It As It Is". "The Oracle" is a performative/sculptural
installation that is arranged as a consultancy space in a favela living space which explores the social economical politics of the
developing world, at the same time offering to foretell and promise to resolve global social economical future by attending to
individuals that consult it. The second new project "Say it as it is" is a performance piece in which the performers re-tell (re-write) the
perceptions created by colonization, especially in the western world. Among Haloba's past works is Lamentations (2006-08) where
she traces maps in salt with her tongue as a performative gesture to represent the cultural barriers of language in immigrants’
experience. In Road Map (2007) a sculptural/ sound interactive installation exhibited at the Sharjah Biennale 8, entitled 'Art, Ecology &
the Politics of Change: Still Life' and co-curated by Jack Persekian, Jonathan Watkins and Eva Scharrer, Haloba explores the political
landscape of the middle east at the height of the war gone wrong in Iraq, the ongoing uncertainty of the Israel-Palestinian relations and
the discomfited relationship of Afghanistan and Pakistan. The Greater G8 AD MARKET (GG8,) exhibited at the 53rd Venice Biennale
is an interactive sculptural/sound installation that functions as an advertising market stall for the products of the so-called GG8
members as fictionalized by the artist. The project follows the logic and desires of a political dreamscape in which Haloba rewrites the
rules of economic financial exchange by offering Third World fair-trade goods imbued with a sense of futility. The work reflects upon
Haloba's overall process and intends to explore a political critique from a personal perspective.
IMPORTANT
The performance into the big installation site-specific titled "The Oracle" will be visible during the opening and every Saturday, from
2pm to 3pm.