Agostino Bonalumi – Dal colore la forma

Acqui Terme - 24/09/2011 : 26/11/2011

Uno sguardo sulle fasi cruciali di quasi 50 anni del lavoro di Agostino Bonalumi che sempre stupisce per freschezza e novità e si apprezza per l’acuta invenzione. Dalle 55 opere in mostra tele, carte, progetti, che vanno dagli storici anni ’60 fino ai nostri giorni si delinea la straordinaria figura di Bonalumi insieme compassato ed estroso maestro di forme aeree e asciutte, rigorose e fantastiche, fredde e appassionate come l’alba.

Informazioni

Comunicato stampa

La Galleria Repetto è lieta di presentare l’esposizione personale di Agostino Bonalumi Dal colore la forma

La mostra, attraverso 55 opere, vuole offrire uno sguardo sulle fasi cruciali di quasi 50 anni di lavoro di Bonalumi: saranno esposte 20 tele estroflesse su campi monocromatici realizzate dal 1964 al 2011, opere che determinano strutture percettive di segno astratto e prevedono una concezione dell’arte anche come esperienza tattile; 22 progetti, calcolati ma non funzionali, pentagrammi di linee, diagrammi, nei quali spesso è presente la tridimensionalità di segmenti filiformi o di piccole tele, in una costante evoluzione di forme e di idee; infine, 13 spartiti minimi, piccole realizzazioni monocrome tridimensionali in carte estroflesse, dove un rigoroso ordine geometrico coinvolge ambiente e luce in ricchi ed articolati rapporti.

Nata come reazione al magma e all’introspezione della pittura informale, l’arte di Bonalumi e dei suoi contemporanei Manzoni, Castellani e Dadamaino - poco prima era apparso il grande precedente di Fontana – ci affascina per l’eleganza delle forme, l’omogeneità delle luci, la chiarezza del colore, l’originalità delle curve e il rigore dei ritmi e dei piani.

Bonalumi, insieme compassato ed estroso maestro di forme aeree e asciutte, rigorose e fantastiche, fredde e appassionate come l’alba; gioioso mago della forma che ha fatto della tela una scultura e della scultura una tela, della superficie un basso rilievo e dell’alto rilievo un percorso ritmico e ondulato di piani e di luci. Bonalumi indiscusso protagonista di una nuova stagione dell’arte, dove alla macerazione delle cose che sono state si contrappone la felice visione delle cose che sono.


CENNI BIOGRAFICI (Archivio Bonalumi)
Agostino Bonalumi nasce il 10 luglio 1935 a Vimercate, Milano. Compie studi di disegno tecnico e meccanico. Tiene la sua prima personale nel 1956 alla Galleria Totti di Milano. Nel 1958 nasce il gruppo Bonalumi Castellani e Manzoni con una mostra alla Galleria Pater di Milano, alla quale seguiranno altre mostre a Roma, Milano e Losanna. Nel 1961 alla Galleria Kasper di Losanna è tra i fondatori del gruppo “Nuova Scuola Europea”. Arturo Schwarz acquista sue opere e nel 1965 presenta una mostra personale di Bonalumi nella sua galleria di Milano, con presentazione in catalogo di Gillo Dorfles. Nel 1966 inizia un lungo periodo di collaborazione con la Galleria del Naviglio di Milano che lo rappresenterà in esclusiva, pubblicando nel 1973 per le Edizioni del Naviglio un'ampia monografia a cura di Gillo Dorfles. Nel 1966 è invitato alla Biennale di Venezia con un gruppo di opere, e nel 1970 con una sala personale. Segue un periodo di studi e di lavoro nei paesi dell'Africa mediterranea e negli Stati Uniti dove si presenterà con una personale alla galleria Bonino di New York. Nel 1967 è invitato alla Biennale di Sao Paulo e nel 1968 alla Biennale dei Giovani di Parigi. Ha realizzato opere di pittura-ambiente quali, nel 1967, “Blu Abitabile” per la mostra “Lo Spazio dell'Immagine”, a Foligno; nel 1968 “Grande Nero”, per una mostra personale al Museum am Ostwall di Dortmund; nel 1979, nell'ambito della mostra, curata da Francesca Alinovi e Renato Barilli, “Pittura Ambiente” a Palazzo Reale di Milano, l'opera “Dal giallo al bianco e dal bianco al giallo”, dove l'ambiente considerato attività dell'uomo, è analizzato come attività primaria e cioè psicologica, così come in “Ambiente Bianco – Spazio trattenuto e spazio invaso”, realizzato nel 2002 per la Fondazione Guggenheim di Venezia. el 1980 a cura della Regione Lombardia è allestita, a Palazzo Te di Mantova, con la cura di Flavio Caroli e Gillo Dorfles, un'ampia rassegna che illustra l'intero arco della sua opera. L'accademia Nazionale di San Luca ha conferito a Agostino Bonalumi il “Premio Presidente della Repubblica” 2001 per la scultura. Nell'occasione viene presentata una mostra retrospettiva dell'artista nelle sale dell'Accademia, accompagnata da una monografia a cura di Achille Perilli. Si è occupato di scenografia realizzando nel 1970 per il Teatro Romano di Verona scene e costumi per il balletto “Partita”, musica di Goffredo Petrassi, coreografia di Susanna Egri; e nel 1972 per il Teatro dell'Opera di Roma le scene e i costumi di “Rot”, musica di Domenico Guaccero, coreografia di Amedeo Amodio. Ha realizzato libri d’artista per le Edizioni Colophon, Belluno e per le Edizioni Il Bulino, Roma ed ha pubblicato raccolte di poesie per la stessa Colophon, per Book Editore e per le Edizioni Poli Art.